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In ricordo di Giorgio Bocca

Roberto Saviano dice di lui: "Bocca ha fatto dell'essere 'antitaliano' una virtù, il metodo per non arrendersi ai luoghi comuni. Da lui ho capito che non bisognava mai lasciarsi ferire, né abbassare gli occhi: gli insulti sono spinte ad andare oltre, a entrare più in profondità nei problemi".
In ricordo di Giorgio Bocca

Giorgio Bocca

E' morto, nella sua casa di Milano, il giornalista Giorgio Bocca. Nato a Cuneo il 28 agosto 1920 ha raccontato la storia del Paese per oltre 70 anni. "Grande giornalista, grande combattente, grande amico": così la casa editrice Feltrinelli, con cui Bocca aveva un contratto dal 2002, definisce lo scrittore, che si è sempre occupato di attualità politica, analisi socioeconomiche, approfondimento storico e storiografico. Tra le sue opere più importanti 'Storia dell'Italia partigiana' (1966), 'Storia d'Italia nella guerra fascista' (1969), 'Palmiro Togliatti' (1973), 'La Repubblica di Mussolini' (1977), 'L'inferno. Profondo Sud, male oscuro' (1993).

"Bocca ha fatto dell'essere 'antitaliano' una virtù, il metodo per non arrendersi a luoghi comuni. Da lui ho capito che non bisognava mai lasciarsi ferire, né abbassare gli occhi: gli insulti sono spinte ad andare oltre, a entrare più in profondità nei problemi. La mia strada per l'inferno l'ha indicata lui, 'Gomorra' si è nutrito della sua lezione: guardare le cose in faccia, respirarle, sbatterci contro fino a farsele entrare dentro e poi scrivere senza reticenze, smussature, compiacenze". Così Roberto Saviano ricorda sul sito internet de 'L'Espresso' Giorgio Bocca, scomparso a 91 anni a Milano. Bocca "Mi ha insegnato a raccontare senza avere scrupoli né sentirmi un traditore" aggiunge Saviano. "Lo hanno accusato di essere razzista, antimeridionale, di odiare il Sud. Sono le stesse cose che hanno detto di me, contro di me, il rinnegato. Ci hanno dato degli avvoltoi che si arricchiscono con il dolore altrui" aggiunge ancora lo scrittore.

"Il dramma di questo Paese è di avere queste contraddizioni che non possono essere guarite dall'intervento del governo, ma sono connaturate alla storia delle popolazioni". Così si concludeva l'ultimo articolo di Giorgio Bocca pubblicato lo scorso 28 novembre nella rubrica 'L'antitaliano' su 'L'Espresso'. L'articolo commentava le alluvioni in Liguria e le relative responsabilità non solo dei politici ma di tutti gli italiani.

Fonte: LaPresse

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