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“Storie in Movimento. Italiani a Lima, Peruviani a Milano”

Milano, 14 marzo 2019 - Al Museo delle Culture di Milano (MUDEC) dal 16 marzo 2019 - 14 luglio 2019 apre la mostra dedicata alla comunità peruviana di Milano all’interno del progetto “Milano città Mondo”, un appuntamento annuale dedicato alle numerose comunità internazionali presenti in città

Dopo Eritrea/Etiopia, Cina ed Egitto, quest’anno il focus sarà tutto per la comunità dei peruviani, ben radicata a Milano è tra le più numerose e attive nella vita culturale della città. Oggi, con circa 18 mila membri a Milano, i peruviani rappresentano infatti la maggior comunità proveniente dal continente americano nel contesto cittadino.

L’obiettivo è come sempre quello di documentarne la storia e le modalità di presenza e cittadinanza a Milano, anche attraverso il collegamento con gli oggetti del patrimonio del Museo. Il progetto nel 2019 si arricchisce grazie alla collaborazione tra il Comune di Milano – MUDEC, l’Ufficio Reti e il Dipartimento di Scienze della mediazione linguistica e di studi interculturali dell'Università degli Studi di Milano.

In programma una mostra, conferenze, manifestazioni e eventi articolati in un complesso palinsesto, che durerà per tutto il primo semestre 2019. Il progetto Milano città mondo #04 Perù è stato inaugurato il 31 gennaio, alla presenza del Console generale del Perù a Milano, Augusto Salamanca, con la presentazione al pubblico dell’opera d’arte “Sarita”, realizzata dagli artisti Riccardo Giacconi e Andrea Morbio in collaborazione con la Compagnia Marionettistica Mario Colla.

Nel prossimo semestre verrà realizzato un ricco programma di eventi, che daranno un’idea della complessità e varietà delle espressioni culturali del Perù passato e contemporaneo. Il progetto culminerà proprio con la mostra del MUDEC “Italiani a Lima, Peruviani a Milano”, che aprirà al pubblico sabato 16 marzo fino al 14 luglio 2019. Il percorso espositivo ripercorre alcune significative vicende legate ai rapporti culturali tra Italia e Perù, tracciandone i legami secolari che hanno avuto le due città di Milano e Lima. La mostra poi si concentra sull’esperienza di due figure di grande rilievo del panorama culturale e artistico italiano e peruviano del XX secolo: Antonello Gerbi e Jorge Eduardo Eielson.

Attraverso le loro esperienze intellettuali e artistiche, i legami tra Milano e il Perù nel XX secolo sono protagonisti di un fecondo dialogo con gli oggetti della collezione etnografica del Mudec, che saranno presenti in mostra. Concludono il percorso cinque videointerviste realizzate da un team di antropologhe (Valentina Mannu, Camilla Marcucci e Margherita Valentini), che delineano un vivace quadro della situazione attuale legata alla presenza della numerosa comunità peruviana a Milano.

Introduzione - Milano città mondo #04


Il Perù e Milano La sezione introduttiva della mostra permette al visitatore di contestualizzare l’esposizione all’interno della programmazione del Museo, grazie a una breve presentazione del progetto Milano Città Mondo, alla quale segue un breve excursus storico in cui vengono ripercorsi i legami secolari, storici, culturali ed economici, che uniscono Italia e Perù, per giungere sino alla contemporaneità dedicata al Perù a Milano oggi.

Il legame di Milano con il Perù ha origini infatti molto antiche, che risalgono almeno ai viaggi del meneghino Girolamo Benzoni (Milano, 1519 – 1570 circa), celebre esploratore e scrittore. Ma è soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento che i legami si intensificano grazie al ruolo sempre più prominente che la piccola borghesia commerciale italiana, assieme a una stretta cerchia di intellettuali spesso esuli risorgimentali, inizia a rivestire nella società peruviana dopo l’indipendenza del Paese (1820). Il Perù, liberatosi delle limitazioni di libera circolazione delle persone dettate dal regime spagnolo, accoglie dall’ultimo quarto del XIX secolo circa 10.000 italiani, spesso di provenienza ligure.

Tra gli “emigrati” più celebri di questo periodo troviamo il milanese Antonio Raimondi (Milano 1824-San Pedro de Lloc 1890), illustre scienziato che, con il suo lascito, è considerato uno dei fondatori della raccolta etnografica del Comune di Milano, oggi conservata al MUDEC. La stabilizzazione dei residenti italiani prosegue tra alti e bassi (per esempio durante la guerra con il Cile) sempre con una valenza precipuamente commerciale e industriale. Culmina con l’apertura, a Lima nel 1889, della Banca Italiana che divenne ben presto la più innovativa e importante del Paese.

Gli anni a cavallo tra XIX e XX secolo sono caratterizzati da una clima economico e culturale molto vivace, che favorisce i rapporti tra i due stati, testimoniati anche dalla partecipazione del Perù all’Esposizione internazionale del 1906. Nel corso del XX secolo la presenza italiana in Perù diminuisce e si concentra a Lima. La situazione in Europa si complica a seguito dei conflitti mondiali e dagli anni 70 il Perù entra in una fase di instabilità politica che non ha incoraggiato l’immigrazione ma che al contrario ha favorito la diaspora dei peruviani nel mondo, che partono alla volta dell’Italia soprattutto a partire dagli anni 90 con motivazioni economiche ma anche politiche.

