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Al Museo diocesano Francesco Gonzaga di Mantova la mostra Piena di Grazia: Annunciazioni dal IX al XIX secolo.

Esposte tre preziose opere di Giuseppe Bazzani (1690-1769), artista mantovano celebrato in tutto il mondo.

di Gianna Pinotti

 

La mostra

Al Museo diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, uno dei più straordinari Musei sul territorio nazionale, si può ammirare sino al 6 gennaio 2019 la mostra “Piena di Grazia” Annunciazioni dal IX al XIX secolo, a cura di Augusto Morari.

L’esposizione presenta straordinarie opere dedicate all’episodio dell’Annunciazione provenienti in parte dallo stesso Museo diocesano e in parte da importanti collezioni private lombarde, opere che il curatore, nel corso della presentazione, ha avuto modo di descrivere brillantemente, addentrandosi nei micro universi che ruotano attorno ad ogni prezioso lavoro artistico.

Opere prestigiose

Al Museo diocesano Francesco Gonzaga di Mantova la mostra Piena di Grazia: Annunciazioni dal IX al XIX secolo.

In tutto possiamo ammirare una trentina di opere, dai dipinti di Nicolò Betti, Marcantonio Donzelli, Giuseppe Bazzani, Francesco Maria Raineri detto lo Schivenoglia, alle meravigliose testimonianze delle cosiddette “arti minori”; tra queste di particolare interesse un altare portatile del XIV secolo di provenienza francese, un cofanetto ligneo di ambito cortese e uno straordinario bassorilievo del quattrocento di scuola toscana. In mostra l’importante Messale di Barbara di Brandeburgo, eseguito tra 1442 e 1465, che conta circa 2000 capilettera e 68 miniature, donato alla cattedrale di Mantova dal cardinale Ercole Gonzaga nel 1554: il Messale presenta appunto la pregevole miniatura dedicata all’Annunciazione.

In mostra opere di Giuseppe Bazzani, riconosciuto in tutto il mondo

Al Museo diocesano Francesco Gonzaga di Mantova la mostra Piena di Grazia: Annunciazioni dal IX al XIX secolo.

Assai suggestive le tre vibranti e liriche Annunciazioni di Giuseppe Bazzani (1690-1769) provenienti da collezioni private: il celebre Artista mantovano si dedicò a questo soggetto sacro in diversi momenti del suo intenso e lungo percorso artistico: cito quelle importanti conservate al Kunsthistorisches Museum di Vienna e nella Chiesa Parrocchiale di Revere, in provincia di Mantova.

Sue opere si trovano nei principali Musei di tutto il mondo, come al Nationalmuseum di Stoccolma, al Louvre, alla National Gallery, agli Uffizi. Ricordo che il Museo Diocesano di Mantova possiede e valorizza la più cospicua e pregevole raccolta di dipinti di Bazzani, ovunque riconosciuto per la sua straordinarietà.

Una tra le più emblematiche mostre europee sull’arte settecentesca italiana, tenuta a Parigi al Petit Palais nel 1960 dal titolo la Peinture Italienne au XVIII siècle, presentava cinque notevoli tele dell’artista mantovano, definendo la sua contestualizzazione nell’ambito del Rococò europeo.

Evoluzione iconografica del tema dell’Annunciazione e occasione introspettiva

Dunque le opere in mostra al Museo Diocesano raccontano diverse tappe della evoluzione iconografica dell’Annuncio a Maria, episodio evangelico di importanza capitale che ha attraversato tempi e spazi millenari, a partire dall’arte cristiana primitiva delle catacombe, impegnando pensatori non solo cristiani bensì di tradizione ebraica e musulmana, a testimoniare quanto il tema dell’Annunciazione, fondante per ogni Fede, abbia impressionato la fantasia degli artisti, quando la rappresentazione degli episodi sacri offriva occasione di preghiera e motivi di introspezione per l’uomo.

Non dimentico che grandi personalità del Rinascimento hanno meditato a lungo e tanto profondamente su tale soggetto da lasciarci a questo proposito testimonianze tanto enigmatiche quanto intriganti, esulando dai consueti canoni estetici; cito due opere importanti conservate agli Uffizi: l’Annunciazione di Leonardo, nella quale l’Angelo e Maria fanno trasparire una fitta rete di intimi segreti, e un disegno michelangiolesco sul quale ho avuto modo di scrivere, nel quale la Madonna presenta i tratti di una mascolina Sibilla.

Il miracolo dell’Annunciazione

Grazie alla preziosa mostra mantovana, abbiamo occasione di ammirare opere che oltre a presentarsi come testimonianza del dialogo tra l’uomo e il divino, si sono fatte strumento per affrontare, da parte di illustri artefici, la natura di un evento straordinario, quello dell’Incarnazione del Verbo, quando il Verbo si fece carne (Giovanni 1, 14).

Infatti il miracolo dell’Incarnazione, come scrive il direttore del Museo diocesano Monsignor Roberto Brunelli nel ricco catalogo a corredo della mostra, “è un fatto sconvolgente: nessuna mente umana avrebbe mai neppure osato immaginare che l’Eterno, L’Onnipotente, il Reggitore dell’universo si abbassasse tanto da diventare anche una delle sue fragili e misere creature”.

L’Annunciazione si lega alla relazione tra Dio e l’uomo, che poggia sulla risposta obbediente di Maria alla chiamata del Signore, risposta che fa sì che Maria divenga “Piena di Grazia”, come la definisce l’arcangelo Gabriele nel salutarla (Luca, 1,28).

La luce come fulcro estetico

Nelle opere dedicate all’Annunciazione è dunque sempre il miracolo della luce il fulcro risolutore dell’impianto cromatico e spaziale, luce che accompagna l’arrivo dell’Arcangelo Gabriele, trasfigurando la relazione tra cielo e terra. La luce traduce infatti la vita, l’annuncio stesso che Dio sta per scendere e donarsi al mondo come Verità.

Una Verità che dal suo concepimento si rivela totalizzante poiché essa come Amore divino tutto riassorbe, ogni dualismo, ogni differenza, ogni conflitto, offrendosi in sacrificio come dono di salvazione per un mondo oscurato dai propri limiti e fallibilità.

Ulteriori informazioni relative alla mostra

Museo diocesano Francesco Gonzaga

Piazza Virgiliana 55 tel 0376 320602

Da mercoledì a domenica 9.30-12.00 / 15.00-17.30

Catalogo della mostra edito da Publi Paolini (Mantova) con saggi introduttivi di Roberto Brunelli e Augusto Morari; schede di Renato Berzaghi, Bruno Cavallaro, Stefano L’Occaso, Augusto Morari, Stefano Savoia.

Consigli di lettura:

Flavio Caroli, Giuseppe Bazzani. L’opera completa, Mondadori, 1988.

Karl-Heinz Menke, Incarnato nel seno della Vergine Maria. Maria nella storia di Israele e della Chiesa, San Paolo Edizioni, 2002.

Timothy Verdon, Maria nell’arte europea, Electa 2004.

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