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La canonizzazione di don Luigi Guanella

La canonizzazione di don Luigi Guanella, celebrata il 23 ottobre 2011, ha posto al centro dell’attenzione la sua indefessa opera a favore degli indigenti, e ha riunito i suoi discendenti diretti e indiretti di Fraciscio e paesi vicini delle Valchiavenna ma anche quelli sparsi per le Americhe.

Il 23 ottobre 2011, don Luigi Guanella è stato degnamente onorato dalla chiesa cattolica, che lo ha consacrato santo con una cerimonia tenuta da papa Benedetto XVI in piazza San Pietro a Roma, presenti 15.000 pellegrini provenienti da tutte le parti del mondo.

La cerimonia ufficiale completa una serie di iniziative atte a far conoscere e diffondere la conoscenza delle attività iniziate da don Guanella e tuttora perseguite dai guanelliani  tra cui un convegno, mostre, nuovi studi su don Guanella presentati dal Centro Studi Guanelliani, «Accordò la terra con il cielo. Luigi Guanella santo» e «Le vie della Provvidenza. Autobiografia di un santo», varie conferenze stampa per illustrare una dedizione al sociale, spesso assente nei libri di storia, oltre a veglie di preghiera e di ringraziamento. Inoltre il Canale TV2000 ha mandato in onda un lungometraggio sulla vita e l’opera di don Luigi Guanella che mette in risalto l’abnegazione  dei sacerdoti, delle suore e dei laici che ormai seguono la loro missione assistenziale in tutto il mondo secondo l’insegnamento del loro padre fondatore.

I guanelliani, che oltre che in Italia sono  tuttora presenti in oltre 20 paesi del mondo,  sono stati candidati per il Premio della Pace che la regione Lombardia conferisce ogni anno alle persone e alle organizzazioni che operano per il bene degli altri.  In questa occasione continuano ad arrivare all’Associazione dei Mantovani nel Mondo, che ha promosso la loro candidatura, attestati di ringraziamento e di sostegno da persone di tutto il mondo.

 La canonizzazione di don Guanella ha giustamente attivato l’interesse dei fedeli valchiavennaschi e valtellinesi, e soprattutto dei discendenti sparsi in tutto il mondo. La storia adesso si amplia. In occasione del suo viaggio negli Stati Uniti del 1912 don Guanella aveva progettato di andare a trovare dei parenti a Genoa, Wisconsin e aveva scritto una lettera  in merito al vicario generale di Lacrosse, che gli aveva confermato che  a Genoa viveva ancora  Domenica Levi,  che era stata sua vicina di casa a Fraciscio. Ma il soggiorno a Chicago, la città più vicina a Lacrosse, fu breve e non riuscì a coronare il sogno di andare a visitare il luogo dove molti suoi parenti e conoscenti di Fraciscio e dei paesi vicini si erano insediati.

Difatti già dal 1830 molti valchiavennaschi avevano seguito le orme degli svizzeri italiani e si erano diretti verso gli Stati Uniti. Dapprima sulla immediata costa orientale e poi verso l’interno per stabilirsi definitivamente a  Genoa, presso Lacrosse in Wisconsin dove Giuseppe Monti di Airolo, Canton Ticino gettò le basi del futuro villaggio nel 1853 proprio sulle rive del Mississippi. Come si vede un’emigrazione molto remota. Un’inchiesta del governo italiano intorno al 1890 dichiarava addirittura che il paese era completamente americanizzato. Tuttavia nonostante l’esiguo numero di emigrati e la cessazione del flusso già all’inizio del novecento, i discendenti dei valchiavennaschi e delle due famiglie di Cuggiono presenti a Genoa dal 1880, hanno sempre avuto un minimo  rapporto con l’Italia. Vuoi per l’isolamento del territorio agricolo, vuoi per l’appartenenza alla chiesa cattolica che a Genoa è dedicata a San Carlo Borromeo, il ricordo dell’Italia è sempre vivo. E don Guanella ha il suo ruolo in tutto questo.

Nell’estate del 2011 un gruppo americani con ascendenze valchiavenanschei  e soprattutto di Fraciscio e Campodolcino ha onorato don Guanella con una memorabile visita al suo paese natale organizzata da Bill Trussoni negli Stati Uniti e Luigi Gregorio Fanetti a Campodolcino.  L’incontro è stato molto commovente perché il tempo ha cancellato molti indizi di italianità, ma ne ha lasciati a sufficienza sia a livello personale sia gastronomico se nel 2013 si fanno già piani per un altro incontro proprio per cementare questa ritrovata amicizia.

