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Acqua su Marte: l'Europa arriva prima

26 luglio 2018 - L'ESA ha la paternità della storica scoperta grazie al suo progetto Mars Express. Tuttavia, il contributo di Stati Uniti, Russia/Unione Sovietica e Giappone è stato e sarà fondamentale per individuare altri giacimenti acquei sul pianeta rosso

Alla fine, l'Europa è arrivata prima in qualcosa, per la prima volta nella storia dell'esplorazione dello spazio. Nella giornata di mercoledì, 25 luglio, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha reso noto la scoperta di un bacino di acqua liquida su Marte: una notizia di estrema importanza, che ha scosso l'intera comunità scientifica mondiale.

Nello specifico, il bacino di acqua liquida è stato individuato in una regione nei pressi del polo sud marziano, a 1,5 chilometri di profondità, sotto uno strato di ghiaccio e polvere. A rendere possibile la scoperta sono stati i dati trasmessi dalla sonda Mars Express: un progetto dell'ESA che, da 15 anni, studia la composizione chimica e geologica del Pianeta Rosso.

La scoperta di acqua su Marte, oltre che essere una notizia importante per la caccia a nuovi giacimenti acquiferi sul pianeta che, secondo la comunità scientifica, potrebbero contenere tracce di vita monocellulare, rappresenta una tappa storica della corsa all'esplorazione del pianeta rosso: una competizione alla quale, dagli anni Sessanta, hanno partecipato le più grandi superpotenze del pianeta.

I sovietici per primi

La corsa all'esplorazione di Marte ebbe inizio negli anni sessanta con alcuni tentativi di orbita attorno a Marte da parte di satelliti lanciati da Stati Uniti ed Unione Sovietica. Negli anni settanta, hanno poi luogo le missioni Mars dell'URSS e Viking degli USA, che portano all'atterraggio su Marte dei primi artefatti umani. I primi ad atterrare su Marte sono i Sovietici nel 1971, con le sonde Mars 2 e Mars 3. Seguono gli statunitensi nel 1975, con le sonde Viking 1 e Viking 2.

Dopo una serie di altre missioni da parte di USA ed URSS, ed una pausa nell'esplorazione del pianeta rosso tra gli anni Ottanta e Novanta, Marte torna di moda nel 1996, quando l'agenzia spaziale statunitense (NASA) invia sul pianeta rosso il satellite Mars Global Surveyor.

Il 2 giugno 2003, l'Europa risponde con la missione Mars Express, composta da un veicolo manovrato da remoto (il Beagle, andato però perduto) e da una sonda satellitare orbitante deputata alla raccolta dati. Nello stesso anno, la NASA invia su Marte due veicoli: Spirit ed Opportunity, quest'ultimo ancora attivo sebbene ultimamente colpito da una tempesta di polvere che ne potrebbe mettere a serio repentaglio il funzionamento nel futuro.

I selfie marziani americani

Nel 2005, gli Stati Uniti mandano in orbita attorno a Marte il satellite Mars Reconnaissance Orbiter. Nel 2012 arriva poi l'ora della sonda Curiosity, che atterra su Marte e diventa presto famosa non solo per i preziosi dati che riesce ad inviare a Terra, ma anche e sopratutto per i selfie che, rigorosamente con paesaggi marziani in sottofondo, scatta e pubblica, quasi in istantanea, su Twitter. Alla espressività Made in USA di Curiosity, l'ESA risponde, nel 2016, con la missione ExoMars, composta da un satellite orbitante e da una sonda sul pianeta rosso.

Lecito menzionare è anche il contributo di Giappone, Cina ed India all'esplorazione di Marte, seppur non incisivo come, invece, quanto effettuato dai progetti di marca europea, statunitense e russo-sovietica.

Nel 1998, l'Agenzia Spaziale Nipponica lancia un satellite in orbita attorno a Marte, il Nozomi. Nel 2011 è il tempo del satellite cinese Yinghuo-1, che tuttavia fallisce la missione. Nel 2013, l'India mette in orbita attorno al pianeta rosso il satellite Mangalyaan.

Marte osservabile come mai

A rendere la notizia della scoperta d'acqua liquida su Marte ancora più suggestiva, è la posizione geografica che il pianeta rosso sta occupando in questi giorni all'interno del Sistema Solare. In opposizione rispetto al Sole nei confronti della Terra, Marte si trova, infatti, nel punto più vicino al nostro pianeta.

Per questa ragione, Marte è osservabile, in questo periodo, come un punto rosso-aranciato nella costellazione del Capricorno. Per via della sua vicinanza alla Terra, Marte è, sempre in questo periodo, il terzo corpo celeste più luminoso, Sole escluso, del cielo, dopo la Luna ed il pianeta Venere.

 

Matteo Cazzulani - Coordinatore Editoriale Lombardi nel Mondo; @MatteoCazzulani

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