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Professionisti lombardi nel mondo: Alberto Grimoldi

Il ramo paterno della Fam. Grimoldi è lombardo, di Mozzate provincia di Como. Una storia di emigrazione, tenacia e talento nel campo imprenditoriale e delle calzature. Il marchio storico Grimoldi è famoso non solo in Argentina ma anche in Uruguay e Brasile. A puntate il profilo di questa dinastia

Grimoldi, la famiglia:  più di un secolo nei piedi degli argentini

Non sono molte le imprese familiari che raggiungono la terza generazione in piedi, almeno qui. Grimoldi ci è riuscito: 113 anni nella produzione di scarpe, con alti e bassi, come tutte le società con una  storia e molte abilità nello superare l'imprevedibilità della economia locale.

Ci riceve Alberto Grimoldi (figlio), manager della casa, nella sala riunioni, una specie di sala convegni e di soggiorno di una casa tradizionale dove non manca il grande tavolo delle riunioni o la biblioteca con le foto che rivedono la storia della società: dalla prima fabbrica e boutique all'ingrosso fino ad un gruppo di dipendenti nel 1910.

 

<< Negli anni ‘50 siamo stati i più importanti produttori in America Latina, negli ‘80 sfioriamo la bancarotta, nei ‘90 abbiamo decollato (tanto da essere quotati in Borsa) e nel 2001 abbiamo dovuto virare il timone per sopravvivere >>.

 

I segreti di come affrontare tutte le crisi, continuare a scommettere sul paese, vendere 4.600 paia di scarpe al giorno e rinnovarsi con le ultime tecnologie.

 

Una panoramica di Grimoldi...oggi.

Siamo una multimarca con 170 locali. Lavoriamo con Hush Puppies, Timberland, Caterpillar, Kickers, Merrell, la Patagonia, e da quest'anno, con Franco Sarto e American Pie. Vendiamo anche ai grossisti e ai commercianti indipendenti. Abbiamo la licenza di tutti i marchi importati per fabbricare parte della loro collezione nel paese.

 

D- Perché negli anni ’80 quasi  fondete e cosa avete fatto per evitarlo?

R – Un’indagine di mercato dimostrò che Grimoldi aveva prestigio e qualità, ma che offriva un prodotto noioso. Questo ci ha aiutato a selezionare meglio i prodotti e il target per un pubblico più giovane. Inoltre abbiamo sostituito il modello d’impresa familiare per quello professionalizzato della società. In altre parole, contrattiamo persone idonee. Della famiglia restiamo solo io e mio padre.

 

D - Come avete superato la crisi del 2001?

R -Nel dicembre 2001, quando è scoppiata la crisi, importavamo quasi tutto. Con la moneta svalutata, da un giorno all'altro, abbiamo cominciato a produrre tutto qui, ad eccezione di 93 paia, i campioni portati da fuori. Essendo una società con credibilità abbiamo ricevuto sostegno dai nostri creditori, dalle banche, i licenciados (proprietari dei marchi registrati) e dagli importatori brasiliani che ci hanno dato un anno di grazia senza pagare e tre per rinegoziare il debito. Così ne siamo usciti.

 

D - Tutta la produzione si fa nel vostro stabilimento?

R- Noi abbiamo una licenza per fabbricare qui molti dei prodotti internazionali con cui lavoriamo, però altri siamo costretti ad importarli. Ad esempio: di Timberland siamo in grado di produrre diversi modelli di scarpe, ma non la collezione d’abbigliamento.

Così della produzione totale (1.600.000), 500.000 sono fatte nel nostro stabilimento, 200.000 le importiamo e le restanti 900.000 le facciamo fare a fabbriche locali.

 

D - Ci sono scarpe che hanno fatto storia in Grimoldi ...

R - Ci sono tre modelli di epoche diverse: la Colleggiale Kickers, cavallo di battaglia per molti anni. Un vecchio modello di mocassini e, recentemente, di Hush Puppies le infradito con fibbie sui lati e la suola anatomica. Tutte hanno venduto oltre un milione di paia.

 

D - Avete fatto di recente un accordo con la disegner Vero Ivaldi per una edizione speciale di Kickers.

R - Si tratta di una strategia per modernizzare e dare un plus a questo classico del design. Inoltre, vi sono sette nuovi modelli di questa stampa, molto disinvolti che includono stampe animali, toni metallici e strikeout.

 

D - Come continua la storia?

R - Ci accingiamo ad offrire franchising. Dal 2004, abbiamo ricevuto richieste di commercianti dell’entroterra interessati nella realizzazione dei nostri prodotti.

 

Di Paula Cipriani

 

Traduzione

Patrizia Marcheselli

 

Fonte:

http://www.lanacion.com.ar

 

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