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2020 e oltre ... quando incontreremo gli alieni

23 luglio 2018 - Charles Elachi: “Una luna di Giove e due satelliti di Saturno sono luoghi ideali. Ecco come e quando li esploreremo”. Un oceano d’acqua sotto la crosta ghiacciata scoperto su Europa, la luna di Giove. Una sonda della Nasa lo studierà

 

 

di Maurizio Pavani

 

 

 

 

 

La NASA prepara missioni da fantascienza. I luoghi sono le lune del nostro Sistema Solare attorno a Giove e Saturno: Europa, Titano, Encelado. Il momento sarà intorno al 2020.

A svelarlo in una intervista è Charles Elachi, padre della missione Cassini, la navicella-sonda che dopo un’avventura nello spazio durata oltre 20 anni, impegnata a indagare Saturno e la sua variopinta collezione di satelliti, ha terminato la sua straordinaria raccolta d’immagini alle ore 13:54 del 15 settembre 2017, prima di abbandonarsi allo spazio profondo. Un sacrificio reso necessario per proteggere da possibili contaminazioni Titano ed Encelado (i 2 satelliti di Saturno con oceani che potrebbero contenere tracce di vita).

Charles Elachi, ritenuto da tutti come il Werner von Braun delle missioni interplanetarie, è stato direttore del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, California della NASA ed è il padre di due icone dei viaggi spaziali, celebri per le spettacolari immagini provenienti da altri mondi: l’infaticabile rover marziano Curiosity e la sonda Cassini.

La vita aliena è più vicina a noi di quanto si pensa? «In effetti la sonda Cassini - ha detto Elachi - ha generato un impatto straordinario sulle nostre conoscenze. Abbiamo scoperto che Titano, uno dei satelliti di Saturno, è bagnato dalla pioggia e possiede fiumi e laghi, simili a quelli terrestri. La differenza è che sono composti di idrocarburi. Encelado è un altro esempio di come “Cassini” abbia affascinato tutti».

Poi c’è un altrettanto affascinante satellite, stavolta di Giove, battezzato Europa: anche lì c’è un oceano sotto i ghiacci. Altri possibili alieni? «Pensiamo che ci sia un vasto oceano di acqua, come quella che beviamo sulla Terra. E ci sono indicazioni dell’esistenza di possibile materiale organico. Là la vita potrebbe essersi addirittura evoluta».

Come la immagina e quando strapperete a Europa i suoi segreti? «Ciò che è eccitante di ogni esplorazione è che non sai mai cosa troverai. Al JPL prepariamo la missione Europa Clipper per esplorarlo con un radar. Partirà intorno al 2020 e nello stesso periodo anche la missione dell'Esa chiamata Juice lo studierà, dedicandosi poi ad altri due satelliti, Ganimede e Callisto. E sul lungo termine pensiamo di inviare un lander proprio su Europa e di perforarne la superficie per scoprire cosa c’è sotto. E, ancora, pianifichiamo una serie di sonde che raccolgano campioni di suolo marziano e li riportino sulla Terra».

Cosa troveremo su Marte? «Non crediamo che ci sia vita su Marte, piuttosto i resti di forme di vita esistite intorno a 3 miliardi di anni fa, quando il pianeta aveva fiumi d’acqua».

Che tipo di vita? «Difficile che si trattasse di dinosauri! Piuttosto di forme unicellulari».

Mentre cerchiamo gli alieni, i robot affollano lo spazio: saranno sempre più numerosi? «Ho spiegato agli studenti circa i prossimi 30 anni dell’esplorazione spaziale, sperando di ispirarli: avevo più o meno la loro età quando ho iniziato. All'epoca eravamo felici se si realizzava 1 missione ogni 3-4 anni. Oggi abbiamo 23 sonde operative, 1-2 missioni l’anno e 6 in programma. Il futuro è eccitante e l’Italia, grazie all'Asi, ha un grande ruolo. Sia nell'esplorazione dello spazio sia nella sua osservazione».

Ora le osservazioni a distanza ci regalano informazioni inattese su altri luoghi potenzialmente ospitali: che possibilità ci sono di trovare cloni della Terra? «Un aspetto-chiave delle ricerche è legato proprio allo studio di altri sistemi solari, con pianeti simili al nostro: il telescopio Kepler, non a caso, ci ha rivelato che quasi ogni stella ha dei pianeti in orbita».

Milner&Hawking, il miliardario e il cosmologo, vogliono spedire flotte di nano-astronavi verso il sistema stellare Alpha Centauri: lo ritiene possibile? «Purtroppo le stelle sono piuttosto lontane e Alpha Centauri, la più prossima, è a quattro anni luce. Con i mezzi attuali la raggiungeremmo in 10 mila anni ed è per questo che si studiano altre tecnologie, dai raggi laser alle vele solari. Ma, anche toccando una frazione della velocità della luce, ci vorrebbero 100-200 anni; tuttavia non è irragionevole cominciare a lavorare a quelle missioni: saranno la nostra eredità per le prossime generazioni».

Troveremo esseri intelligenti nell'Universo? «Non credo che siamo stati visitati dagli alieni, ma credo che ci sia vita nell'Universo. Se esistono ovunque le stesse leggi fisiche, non c’è ragione per cui la vita sia sbocciata solo qui. Però non so se sia uguale o diversa, intelligente o no. E non so se qualcuno abbia mai cercato di comunicare con noi». (Fonte: La StampaMondo G. B. edit. 11032018; Foto: Libero dominio))

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