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Le interviste ai candidati lombardi all'estero: Alberto Pasciuti

Le interviste ai candidati lombardi all’estero sono uno strumento importante per conoscere i temi e le istanze delle nostre comunità fuori dall’Italia. Riportiamo l’intervista al lecchese in Svizzera Alberto Pasciuti, realizzata prima delle politiche del 2008.

Nato a Lecco il 21.08.1977, Alberto Pasciuti si specializza in Economia all’Università Cattolica di Milano, conseguendo un Master nel 2004. Nel settembre dello stesso anno, da Como si trasferisce in Ticino dove, nel gennaio 2008, apre l’omonimo studio legale in Lugano. Forte il suo impegno nell’ambito del volontariato. Si candida alla Camera nella Circoscrizione Estero per la Lista Valori e Futuro.

 

1) Per quale ragione, a suo giudizio, gli elettori italiani residenti all’estero dovrebbero nella sua circoscrizione scrivere il suo nome sulla scheda elettorale?

 

Valori antichi e modernità istituzionale ecco qual’è il mio slogan.

 

Il compito che ci dobbiamo porre nel presente, come partito, come lista, come individui, come italiani all’estero oggi più che mai, è di sanare quella differenza che c’è tra l’essere italiano ed il sistema paese Italia, sanando l’Italia dall’interno, con un programma valido concreto ed immediatamente aderente alle problematiche italiane in tema di: famiglia, sicurezza, ma anche e soprattutto come si legge nel nostro programma, in tema di ammodernamento istituzionale, interventi che giovano all’Italia tutta, ed all’immagine che la stessa ha nello scenario internazionale, rendendola moderna pur preservando quegli storici valori che da sempre ci contraddistinguono.

 

Mi propongo di perseguire un lavoro corale, politico, sociale e culturale che possa coinvolgere tutte le più vive forze del paese, è un problema di fierezza e vanto nazionale anche per chi come noi vive e lavora all’estero.

 

2) Quali sono le ragioni che l’hanno spinta a scegliere la forza politica con la quale è in lista per il parlamento italiano?

 

Domanda ancor più interessante potrebbe essere il perché di un partito di italiani all’estero?

Vedete, io sono italiano all’estero da quattro anni, Emanuele Filiberto lo è stato per anni e vive in Italia da 4 anni, questa apparente specularità ha pero nel suo interno una profonda differenza umana.

 

Io sono italiano all’estero per scelta, Emanuele Filiberto lo è stato per imposizione.

C è una frase che Emanuele Filiberto dice che mi colpisce sempre: “L’immagine dell’Italia che lui viveva e percepiva era quella che gli trasmettevano gli italiani all’estero, gente che per strada gli raccontava cosa fosse l’Italia, gente che mandava a lui cartoline e lettere raccontandogli di cosa fosse quel “bel paese” che lui non poteva conoscere”. Questa frase oltre ad evidenziare la drammaticità personale di un ragazzo e di un uomo, porta in se il perché della nascita del movimento politico ed il perche della mia personale scelta di schierami con loro.

 

L’immagine che l’Italia trasmette oggi, l’immagine che gli italiani trasmettevano ad Emanuele Filiberto e che io percepisco da italiano all’estero non è più quell’ immagine dell’Italia che da sempre ci rende fieri.

 

Essere italiano è sempre stato sinonimo di estro, intraprendenza originalità, l’orgoglio e la fierezza che questa immagine ci dava è sempre stata un biglietto da visita, un elemento di forza che ha dato una carta in più, quando i primi emigranti, primi veri pionieri della globalizzazione si sono mossi verso i più diversi paesi del mondo, certi del supporto che questo messaggio attribuiva loro.

 

Ma siamo ancora certi che ci sia ancora questo biglietto da visita?

 

3) Se sarà eletto, quale sarà il suo primo atto da deputato?

 

Ritengo assolutamente indispensabile presentare un progetto di legge sulla riorganizzazione dei servizi consolari che devono essere veloci, accessibili, gratuiti e soprattutto vicini al cittadino. In questo senso si potrebbe pensare anche ad una privatizzazione di alcuni compiti destinando le risorse risparmiate a una moderna informatizzazione che permetta migliori prestazioni.

 

Inoltre ritengo che oggi giorno, vivendo nel mondo dell’informatica non si può più tollerare di aspettare ore intere e perdere giornate lavorative per avere un certificato dal consolato. Bisogna informatizzare i servizi e snellire la burocrazia amministrativa sia consolare che nazionale.

 

Oltre a quanto sopra esposto mi chiedo che senso abbia il bollo sul passaporto? A quanti è capitato di essere all’aeroporto e di notare che il bollo sul passaporto è scaduto?

Viaggiando e confrontandomi con italiani residenti all’estero sento quotidianamente dubbi e perplessità sul fatto che ogni anno bisogna mettere il bollo sul passaporto; un qualsiasi passaporto svizzero o estero ha la sua validità senza la necessità ogni anno di mettere un bollo od un rinnovo di altro genere. Perché gli italiani residenti all’estero oltre che dover rinnovare il passaporto alla scadenza, debbono ogni anno rinnovare il bollo; sinceramente non se ne capisce il significato.

 

A prescindere da tutto quanto precede, ritengo che un buon parlamentare non è quello che presenta proposte di legge, magari fantasiose e difficilmente realizzabili, ma quello che cerca concretamente di realizzare, spiegando bene al suo partito e ai suoi colleghi come convenga investire sugli italiani all’estero perché sono una fonte di ricchezza per il Sistema Italia. E allora potranno arrivare maggiori risorse per la rete consolare, per la diffusione della lingua e cultura italiana, così da dare una maggiore attenzione e non più quel senso di fastidio che le tante lamentele hanno procurato.

 

4) Come giudica i due anni di attività parlamentare dei Senatori e Deputati italiani eletti nelle circoscrizioni estero durante la legislatura uscente?

 

I Senatori della circoscrizione estero sono stati determinanti più di una volta per la sopravvivenza del governo uscente. Ritengo che quando una persona decida di assumere un incarico istituzionale, debba rendere conto in primis ai propri elettori, ed occuparsi dei problemi e delle necessità di costoro.

 

5) Quali sono, secondo lei, i bisogni più urgenti degli italiani all’estero nella circoscrizione che intende rappresentare e che il parlamento dovrebbe affrontare con maggiore urgenza?

 

Gli italiani all’estero si attendono dal Parlamento Nazionale il rispetto di una politica che risponda puntualmente alle promesse fatte e a un genere di rappresentanza che assuma le dimensioni di servizio dovuto alla collettività e non che sia soggiogato dalla strumentalizzazione del voto per fini di interessi partitici. Il valore del voto estero significa solo ed esclusivamente rispetto e lavoro da compiere per le nostre comunità, che per 60 anni sono state tenute in un ”dimenticatoio legislativo”.

 

6) Qual è oggi il suo rapporto con la Lombardia e con l’Italia in generale?

 

Sono nato e cresciuto in Lombardia e da quattro anni vivo e lavoro a Lugano. Abitando a soli 25 km dall’Italia ed avendo i genitori in Italia, colgo l’occasione per andare spesso a Como. Personalmente penso che la Lombardia sia una delle maggiori regioni con del potenziale economico e sociale ancora da sfruttare.

Ritengo che bisognerebbe dare maggiore autonomia alle Regioni, anche perché l’accentramento amministrativo ed economico a Roma, penalizza e soffoca l’economia locale, creando a volte ingiustizie.

 

Redazione Lombardi nel Mondo

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