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Le interviste ai candidati lombardi all'estero: Franco Tirelli

Le interviste ai candidati lombardi all’estero sono uno strumento importante per conoscere i temi e le istanze delle nostre comunità fuori dall’Italia. Riportiamo l’intervista al mantovano in Argentina Franco Tirelli, realizzata prima delle politiche del 2008.

Franco Tirelli jr. è un avvocato poco più che quarantenne di Rosario che presenta la sua candidatura per la Camera nel collegio del Sudamerica per il Popolo della Libertà. Lui e la sua famiglia hanno profonde radice lombarde, mantovane, in particolare, ed è in prima linea in alcuni progetti di  cooperazione fra Italia ed Argentina, come il gemellaggio fra gli ospedali di Rosario e Mantova. Se sarà eletto, dice che il suo primo atto sarà andare a rendere omaggio all'altare della Patria, in memoria di suo nonno che nell'esercito italiano ci ha combattuto. Si candida alla Camera per la Circoscrizione Sud America nella fila del Popolo della Libertà.

 

1) Per quale ragione, a suo giudizio, gli elettori italiani residenti all’estero dovrebbero nella sua circoscrizione scrivere il suo nome sulla scheda elettorale?

 

Perché con il mio lavoro concreto dentro la collettività italiana, attraverso il volontariato sono riuscito ad ottenere risultati molto validi a vantaggio di essa.

Questi risultati ottenuti sono la conseguenza di lavorare senza sosta, attivamente e con impegno. Lavoro che ho portato avanti con un gruppo di collaboratori coordinato e capeggiato da me.

 

2) Quali sono le ragioni che l’hanno spinta a scegliere la forza politica con la quale è in lista per il parlamento italiano?

 

Ho scelto Forza Italia perché sono convinto che sia la proposta politica e sociale più adeguata per la realtà degli italiani che vivono all’estero. Mi identifico pienamente con i programmi scelti come base di un’azione politica e economica.

 

3) Se sarà eletto, quale sarà il suo primo atto da deputato?

 

Il mio primo atto sarà visitare l’altare della Patria a Roma, per fare omaggio al milite ignoto e ricordare mio nonno, sopravvissuto alla seconda guerra mondiale.

 

4) Quale pensa che possa essere il contributo che i deputati e i senatori eletti all’estero potranno dare nel Parlamento di Roma?

 

Essere il ponte e il vincolo tra gli italiani residenti all’estero e quelli che vivono in Italia. Questo consentirà pure di dare una visione diversa, che può proporre soluzioni nuove ed originali ai problemi che vive l’Italia oggigiorno.

 

5) Quali sono, secondo lei, i bisogni più urgenti degli italiani all’estero nella circoscrizione che intende rappresentare e che il Parlamento dovrebbe affrontare con maggiore urgenza?

 

I problema più seri sono quelli che hanno gli italiani più indigenti, che sono tanti. Migliorare l’assistenza che esiste e migliorare il modo di riscossione delle pensioni.

 

6) Qual è oggi il suo rapporto con la Lombardia e con l’Italia in generale?

 

In questo momento sono il Responsabile Argentino del gemellaggio fra l’Ospedale Italiano di Rosario e la Regione Lombardia attraverso l’Ospedale Carlo Poma di Mantova (Valore globale dell’intervento della Regione Lombardia Euro 300.000., in due anni) (Ristrutturazione di 3 sale operatorie, Ampliamento per centrale di sterilizzazione e ristrutturazione dell'area di supporto, aggiornamento tecnologico della rete ospedaliera ed un sistema unificato di controllo di gestione, Sala di videoconferenza e Stage di medici argentini:corso di perfezionamento di 10 giorni ai fini di ampliare le proprie conoscenze e per un interscambio di esperienze con i colleghi italiani) e sto lavorando con Forza Italia nell’elaborazione di progetti da attuare in un Governo Berlusconi.

Sto anche cercando il modo di diffondere l’insegnamento della lingua e della cultura italiane nelle scuole pubbliche, penso che sia un modo in più per garantire la continuità della lingua e della cultura italiane.

 

7) Come giudica i due anni di attività parlamentare dei Senatori e Deputati italiani eletti nelle circorscrizioni estero durante la precedente legislatura?

Anzitutto i legislatori scelti non hanno avuto, a mio avviso, tempo sufficiente per lavorare; ad ogni modo mi è parso poco azzeccato l’ intervento dei parlamentari scelti, secondo me hanno agito più per l’ indicazione del partito che per convinzione.

 

Redazione Lombardi nel Mondo

 

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Editoriale

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