La fortezza elvetica
Dopo le bocciature del 1983 e del 1994, ieri il popolo dei cantoni elvetici ha respinto due proposte di legge del governo e del Parlamento volte a semplificare il processo di naturalizzazione degli stranieri nella Confederazione. La prima iniziativa di legge prevedeva «la naturalizzazione facilitata dei giovani di seconda generazione» (i figli degli immigrati), l'altra «l'acquisizione della nazionalità svizzera per la terza generazione» (i figli dei figli). Nel primo caso si riduceva a 5 anni il tempo necessario per conseguire il passaporto svizzero con un risparmio di migliaia di franchi.
Nel secondo si rendeva automatica la cittadinanza ai nati in Svizzera. I due referendum avevano bisogno della duplice maggioranza dei cantoni e dei votanti. Non hanno ottenuto né la prima né la seconda. La prima ha ricevuto 1.452.669 no (56,8%) e 1.105.605 sì (43,2%), con 17 cantoni contrari e appena 6 d’accordo. Per la seconda i no sono stati 1.322.668 (51,6%), i sì 1.238.849 (48,4%), con sette cantoni favorevoli e 16 contrari. A favore i cantoni francofoni, mentre i più conservatori sono apparsi quelli svizzero-tedeschi e quelli piccoli, con maggioranze che vanno dal 76% di Appenzello Interno, al 75% dello Schwyz, al 72% di Uri.
Il verdetto costituisce una chiara vittoria della destra nazionalista e populista, che non ha esitato ad agitare lo spettro della "islamizzazione" del Paese nella sua campagna contro il progetto. E svela il grande timore di un paese ad un assedio dal momento che fra le domande per il passaporto svizzero, il 40% è avanzato da immigrati in gran parte islamici dai Balcani E per il governo, che aveva promosso la riforma, e per tutte le organizzazioni di immigrati, è arrivata l'amara sconfitta.
In Svizzera, Paese di immigrazione - in particolare italiana per lunghi decenni - la percentuale di stranieri è alta e supera il 20% (circa 1,5 milioni di persone su un totale di 7 milioni di abitanti). Molti di questi stranieri, in altri Stati, avrebbero già ottenuto il passaporto del Paese di residenza, mentre in Svizzera la legge sulle naturalizzazioni è considerata tra le più restrittive del mondo occidentale.
Il Ticino e i Grigioni, nostri vicini di casa, non sono stati molto teneri: due solenni e sonore bocciature all'iniziativa governativa, giurando però che non hanno nulla contro gli italiani ma hanno voluto dire no all’invasione degli altri stranieri …. questo Paese di 7 milioni e mezzo di abitanti che conta il 20% di stranieri (316 mila italiani, 350 mila ex Jugoslavia). Di certo una innovazione sarebbe stata auspicabile in un paese la cui popolazione quasi per un quarto non ha la cittadinanza nazionale.
A Zurigo, la città con il maggior numero di stranieri dopo Ginevra (108 mila su 300 mila abitanti e 14.895 italiani), ha vinto il sì.. Purtroppo, uno strumento democratico nega la democrazia reale. E il risultato approfondirà il solco fra diversi gruppi: un tempo sardi, siciliani, pugliesi spagnoli aprivano circoli culturali, ora nelle città si stanno formando pericolose gang su base etnica. La Svizzera dovrebbe riflettere più sul rischio di un suo eventuale isolamento in Europa, da quella stessa Europa, da cui scelse di restare fuori nel 1992 ma che per motivi geografici e di influenze politiche ed economiche non può affatto prescindere.
Anna Maria Minutilli














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