You are here: Home Lombardi nel Mondo Articoli Cultura La scuola italiana si tinge di tanti colori
Accedi a ..
Il portale della Stampa Lombarda
un patrimonio storico e documentale
sull'Emigrazione Lombarda
In Evidenza .....

Accedi alla nuova AREA
verso EXPO 2015 ...

logoVersoExpo2015.jpg

La scuola italiana si tinge di tanti colori

La nostra società globalizzata ha bisogno di una scuola capace di tenere il passo del cambiamento . Nell’ Europa del 2020 la qualità dell’ istruzione dei giovani” italiani e nuovi italiani” sarà determinante per essere competitivi nei mercati della mondializzazione economica, sociale e culturale, e nel villaggio globale dell’ informazione comunicazione.

Ma chi sono i nuovi italiani? In questo periodo, i  tam tam dei mezzi di comunicazione di massa hanno a lungo fatto risuonare via etere  e via carta il tema della cittadinanza italiana e dell’ educazione interculturale a scuola. Lo stesso Presidente della Repubblica Napolitano ha avanzato la proposta di concedere cittadinanza ai bimbi nati in Italia da genitori stranieri. La cittadinanza in Italia finora però  si acquisisce solo per diritto di sangue (jus sanguinis) , non per diritto del suolo (jus soli). In tal senso la proposta del Presidente segna una svolta democratica e civile, aperta all’universo  interculturale.

Certo , oggi è un dato di fatto : "la scuola italiana si tinge di tanti colori "e di tanti nomi che ogni mattina gli 'insegnanti chiamano: Afiz, Kart, Dimitriescu, Gonzales ,Ijon, Wadimir,… Sono i nomi e i volti dei bambini immigrati provenienti da oltre 190 nazioni ,di sedici religioni oltre quella cattolica. Sono sudamericani, asiatici,africani,europei dell'Est. Ognuno ha la sua lingua ,la sua religione, le sue tradizioni,le sue ricorrenze. Queste esigenze devono trovare adeguato riconoscimento nella scuola italiana,nei suoi processi culturali ed organizzativi per avviare il discorso sulla definizione di un modello formativo che possa costituire per l'attuale istituzione scolastica una risposta efficace al cambiamento ed un contributo generale al successo scolastico degli alunni portatori di differenze.

Innanzitutto occorre tener presente che la presenza di studenti stranieri nelle scuole italiane è uno dei fenomeni più rilevanti degli ultimi anni. Da una incidenza che non raggiungeva l’1% a metà degli Anni Novanta, i nuovi italiani sono arrivati oggi a superare il 7%, con una distribuzione estremamente disuguale sul territorio nazionale. Nell’arco di dieci anni la popolazione scolastica straniera è aumentata di circa 7 volte, a fronte di una crescita della popolazione straniera residente in Italia solo quadruplicata. Il tasso di incremento è leggermente diminuito in coincidenza con la crisi economica degli ultimi anni, che ha ridotto l’offerta di lavoro agli immigrati nel nostro Paese.

La presenza di alunni stranieri è comprensibilmente maggiore nel primo ciclo, mentre risulta pressoché dimezzata in termini percentuali nelle scuole secondarie superiori, sia perché gli immigrati sono prevalentemente giovani ed i loro figli non hanno ancora raggiunto l’età della scuola superiore, sia perché non sempre riescono a proseguire gli studi fino a quel livello. Nella secondaria superiore gli studenti stranieri si concentrano maggiormente negli istituti professionali, evidentemente nell’intento di assicurarsi una rapida collocazione nel mondo del lavoro.

La distribuzione degli studenti stranieri è molto varia anche in relazione al territorio dove si inseriscono.

Nella recente analisi effettuata dal MIUR- Ministero dell'Istruzione, università e ricerca - si riscontra che si sta delineando un modello variegato, policentrico, diffuso, nel quale i poli di attrazione non sono solo le grandi metropoli, ma anche le piccole città e paesi .

Certamente dove le occasioni di lavoro sono maggiori si registra una maggiore presenza di immigrati (e quindi di alunni stranieri nelle scuole). Di conseguenza, abbiamo oggi una dinamica demografica molto diversa da quella di appena dieci anni fa, con le aree del Nord, in cui la popolazione cresce grazie proprio alla presenza di immigrati, e le regioni meridionali dove si è ormai invertito il trend demografico positivo degli anni scorsi e la popolazione va diminuendo.

