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Ero straniero: puoi firmare entro la fine di ottobre! Dobbiamo farlo tutti!

L’obiettivo della campagna è superare la Bossi Fini con una legge di iniziativa popolare intitolata “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.

Care e cari tutti,

il dibattito sull’immigrazione, in Italia e in Europa, è sempre più caratterizzato da posizioni spesso ideologiche e da voci “urlate” che vogliono far presa sulla paura e le insicurezze delle persone.

Il fenomeno migratorio è strutturale e caratterizza questa fase storica, perciò è ineludibile e dobbiamo assolutamente regolarlo, con provvedimenti europei e nazionali che siano al passo con la nuova realtà che dobbiamo affrontare.

Il nostro Governo, con Renzi prima e Gentiloni e Minniti poi ha fatto un gran lavoro in Italia e in Europa e di questo abbiamo discusso in Parlamento per tutta la giornata di martedì con la Commissaria Mogherini e mercoledì con il Presidente Juncker.

Ciò che è emerso è che l’Italia è finalmente riuscire a porre il tema nell’agenda europea e ad indicare all’Europa le principali iniziative da fare. Ma di tutto questo darò dettagliata e approfondita informazione in un’apposita newsletter.

Io sono convinta che occorra dimostrare concretamente, sui territori, nella vita di ogni giorno, che la percezione del fenomeno migratorio come pericolo e la sua gestione emergenziale sono degli errori, al posto dei quali va invece sostenuta l’idea che un’accoglienza diffusa e di qualità è capace di allargare la cittadinanza, renderla inclusiva e promuovere coesione, che è l’unico modo di creare sicurezza, per tutti.

Per questo, perché le migrazioni sono un fenomeno strutturale al quale non possiamo più permetterci di dare risposte emergenziali, ho deciso di aderire convintamente alla Campagna ERO STRANIERO – L’UMANITA’ CHE FA BENE promossa, tra gli altri, da Casa della Carità, ACLI, Arci,...

L’obiettivo della campagna è superare la Bossi Fini con una legge di iniziativa popolare intitolata “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.

La legge propone soluzioni concrete e realizzabili, con un duplice obiettivo: da un lato, garantire migliori condizioni di vita alle persone che cercano un futuro nel nostro Paese senza gravare sulle fasce più deboli della popolazione; dall’altro, combattere a livello culturale la presa che le politiche di chiusura hanno su porzioni crescenti di cittadinanza.

La proposta di legge nasce da una alleanza ampia e forte tra realtà che, pur appartenenti a culture diverse, trovano un terreno comune: sindaci e istituzioni, espressioni della società civile, realtà dell’associazionismo e del terzo settore, parrocchie, associazioni imprenditoriali e sindacali, centri culturali, comunità immigrate già integrate, e altri ancora, insieme per garantire diritti a chi non ne ha e per promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, l’unica di fatto a produrre coesione sociale

 

L’alternativa è lasciare campo a paura e insicurezza, che alimentano xenofobia e razzismo, soprattutto tra quelle fasce segnate da povertà, sofferenza ed esclusione.

Questa la sintesi delle proposte della Legge:

- Permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari

S’introduce il permesso di soggiorno temporaneo (12 mesi) da rilasciare a lavoratori stranieri per facilitare l’incontro con i datori di lavoro italiani e per consentire a coloro che sono stati selezionati, anche attraverso intermediari sulla base delle richieste di figure professionali, di svolgere i colloqui di lavoro. L’attività d’intermediazione può essere esercitata da tutti i soggetti pubblici e privati già indicati nella legge Biagi e nel Jobs Act (centri per l’impiego, agenzie private per il lavoro, enti bilaterali, università, ecc.), ai quali sono aggiunti i fondi interprofessionali, le camere di commercio e le Onlus, oltre alle rappresentanze diplomatiche e consolari all’estero.

- Reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta)

Si reintroduce il sistema dello sponsor, originariamente previsto dalla legge Turco Napolitano, anche da parte di singoli privati per l’inserimento nel mercato del lavoro del cittadino straniero con la garanzia di risorse finanziarie adeguate e disponibilità di un alloggio per il periodo di permanenza sul territorio nazionale, agevolando in primo luogo quanti abbiano già avuto precedenti esperienze lavorative in Italia o abbiano frequentato corsi di lingua italiana o di formazione professionale.

- Regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”

Si prevede la regolarizzazione su base individuale degli stranieri che si trovino in situazione di soggiorno irregolare allorché sia dimostrabile l’esistenza in Italia di un’attività lavorativa (trasformabile in attività regolare o denunciabile in caso di sfruttamento lavorativo) o di comprovati legami familiari o l’assenza di legami concreti con il paese di origine, sul modello della Spagna e della Germania.

- Nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali

Il riconoscimento delle qualifiche professionali deve avvenire non solo su base del titolo acquisito all’estero, ma anche attraverso procedure di accertamento standardizzate che permettano la verifica delle abilità e delle competenze individuali acquisite mediante precedenti esperienze professionali.

Misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo

Si prevede di ampliare il sistema Sprar puntando su un’accoglienza diffusa capillarmente nel territorio con piccoli numeri, rafforzando il legame territorio/accoglienza/inclusione attraverso tre azioni essenziali: apprendimento della lingua, formazione professionale, accesso al lavoro. Si introducono misure per aumentare, a beneficio di tutti, l’efficacia dei centri per l’impiego, da finanziare con i fondi europei Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione), a partire dall’aumento del numero degli addetti e la creazione di sportelli con operatori e mediatori specializzati nei servizi rivolti a richiedenti asilo e rifugiati.

Godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati

Ai lavoratori extracomunitari che decidono di rimpatriare definitivamente – a prescindere da accordi di reciprocità tra l’Italia e il paese di origine – va garantito il diritto a conservare tutti i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati in modo che possa goderne, al verificarsi della maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, anche in deroga al requisito dell’anzianità contributiva minima di vent’anni.

Uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale

Vengono eliminate tutte le disposizioni che richiedono, per l’accesso a molte prestazioni di sicurezza sociale (assegno di natalità, indennità di maternità di base, sostegno all’inclusione attiva ecc.), il requisito del permesso di lungo periodo, tornando al sistema originario previsto dall’art. 41 del T.U.  immigrazione che prevedeva la parità di trattamento nelle prestazioni per tutti gli stranieri titolari di un permesso di almeno un anno.

Garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri

Sono previsti interventi legislativi a livello nazionale affinché tutte le Regioni diano completa e uniforme attuazione a quanto previsto dalla normativa vigente in materia di accesso alle cure per gli stranieri non iscrivibili al Sistema sanitario nazionale (SSN).

Effettiva partecipazione alla vita democratica

Si prevede l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.

Abolizione del reato di clandestinità

Si abolisce il reato di clandestinità, abrogando l’articolo 10-bis del decreto legislativo 26 luglio 1998, n. 286.




Il testo integrale della proposta di legge è disponibile a questo INDIRIZZO

Si può firmare entro la fine di ottobre, negli uffici comunali o nei tanti luoghi aperti per la raccolta firme. Qui la MAPPA

 

Un caro saluto,

 

Patrizia Toia

Care e cari tutti,

il dibattito sull’immigrazione, in Italia e in Europa, è sempre più caratterizzato da posizioni spesso ideologiche e da voci “urlate” che vogliono far presa sulla paura e le insicurezze delle persone.

Il fenomeno migratorio è strutturale e caratterizza questa fase storica, perciò è ineludibile e dobbiamo assolutamente regolarlo, con provvedimenti europei e nazionali che siano al passo con la nuova realtà che dobbiamo affrontare.

Il nostro Governo, con Renzi prima e Gentiloni e Minniti poi ha fatto un gran lavoro in Italia e in Europa e di questo abbiamo discusso in Parlamento per tutta la giornata di martedì con la Commissaria Mogherini e mercoledì con il Presidente Juncker.

Ciò che è emerso è che l’Italia è finalmente riuscire a porre il tema nell’agenda europea e ad indicare all’Europa le principali iniziative da fare. Ma di tutto questo darò dettagliata e approfondita informazione in un’apposita newsletter.

Io sono convinta che occorra dimostrare concretamente, sui territori, nella vita di ogni giorno, che la percezione del fenomeno migratorio come pericolo e la sua gestione emergenziale sono degli errori, al posto dei quali va invece sostenuta l’idea che un’accoglienza diffusa e di qualità è capace di allargare la cittadinanza, renderla inclusiva e promuovere coesione, che è l’unico modo di creare sicurezza, per tutti.

Per questo, perché le migrazioni sono un fenomeno strutturale al quale non possiamo più permetterci di dare risposte emergenziali, ho deciso di aderire convintamente alla Campagna ERO STRANIERO – L’UMANITA’ CHE FA BENE promossa, tra gli altri, da Casa della Carità, ACLI, Arci,...

L’obiettivo della campagna è superare la Bossi Fini con una legge di iniziativa popolare intitolata “Nuove norme per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.

La legge propone soluzioni concrete e realizzabili, con un duplice obiettivo: da un lato, garantire migliori condizioni di vita alle persone che cercano un futuro nel nostro Paese senza gravare sulle fasce più deboli della popolazione; dall’altro, combattere a livello culturale la presa che le politiche di chiusura hanno su porzioni crescenti di cittadinanza.

La proposta di legge nasce da una alleanza ampia e forte tra realtà che, pur appartenenti a culture diverse, trovano un terreno comune: sindaci e istituzioni, espressioni della società civile, realtà dell’associazionismo e del terzo settore, parrocchie, associazioni imprenditoriali e sindacali, centri culturali, comunità immigrate già integrate, e altri ancora, insieme per garantire diritti a chi non ne ha e per promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, l’unica di fatto a produrre coesione sociale

L’alternativa è lasciare campo a paura e insicurezza, che alimentano xenofobia e razzismo, soprattutto tra quelle fasce segnate da povertà, sofferenza ed esclusione.

