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La scuola dei bambini extra

Cresce il numero dei bambini stranieri presenti nel nostro paese e cambia il mondo della scuola italiana. Quali sono i cambiamenti? E quali le soluzioni che hanno adottato le istituzioni? Ecco il tema dell’incontro che si è svolto a Milano: “La scuola dei bambini extra”

Il 24 maggio si è svolto a Milano l’incontro  “La scuola dei bambini extra” presso l’Auditorium San Carlo/Sala Verde, in Corso Matteotti n. 14, Milano. L’incontro è stato l’occasione per parlare di un tema di sempre maggiore attualità, e cioè l’integrazione scolastica dei bambini extra-comunitari. Ecco alcuni dei temi che sono emersi dal dibattito:

“Le aule italiane sono cambiate negli ultimi anni: se fino a 15 anni fa i bambini e i ragazzi stranieri erano una rarità, oggi sono diventati una realtà.

Se provate ad entrare in un’aula qualsiasi, in un asilo, una scuola elementare o media, vedrete che in ogni classe, o quasi, ci sono almeno 2 o 3 bambini stranieri provenienti da tutto il mondo.

Ma come ha reagito il nostro sistema scolastico a questo cambiamento? Come si stanno organizzando le scuole, gli insegnanti e gli educatori? E come vivono tutto questo i bambini, sia italiani che stranieri?

Partiamo da questo ultimo punto.

I bambini, lo sappiamo, sono delle creature fantastiche: soprattutto in tenera età, sono come una lavagna pulita, su cui i genitori, la famiglia, gli insegnanti e la società in generale hanno la possibilità di scrivere le regole della loro vita futura.

A livello delle scuole materne, dove l’apprendimento avviene soprattutto in forma ludica, per i bambini italiani e stranieri l’integrazione è molto più facile proprio per l’utilizzo di un linguaggio universale come è appunto il gioco e perché anche i bambini stranieri hanno l’occasione di apprendere da subito la lingua italiana.

Il discorso diventa già più complesso se si parla di scuole elementari e medie, dove i bambini hanno già appreso la lingua e l’apprendimento avviene in forme tradizionali con il supporto di libri e materiali didattici.

Qui, purtroppo, possono insorgere anche dei casi di discriminazione: come abbiamo detto sopra, i bambini assorbono le regole e le modalità di comportamento che ricevono in famiglia o nella società e spesso il razzismo può entrare in maniera subdola anche nelle menti dei più piccoli.

Inoltre i bambini e i ragazzi stranieri hanno più difficoltà ad inserirsi, soprattutto se non conoscono la lingua e spesso si sentono rifiutati come elementi esterni: qui il percorso all’integrazione deve essere aiutato per far sì che tutti i ragazzi posano trarre vantaggio dalle diversità, trovando punti in comune fra realtà diverse.

Come hanno reagito le istituzioni davanti a questi cambiamenti?

Da un lato esiste un decreto legge che regola l’ingresso dei ragazzi stranieri nel nostro sistema scolastico; in base alla legge n. 40 del 1998 sull'immigrazione straniera in Italia e sul D.P.R. 394 del novembre 1999 a tutti i ragazzi stranieri viene garantita l’istruzione scolastica a prescindere dalla loro condizione legale in Italia.

In qualunque momento dell’anno, i ragazzi stranieri possono iscriversi a scuola, in base alla loro età, tenendo conto degli studi eventualmente effettuati nel paese di provenienza e delle competenze e abilità che hanno.

I percorsi formativi dei ragazzi stranieri devono essere uguali a quelli dei loro compagni italiani e nel caso fosse necessario, gli istituti possono varare dei corsi di lingua italiana supplementari per favorire l’apprendimento dello strumento di comunicazione principale di questi ragazzi.

La legge a questo proposito è molto chiara, ma questo comunque non basta.

Ogni istituto scolastico può studiare un percorso formativo di supporto a questi ragazzi, in collaborazione con enti che lavorano sul territorio nel campo dell’immigrazione e integrazione, ma spesso mancano figure pedagogiche create appositamente per aiutare i ragazzi a inserirsi e a terminare gli studi.

Per proporre nuove soluzioni e proposte, l’associazione Cultura Aperta ha in programma una serata incontro a cui partecipano enti, istituzioni e persone che lavorano ogni giorno con i ragazzi, in collaborazione con la sede provinciale di Milano dell’Unicef.

Siamo tutti invitati a questa serata per conoscere meglio modi, iniziative e soluzioni che possono aiutare i ragazzi a superare un momento molto delicato come è quello dell’accettazione e dell’integrazione.”

 

La scuola dei bambini extra

Per ogni informazioni potete rivolgervi a

CulturAperta

Comunicazione, Immagine e Promozione Culturale

Via  Pietro Mascagni 24, 20122 Milano

Tel. 02.76006189

Fax 02.76006189

email: culturap@libero.it

 

Informazione a cura di Dott.Hector Villanueva (www.hectorvillanueva.com)

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