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Riscopriamo le "Mille Italie" Che sono nel mondo

Non ha dubbi Franz Coriasco: l'Italia non è solo una nazione, è un modo di essere, è uno state of mind.

 

Il suo"Mille Italie", appena uscito per i tipi di Città Nuova editrice,è uno straordinario catalogo di tutto ciò che di italiano si trova nel mondo.
Si tratta di una lettura utile, da consigliare a tutti gli italiani che stanno in Italia per capire quanto la nostra cultura abbia saputo spargere di sè nel mondo.
Un paese di emigranti, tantissimi, che spesso si dimentica del proprio recente passato di fronte alle masse di disperati che cercano da noi quella "Merica" che i nostri bisnonni e trisnonni cercavano al di là dell'oceano.
Si deve soprattutto a loro, ai nostri emigranti con la valigia di cartone, se l'italianità si è sparsa a ogni latitudine.
E' per questo che si trovano feste delle nostre comunità dal Canada all'Australia, dal Columbus Day a stelle e strisce, alla Festa da Uva di Caixa do Sul, in Brasile, sino alla Festa degli australiani e italiani che si celebra a Ingram, nel Queensland.

Coriasco è un torinese trapiantato a Roma. Un giornalista che in questo libro ha messo a frutto la scintilla scoccata facendo da anni l'autore di "Community", il magazine televisivo per i nostri connazionali all'estero trasmesso quotidianamente da Rai Italia. Una postazione privilegiata per conoscere la grandezza della nostra presenza su scala planetaria.
Nel suo libro ci sono le tantissime storie della nostra emigrazione. Pagine a volte di cui vergognarsi, come quelle sull'esportazione della mafia, molto più spesso luminose, con i tanti lavoratori per bene, gli scienziati premi Nobel, la moda che fa scuola, il cinema che sapeva imporsi, il cibo più imitato del mondo. Storie note e meno note di inventori e di artisti, di ieri e di oggi.
Testimonial dell'Italia nel mondo personaggi come Carla Fracci, Dacia Maraini o Samantha Cristoforetti, che l'autore intervista.
Storie note e meno note, con numerose soprese.
Non la la pretesa della completezza dell'enciclopedia il lavoro di Coriasco, ma davvero serve a riappropriarsi di una storia che è parte integrante della storia d'Italia, anche se viene troppo spesso dimenticata.
Un aspetto viene giustamente messo in risalto: non si tratta affatto di una storia conclusa, tutt'altro. Sia per la vitalità delle nostre comunità lontane, sia per il fascino che l'italian way of life continua ad esercitare c'è oggi un'ampia aura di ital-simpatia nel mondo, secondo la definizione di Andrea Riccardi, presidente della Dante Alighieri, meritoria associazione che con finanziamenti ridottissimi cerca di trasmettere la nostra lingua, oggi non a caso fra le più studiate al mondo.
E', in fondo, la spiegazione di quel che spesso dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando all'estero le nostre comunità durante i suoi viaggi, che l'immagine che di noi si ha nel mondo è molto migliore di quella che gli italiani hanno di se stessi. Certo, aggiunge sempre il Capo dello Stato, si tratta di un patrimonio che non si può dare affatto per scontato, e che va coltivato con un'adeguata politica di promozione culturale, che può pure aiutare le nostre aziende nella sfida sui mercati globali. Essere quindi consapevoli delle ragioni per cui oggi "c'è molta voglia di Italia nel mondo" (sono sempre parole di Mattarella) può quindi essere importante. E il "Mille Italie" di Franco Coriasco in questo senso può essere davvero un utile strumento di conoscenza.


di Luciano Ghelfi

 

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