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Un fautore dell’emigrazione verso la salvezza

Teodoro ŜVARZ (aŭ SCHWARTZ aŭ SOROS Tivadar; 1894-1968). Ebreo ungherese, dottore, avvocato, adottò anche lo pseudonimo Teo Melas (melas in greco e schwartz in tedesco significano nero)

Soros incontrò presto l’Esperanto sui campi di battaglia orientali durante la prima guerra mondiale, dove il suo insegnante era un compagno militare Pal Balkanyi.

Dopo anni di prigionia in Siberia, Soros scappò dalla prigione; sulla via di casa a Mosca, svolse un ruolo fondamentale nella fondazione della prima Associazione Esperantista Sovietica e poi a Budapest con i suoi amici Kalocsay e Baghy nel 1922 lanciò la rivista in esperanto “Literatura mondo” (mondo letterario) che ha redatto fino al 1924.

Suo figlio, il finanziere George Soros ha detto che tutta la vita avvenurosa di suo padre, fino a quel punto, quando i nazisti arrivarono a Budapest, era solo la preparazione per la sfida più grande della vita, la lotta contro l'invasione nazista.

Quella volta è stata, secondo il figlio, "il più grande momento di mio padre", quando l’intera sua esperienza, tutte le cose apprese in decine di anni, hanno subito la sua più grande prova ed hanno trionfato. La sua vita era estremamente piena, in parte grazie alla lingua di Zamenhof.

Ha scritto un  romanzetto in stile semplice “Robinson in Siberia” (Modernaj Robinzonoj) nel 1923 (ripubblicato nel 1999) e nel 1965 “Ballo in maschera a Budapest” (Maskerado ĉirkaŭ la morto), in cui descrive le traversie di una gran parte del popolo ebraico, durante dieci mesi di occupazione nazista dell’Ungheria. Quest’opera è stata recentemente pubblicata in inglese nel Regno Unito (2000) e negli Stati Uniti (2001), in russo e in tedesco (2003), in turco e in ungherese (2002).

Il vecchio Soros, con l’intelligenza e l’astuzia affinate nel periodo trascorso in Siberia, riuscì a salvare i suoi cari ma anche centinaia di altre famiglie ebraiche con soluzioni rocambolesce e una beffa ai nazisti, che tengono il lettore con il fiato sospeso sino all’ultima riga.

Tivadar Soros grazie all'esperanto, all'intelligenza e alla fortuna, riuscì a salvare la vita sua e dei familiari dai disastri delle guerre mondiali e dell'occupazione nazista dell'Ungheria.

Proprio perché lingua di nessuna nazione e insieme accessibile a tutti, l’esperanto può difendere dal predominio culturale ed economico dei più forti e dai rischi di una visione monoculturale del mondo.

Non dimentichiamo il figlio George: dodicenne partecipò con il padre al congresso mondiale degli esperantisti in Svizzera. Finanziere, ottantenne, ora vive negli Stati Uniti ed è il fustigatore dell’attuale anarchia finanziaria mondiale. Ha convertito parte dei suoi miliardi in fondazioni per una “società aperta”, che ha aiutato i dissidenti dell’Est comunista o quelli della dittatura birmana.

George Soros insieme al sindaco Renzi, ha partecipato a Firenze alla presentazione di due libri del padre Teodor, originariamente scritti in esperanto ed ora tradotti in italiano: "Robinson in Siberia" e "Ballo in maschera a Budapest" (editore Gaspari.)

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Editoriale

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