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NASA: ‘Scopriremo mondi alieni strani e fantastici’

È partita la più grande caccia della NASA ai pianeti alieni. Ad Aprile, la Nasa ha varato un nuovo telescopio spaziale per la caccia ai pianeti usando un razzo SpaceX. Il Transiting Exoplanet Survey Satellite (Tess) potrebbe scoprire migliaia di mondi abbastanza simili alla Terra. Gli scienziati si aspettano di scoprire circa 50 piccoli pianeti rocciosi che potrebbero essere abitabili da parte di forme di vita aliena. Il 25 luglio u.s., Tess ha iniziato la sua missione di due anni alla ricerca di esopianeti

 

 

di Maurizio Pavani

 

 

Il 18 aprile u.s., la Nasa ha inaugurato TESS (Transiting Exoplanet Survey), il telescopio più potente realizzato fino ad adesso per la ricerca di pianeti nell'Universo. Il 25 luglio, Tess è scivolato nell'orbita esclusiva tra la Terra e la Luna e ha iniziato a scrutare l’85% del cielo notturno per trovare remoti sistemi solari e cercare piccoli pianeti rocciosi simili alla Terra.

Due anni passati a osservare circa 200.000 stelle potrebbero rivelare migliaia di nuovi pianeti compresi in una distanza di 200 anni luce dalla Terra. “Sappiamo che esistono più pianeti che stelle nel nostro Universo, ha detto Paul Hertz, direttore di astrofisica alla Nasa - e noi tutti siamo impazienti di scoprire strani mondi fantastici”.

Sara Seager, vice direttrice scientifica per Tess e astrofisica al MIT, ha detto a Business Insider che Tess potrebbe non metterci molto a trovare i suoi primi pianeti candidati. Seager e altri si aspettano di trovare mondi simili alla Terra nei prossimi anni, magari raddoppiando l’inventario degli scienziati di esopianeti potenzialmente abitabili.

La ricerca potrebbe anche portare alle prime osservazioni di atmosfere di piccoli mondi alieni rocciosi, e forse, alle prime prove indirette che la vita extraterrestre potrebbe esistere al di fuori del nostro sistema solare.

Sotto molti punti di vista, Tess è un'estensione del telescopio spaziale Kepler che, lanciato nel marzo del 2009, ha osservato una piccola porzione di spazio per oltre tre anni, riuscendo a registrare impercettibili alterazioni nella luminosità delle stelle - un segno rivelatore del passaggio di un pianeta.

In due missioni pluriennali, Kepler ha scoperto circa 4.000 pianeti, portando gli scienziati a una sorprendente presa di coscienza: potrebbero esserci circa 2 trilioni di pianeti solo nella via Lattea (la nostra galassia). Kepler ha scoperto anche quasi 50 mondi rocciosi delle dimensioni della Terra che potrebbero essere abitabili. Da allora un algoritmo di intelligenza artificiale sviluppato da Google ha setacciato i dati scoprendone ancora di più.

Ma Kepler è oramai giunto alla sua ultima tappa. Per scoprire nuovi piante, Tess invece impiegherà una tecnica di mission simile all'approccio usato da Kepler ma estremamente più potente. Per rendere l'idea delle proporzioni ... se l’area di ricerca di Kepler era di grandezza pari a un francobollo, quella di Tess sarà grande come un lenzuolo. Tess condurrà la propria caccia catturando immagini di un settore di cielo diverso ogni 27 giorni. La sovrapposizione di tutti i settori basterà per fornire per alcune parti l’equivalente di un anno di osservazioni. Il velivolo spaziale impiegherà il suo punto di osservazione unico e quattro macchine fotografiche per comporre un’immensa mappa di circa 200.000 stelle - il 33% in più circa di quanto studiato da Kepler. L’area di osservazione di TESS sarà anche 350 volte più grande di quella di Kepler e circa 15 volte più vicina.

Tess scoprirà migliaia di pianeti ed è inoltre progettato specificamente per trovare un gruppo di pianeti che transita davanti alle stelle. È tuttavia probabile che Tess scopra di più di quanto auspicato, dato che osserva più stelle. Però, Seager ha detto che “nessuno sa” quando si avrà la conferma dei primi mondi scoperti da Tess.

“Trovare pianeti candidati è solo il primo passo in un lungo processo successivo per distinguere tra i veri pianeti”, ha detto. L’approfondimento deve prendere in considerazione altri fattori che potrebbero alterare i dati, come i sistemi di due stelle o qualsiasi particolarità delle macchine fotografiche del velivolo spaziale.

Una volta che le scoperte di Tess verranno confermate, potrebbero dimostrarsi di estrema importanza per il lavoro dell’imminente e potente James Webb Space Telescope (Jwst) della Nasa, il cui lancio è previsto dopo marzo del 2021. L’osservatorio di prossima generazione competerà con le capacità dell’Hubble Space Telescope e sarà il più grande osservatorio mai lanciato nello spazio. Jwst scatterà foto a infrarossi, invisibili ad occhio umano ma perfetti per studiare i pianeti attraverso le nuvole di gas e polvere spaziali che di solito oscurano i mondi lontani.

Il nuovo catalogo di pianeti vicini e probabilmente di dimensioni simili alla Terra proposto da Tess fornirà a Jwst molti obiettivi interessanti da studiare nei dettagli. Jwst potrebbe addirittura prelevare luce dall'atmosfera di esopianeti per cercare prove indirette di vita. Ma la capacità di studiare la riserva di aria di un remoto pianeta delle dimensioni della Terra sarà resa possibile da un altro telescopio: il Giant Magellan Telescope (Gmt), uno dei due più grandi osservatori terrestri attualmente in costruzione.

Previsto per il 2023, il Gmt è progettato per raggiungere una risoluzione quattro volte migliore rispetto a Jwst, permettendo così agli astronomi di studiare gli esopianeti come mai prima è stato possibile. “Quando un pianeta passa davanti alla propria stella, un grande telescopio terrestre come il Gmt può impiegare i suoi spettri per cercare tracce di molecole nell'atmosfera planetaria”, aveva affermato a Business Insider Patrick McCarthy, una delle guide del progetto.

Con il termine spettri si fa riferimento alla combinazione di colori nella luce stellare. Quando la luce attraversa l’atmosfera di un pianeta, le sostanze chimiche assorbono e rilasciano alcune determinate parti - lasciando una prova schiacciante della loro presenza. Ad esempio, se l’atmosfera di un pianeta dovesse avere un insieme di ossigeno e metano - simile all'atmosfera terrestre - questo potrebbe essere una “traccia” di presenza di vita su un esopianeta.

McCarthy ha detto anche che nuovi telescopi grandi e potenti come il Gmt potrebbero riuscire a dedurre i sistemi climatici e le superfici di pianeti situati a trilioni di chilometri di distanza. Con un po’ di fortuna, potremmo anche inviare minuscole navicelle spaziali velocissime verso i pianeti più promettenti per avere una visione più ravvicinata. (fonte Dave Mosher; foto: © Business Insider Italia)

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