Questa la sintesi delle proposte della Legge:

  • Permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari

S’introduce il permesso di soggiorno temporaneo (12 mesi) da rilasciare a lavoratori stranieri per facilitare l’incontro con i datori di lavoro italiani e per consentire a coloro che sono stati selezionati, anche attraverso intermediari sulla base delle richieste di figure professionali, di svolgere i colloqui di lavoro. L’attività d’intermediazione può essere esercitata da tutti i soggetti pubblici e privati già indicati nella legge Biagi e nel Jobs Act (centri per l’impiego, agenzie private per il lavoro, enti bilaterali, università, ecc.), ai quali sono aggiunti i fondi interprofessionali, le camere di commercio e le Onlus, oltre alle rappresentanze diplomatiche e consolari all’estero.

  • Reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta)

Si reintroduce il sistema dello sponsor, originariamente previsto dalla legge Turco Napolitano, anche da parte di singoli privati per l’inserimento nel mercato del lavoro del cittadino straniero con la garanzia di risorse finanziarie adeguate e disponibilità di un alloggio per il periodo di permanenza sul territorio nazionale, agevolando in primo luogo quanti abbiano già avuto precedenti esperienze lavorative in Italia o abbiano frequentato corsi di lingua italiana o di formazione professionale.

  • Regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”

Si prevede la regolarizzazione su base individuale degli stranieri che si trovino in situazione di soggiorno irregolare allorché sia dimostrabile l’esistenza in Italia di un’attività lavorativa (trasformabile in attività regolare o denunciabile in caso di sfruttamento lavorativo) o di comprovati legami familiari o l’assenza di legami concreti con il paese di origine, sul modello della Spagna e della Germania.

  • Nuovi standard per riconoscere le qualifiche professionali

Il riconoscimento delle qualifiche professionali deve avvenire non solo su base del titolo acquisito all’estero, ma anche attraverso procedure di accertamento standardizzate che permettano la verifica delle abilità e delle competenze individuali acquisite mediante precedenti esperienze professionali.

  • Misure per l’inclusione attraverso il lavoro dei richiedenti asilo

Si prevede di ampliare il sistema Sprar puntando su un’accoglienza diffusa capillarmente nel territorio con piccoli numeri, rafforzando il legame territorio/accoglienza/inclusione attraverso tre azioni essenziali: apprendimento della lingua, formazione professionale, accesso al lavoro. Si introducono misure per aumentare, a beneficio di tutti, l’efficacia dei centri per l’impiego, da finanziare con i fondi europei Fami (Fondo asilo migrazione e integrazione), a partire dall’aumento del numero degli addetti e la creazione di sportelli con operatori e mediatori specializzati nei servizi rivolti a richiedenti asilo e rifugiati.

  • Godimento dei diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati

Ai lavoratori extracomunitari che decidono di rimpatriare definitivamente – a prescindere da accordi di reciprocità tra l’Italia e il paese di origine – va garantito il diritto a conservare tutti i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati in modo che possa goderne, al verificarsi della maturazione dei requisiti previsti dalla normativa vigente, anche in deroga al requisito dell’anzianità contributiva minima di vent’anni.

  • Uguaglianza nelle prestazioni di sicurezza sociale

Vengono eliminate tutte le disposizioni che richiedono, per l’accesso a molte prestazioni di sicurezza sociale (assegno di natalità, indennità di maternità di base, sostegno all’inclusione attiva ecc.), il requisito del permesso di lungo periodo, tornando al sistema originario previsto dall’art. 41 del T.U.  immigrazione che prevedeva la parità di trattamento nelle prestazioni per tutti gli stranieri titolari di un permesso di almeno un anno.

  • Garanzie per un reale diritto alla salute dei cittadini stranieri

Sono previsti interventi legislativi a livello nazionale affinché tutte le Regioni diano completa e uniforme attuazione a quanto previsto dalla normativa vigente in materia di accesso alle cure per gli stranieri non iscrivibili al Sistema sanitario nazionale (SSN).

  • Effettiva partecipazione alla vita democratica

Si prevede l’elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative a favore degli stranieri titolari del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.

  • Abolizione del reato di clandestinità

Si abolisce il reato di clandestinità, abrogando l’articolo 10-bis del decreto legislativo 26 luglio 1998, n. 286.

Il testo integrale della proposta di legge è disponibile a questo indirizzo: http://bit.ly/2q0TA6x

Si può firmare entro la fine di ottobre, negli uffici comunali o nei tanti luoghi aperti per la raccolta firme. Qui la mappa: http://erostraniero.casadellacarita.org/ero-straniero-raccolta-firme/

Come vi ho detto all’inizio, in una prossima news letter vi parlerò di quanto sta facendo l’Europa sul tema.

Un caro saluto,

Patrizia Toia

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Editoriale

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