Si osserva inoltre che le maggiori percentuali di immigrati sono di origine rumena, albanese e marocchina, ma sono presenti anche molti cinesi e sud americani.

Una categoria oggi in crescita è poi quella dei cosiddetti immigrati di seconda generazione, cioè coloro che pur avendo entrambi i genitori stranieri sono tuttavia nati in Italia e quindi si presume abbiano minori problemi di integrazione soprattutto sul piano linguistico (nelle scuole gli alunni immigrati di seconda generazione sono più di un terzo del totale degli stranieri, ma nella scuola dell’infanzia si arriva a tre quarti).

All’opposto, è minima la percentuale di alunni stranieri di recente immigrazione, cioè entrati per la prima volta nel nostro sistema scolastico: siamo mediamente sotto il 10%.

In questo contesto le istituzioni scolastiche italiane ,in particolare la scuola secondaria di 1° e 2° grado (meno complessa è la situazione nella scuola primaria ) si presentano poco preparate ad accogliere ed integrare le nuove "reclute " che, soprattutto nel periodo iniziale della loro frequenza scolastica,hanno bisogno di un sostegno culturale e psicologico per inserirsi nel nuovo mondo culturale e nel nuovo sistema di comunicazione a scuola e nella società. A tale scopo indispensabili sono i mediatori culturali che gestiscono e coordinano i flussi e i significati di comunicazione tra i ragazzi  stranieri, i loro genitori,  e la scuola. Il numero di questi utili  “ lubrificatori” deve essere adeguato nelle scuole, diversamente dall'attuale tendenza che lo sta invece gradualmente riducendo. Il che crea problemi di comprensione linguistica tra l'istituzione scolastica e le famiglie degli alunni stranieri che si sentono isolati dal resto della scuola e della comunità locale. Di solito tali problemi vengono" risolti "con la ripetizione di una classe,in media un anno a scuola in più,per quegli alunni che non conoscono adeguatamente la lingua italiana e presentano difficoltà di apprendimento.

Il punto fondamentale è certamente la formazione dei docenti italiani in ambito linguistico ed interculturale, in modo ch'essi possano conoscere e meglio affrontare i problemi dell'educazione interculturale e dell'educazione linguistica per gli alunni stranieri.
In tale ottica diversi  programmi europei ( Comenius) e nazionali  hanno promosso esperienze di educazione interculturale per gli insegnanti,coinvolgendo scuole, università , associazioni,centri interculturali.

In Italia , come negli altri sistemi scolastici dei paesi europei , si raccomanda che l'educazione interculturale divenga parte della formazione degli insegnanti che hanno nelle loro classi sempre più alunni stranieri. In questo senso il MIUR e le Direzioni scolastiche regionali stanno assumendo iniziative di formazione interculturale per i docenti,dalla scuola dell'infanzia fino alla secondaria di 2° grado.

E’ opportuno che le scuole italiane, nella loro riconosciuta autonomia didattica e pedagogica, si attivino in tre fondamentali ambiti: rafforzamento dell’insegnamento dell' italiano ,promozione dell'educazione interculturale con specifici progetti ed iniziative ,collaborazione con le strutture formative presenti nel territorio ( comune, uffici scuola, biblioteche, centri interculturali, associazioni ) che si interessano del mondo dell' immigrazione.

Soprattutto occorre ispirare l'azione educativa, ponendo in evidenza un messaggio fondamentale verso le famiglie delle nuove migrazioni: vedere l'altro, il diverso, con benevolenza, come persona umana, portatrice di valori e ricchezze, non come straniero. Solo così è possibile favorire una visione serena e positiva dei migranti e dei loro figli presenti in numero crescente nella società e nelle scuole italiane, superando stereotipi, stemperando atteggiamenti rigidi ed escludenti verso i medesimi.

Laura Bisso

Document Actions
Share |
Editoriale

Filitalia: al via il tesseramento con la Lombardia in prima fila

In occasione del primo Consiglio Direttivo del distretto italiano della fondazione filantropica statunitense, il Presidente Daniele Marconcini ha aperto la campagna adesioni e la costituzione delle sedi territoriali.continua>>
Tutti gli Editoriali