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Frammenta la razza umana in parti fra loro nemiche …..

Zamenhof in una lettera ricorda la sua infanzia, esprime i principi che hanno ispirato la creazione dell'esperanto, rivolge un Appello ai Diplomatici del mondo (che risulta quanto mai attuale, considerando che è stato scritto più di cento anni fa...)

L.L. Zamenhof

(da una lettera)

“L'idea alla cui realizzazione ho dedicato tutta la mia vita mi è venuta - è ridicolo dirlo - nella mia prima infanzia e da allora non mi ha mai abbandonato; ho vissuto con lei e non posso nemmeno immaginare me senza di essa.(…)

Sono nato a Bjałystok, nel governatorato di Grodno (Polonia ndr). Questo mio luogo di nascita e dei miei anni infantili ha orientato tutti i miei scopi successivi. A Bjałystok la popolazione consiste di quattro elementi diversi: russi, polacchi, tedeschi ed ebrei; ognuno di questi elementi parla una lingua diversa e ha rapporti poco amichevoli con gli altri. In una tale città più che altrove uno spirito sensibile sente il tragico peso della diversità delle lingue e si convince ad ogni passo che questa diversità è l'unica causa, o almeno la principale, che divide la famiglia umana e la frammenta in parti tra loro nemiche. Mi hanno educato come un idealista; mi hanno insegnato che tutti gli uomini sono fratelli, e intanto, sulla strada e nei cortili tutto ad ogni passo mi fa sentire che non esistono gli uomini: esistono solo russi, polacchi, tedeschi, ebrei, ecc.

Ciò ha sempre tormentato il mio animo di fanciullo, benché molti forse sorriderebbero di questo "dolore del mondo” in un bambino.

Poiché allora mi pareva che gli "adulti" avessero una forza onnipotente, ripetevo a me stesso che, quando fossi stato grande, avrei assolutamente eliminato questa sciagura. (….)

Quando ero bambino ho amato molto appassionatamente la lingua russa e tutto lo stato russo; ma presto mi sono convinto che il mio amore veniva ripagato con l'odio, e che chiamano se stessi padroni di questa lingua e di questo stato persone che vedono in me soltanto uno straniero senza diritti (per quanto io e i miei avi e i miei antenati siamo nati e abbiamo lavorato in questo paese). Tutti lo odiano, lo disprezzano e schiacciano i suoi fratelli; ho visto che anche tutte le altre razze che abitano nella mia città si odiano e si perseguitano……... e io ho sofferto molto di tutto ciò, e ho cominciato a sognare quel tempo felice quando spariranno tutti gli odi tra le nazioni, quando esisterà una lingua e un paese che appartengano a pieno diritto a tutti coloro che ci abitano o che la usano, quando gli uomini si capiranno e si ameranno l'un l'altro”.

Il giovane Lazzaro giunse all'idea di una lingua che fosse internazionale cioè che non appartenesse a nessuna nazione e che perciò potesse essere accettata da tutti.

La prima versione della nuova lingua si ha nel 1878, quando lo Zamenhof, per festeggiare il suo 19° compleanno, riunisce alcuni suoi compagni di scuola attorno ad una torta e ad una prima poesia nella nuova lingua. La versione definitiva della lingua internazionale esperanto venne pubblicata nel 1887 con il permesso della censura russa.

Prima della sua morte Zamenhof visse il dolore di vedere lo scoppio della prima guerra mondiale, lui che nel suo Appello ai diplomatici, pubblicato in inglese e in esperanto nel 1915, aveva fatto suo un concetto di rispetto e tolleranza, che stava maturando nella coscienza degli europei più illuminati.

Zamenhof non si interessava di confini statali, bensì del modo con cui si potesse garantire ad ogni cittadino un senso di appartenenza al proprio stato su un piede di parità con gli altri cittadini, senza badare se apparteneva o no all’etnia dominante in quello stato. I quattro punti con cui termina l'appello sono concetti morali e non politici:

  • Ogni paese deve appartenere moralmente e materialmente a tutti i suoi abitanti naturali e naturalizzati, qualunque sia la loro lingua, religione o supposta provenienza (….)].
  • Ogni cittadino ha il pieno diritto di usare  la lingua  o  il dialetto  che  vuole  e  professare la religione che vuole. Solo nelle istituzioni pubbliche, non destinate specificamente ad una etnia, si deve usare quella lingua che per accordo tra i cittadini è accettata come lingua del paese. ….. Ma la lingua del paese …. deve essere vista non come un tributo umiliante dovuto da popoli dominati a un popolo dominante, ma come una scelta spontanea della minoranza per comodità della maggioranza.
  • Per tutte le ingiustizie il governo risponderà ad un Tribunale Europeo Permanente[…].
  • Ogni stato o provincia deve avere non il nome di un popolo, ma soltanto un nome neutrale-geografico.

 

Lazzaro Ludovico Zamenhof, medico polacco, fondatore della lingua esperanto. (Lettera del 1894)

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