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Breve storia dell'esperanto

L’esperanto è nato nel 1887 ad opera di un medico polacco, Lazaro Ludovico Zamenhof, con lo scopo di creare un codice di comunicazione neutrale, che aiutasse gli uomini a comprendersi al di fuori di ogni differenza politica, razziale, religiosa.

L’esperanto è nato nel 1887 ad opera di un medico polacco, Lazaro Ludovico Zamenhof, con lo scopo di creare un codice di comunicazione neutrale, che aiutasse gli uomini a comprendersi al di fuori di ogni differenza politica, razziale, religiosa.

La lingua internazionale esperanto è una sintesi delle lingue più parlate nel mondo; neolatine, anglosassoni, slave con elementi di greco, arabo, giapponese-coreano.

Parlanti esperanto oggi sono presenti nei cinque continenti; si tengono in contatto fra loro con i moderni mezzi di comunicazione, ma anche s’incontrano di persona o in una serie di congressi nazionali, nel congresso annuale mondiale che si tiene ogni anno in varie nazioni del mondo e negli incontri specializzati per insegnanti, giornalisti, medici ecc.

Esiste un’ abbondante letteratura in esperanto, in parte tradotta (dalla Divina Commedia, Bibbia, Corano, Kalevala fino a romanzi, saggi, fumetti ecc) e in gran parte originale.

Esistono un’organizzazione mondiale (UEA = Universala Esperanto Asocio) e associazioni nazionali: in Italia la FEI = federazione esperantista italiana, che ha il sito: www.esperanto.it, dove si trovano i referenti dei gruppi e corsi di lingua.

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Editoriale

L’emigrazione e' un valore tutelato dalla Costituzione

La Repubblica “riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero”. Il terzo e ultimo comma dell’articolo 35 della Costituzione italiana inserisce la nostra emigrazione fra i valori costituzionalmente tutelati, ma non si tratta di uno dei passaggi più citati della nostra carta fondamentale.continua>>
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