Il 23 ottobre 2011 durante la messa parallela per celebrare la santificazione di don Guanella a Genoa, Wisconsin sarà esposto il quadro che raffigura il santo dipinto dall’artista locale  Paola Trussoni e benedetto  dal superiore generale dei Servi della Carità, don Alfonso Crippa che Bill Trussoni ha riportato con cura in America.

Ma la famiglia di don Luigi Guanella  ha radici che vanno oltre il Wisconsin, il Minnesota, l’Illinois e l’Iowa dove i valtellinesi si sono via via stabiliti nel corso degli anni. La famiglia di T. Alan Guanella, parrocchiano della chiesa cattolica di Sant’Edoardo a North Little Rock, Arkansas ha sempre avuto una grande venerazione per don Luigi Guanella ; oltre che avere una sua fotografia, si parlava spesso della sua possibile santità. Alan è sempre stato attratto dalle storie familiari, che ha poi voluto verificare con un soggiorno in Italia negli anni novanta. La storia genealogica è molto chiara : Tommaso Guanella, fratello di Lorenzo, il padre di don Luigi emigrò nel 1830 da Fraciscio a New York. Nel 1840 era residente al Buffalo Ward 4 della contea di Erie, nello stato di New York, mentre nel 1880 abitava a Council Bluffs, contea di Pottawattamie in Iowa. Era stato anche in Illinois dove era nato il figlio George W. Allora gestore di un’osteria. Non sono riuscito ancora a risalire ai Guanella e ai valtellinesi di Genoa, ma visto che Tomamso sposò Clementina Monti, e che risiedette sia in Illinois sia in Iowa è probabile che ebbe contatti con i suoi parenti e soprattutto che fosse a conoscenza della grande attività religiosa di don Guanella.

La grande mobilità di molte famiglie non stupisce vista la continua  ricerca di un lavoro stabile e di radici che avevano perso. Difficile dire come la famiglia Guanella, da cui discende Alan sia finita in Arkansas. Nel 1898 padre Pietro Bandini guidò un gruppo di italiani reduci dalla sfortunata esperienza nella piantagione di cotone di Sunny Side nel nordovest dell’Arkansas dove fondò Tontitown. E’ probabile che il bisnonno George W. abbia sentito parlare di padre Bandini e del suo villaggio modello, e vi si sia stabilito come fecero altre famiglie di altri stati. Anche se le  varie storie di Tontitown non lo nominano, George W. Guanella vi arrivò nel 1907 e nel 1910 viveva a Elms Springs vicino Tontitown con la moglie Mary Catherine e i due figli Joseph e Thomas. La moglie morì nel 1911 di tubercolosi e George W. affidò i figli alle cure delle suore benedettine dell’orfanotrofio di St. Joseph. Morì proprio il giorno di san Giuseppe, il 19 marzo 1915. Il nonno di Alan conobbe la moglie Margaret Dussex Guanella a Conway. Fu lei a mantenere viva la memoria della famiglia del marito e soprattutto delle virtù di don Guanella.

Ecco perché questi discendenti di don Guanella non hanno esitato a decidere di essere presenti a Roma con una folta delegazione alla canonizzazione del loro illustre antenato. Così il 23 ottobre 2011è stato un giorno speciale per T. Alan Guanella e Laura Guanella Ward che hanno visto avverarsi un sogno che li aveva accompagnati da sempre. Con loro il loro parroco don Erik Pohlmeier della chiesa di Cristo Re di Little Rock e i loro genitori, Tom e Patti Guanella di Shreveport. Oltre all’altro fratello David accompagnato dalla moglie Carolyn Guanella di Frisco, Texas.

Sparsi ormai attraverso gli Stati Uniti, ma uniti dall’amore verso la terra degli avi, soprattutto nei confronti di un avo diventato finalmente santo.

Fonti : Corrispondenza con suor Loretta Penchi, Lacrosse, Wisconsin ; “Don Guanella” di Vasco Lucarelli ; Arkansas Catholic  “Descendants of Blessed Louis Guanella ready for Rome, 22 ottobre 2011.

 

Ernesto R Milani

Ernesto.milani at gmail.com

23 ottobre 2011

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