Il flusso è costituito solo in minima parte da italiani che tornano nella madre patria. Verranno esposte in questa sezione opere grafiche provenienti dalla Civica Raccolta Stampe A. Bertarelli, che testimoniano la vivacità di scambi culturali e commerciali tra l’Italia e Lima, che all’inizio del 900 era considerata la “Parigi delle Americhe”, un luogo di grande fermento culturale dove fiorivano prestigiose istituzioni economiche e dove operavano molti artisti italiani, come Alessandro Mazzucotelli, chiamati ad abbellire la città con monumenti e nuovi musei.

Prima sezione - Da Milano a Lima


Antonello Gerbi La prima sezione è interamente dedicata ad Antonello Gerbi (1904-1976), eminente figura di storico ed economista, costretto a un lungo esilio in Perù all’epoca delle leggi razziali e durante la Seconda guerra mondiale. Lo studioso si stabilì a Lima tra il 1938 e il 1948, e svolse nel paese latinoamericano importanti ricerche, appassionandosi alla cultura locale e divenendone esperto conoscitore, riconosciuto in Perù e a livello internazionale. Storico delle idee, capo dell’Ufficio studi della Banca commerciale italiana, giornalista, bibliofilo, viaggiatore, Antonello Gerbi apparteneva a una famiglia ebraica con radici a Livorno e Venezia e legami con il mondo antifascista. Cosmopolita e poliglotta, osservatore tra il 1929 e il 1931 della crisi europea grazie a una borsa di studio Rockefeller che gli permette e di soggiornare a Berlino, Londra e Vienna, si distingue per l’impegno intellettuale, come suggeriscono il ritratto di Carlo Levi e la caricatura di Piero Bottoni. Nel 1932, per indipendenza, richiede di uscire dalla Comunità israelitica di Milano. A cementarsi, è, invece, il legame con la città, amata per gli angoli nascosti, il patrimonio artistico, la biblioteca Braidense, la musica e la funzione di centro economico-finanziario nazionale. “In carriera”, vicino all’amministratore delegato della BCI Raffaele Mattioli - il quale, avrebbe ricordato Gerbi molti anni dopo, annoverava tra i suoi best friends “ebrei, in genere di flebile religiosità”, il giovane, a differenza del fratello Claudio, sembra sottovalutare i rischi della infame deriva apertamente razzista e antisemita del regime fascista. È così proprio Mattioli a inviarlo in missione in Perù nell’imminenza delle leggi razziali (1938). L’opera, le ricerche, le attività di Gerbi sono presentate in questa sezione della mostra attraverso materiali inediti (libri, fotografie, memorie famigliari) concessi in prestito dalla famiglia Gerbi e dall’Archivio storico di Intesa Sanpaolo.

Seconda sezione - Da Lima a Milano


Jorge Eielson Nella seconda sezione viene approfondita l’esperienza artistica di Jorge Eduardo Eielson (Lima 1924- Milano 2006), poliedrico artista peruviano, giunto in Europa nel 1948. Eileson nasce a Lima nel 1924 da madre peruviana e padre di origini norvegesi. Si interessa sin da giovane alle più svariate espressioni artistiche, scoprendo il suo talento di scrittore e poeta prima ancora di quello di artista. Nel 1948 tiene la sua prima personale alla Galeria de Lima, dove espone opere grafiche, pittoriche e scultoree. Animato da una profonda curiosità artistica e intellettuale parte alla volta dell'Europa. Nel biennio 1949-50 vive tra Parigi e Ginevra, nel 1951 arriva a Roma dove decide di trasferirsi stabilmente. A cavallo tra anni ‘60 e ‘70 prosegue la sua intensa attività artistica e letteraria, muovendosi di continuo tra l’Italia, l’Europa e l’America. Alla fine degli anni ‘70 si stabilisce definitivamente a Milano, dove abiterà sino al 2006 anno della sua morte. La sua arte è fondata e intrisa di legami con gli ambienti naturali e le culture preispaniche del Perù. Saranno presentate in mostra una serie di opere, dai “Paesaggi infiniti della costa del Perù” ai magici “Nodi”, fortemente connesse alle sue origini geografiche, ai luoghi della sua gioventù e alla iconografia dell’arte peruviana precolombiana. La ripresa dei motivi preispanici tuttavia non è mai meramente formale e imitativa, ma è esplicito omaggio ed evocazione poetica della forte connessione spirituale ed emotiva dell’artista con le sue origini culturali. Le opere esposte sono concesse in prestito dal Centro Studi Jorge Eielson di Firenze e dall’Archivio J. Eielson di Saronno.

Terza sezione - Storie in movimento


L’ultima sezione è invece interamente dedicata al profilo attuale dell’ampia comunità peruviana milanese. Attraverso alcune videointerviste viene presentata al pubblico una selezione delle attuali e contemporanee “storie in movimento” di peruviani a Milano: storie, esperienze di vita che affrontano alcune tematiche ricorrenti e sentite di quella che oggi è la quarta comunità di nuovi cittadini residenti a Milano. Verranno raccontati gli spostamenti, i legami familiari, la religiosità, la continuità e la rottura con i sistemi tradizionali di espressione della cultura di provenienza (lo andino) stabilendo nessi di senso attraverso la cultura materiale con le altre sezioni dell’esposizione. Le interviste sono una restituzione parziale, ma necessaria, dell’ampio lavoro di campo promosso dal MUDEC e condotto nel corso del 2018 da un team di antropologhe coordinate dalla prof.ssa Sofia Venturoli dell’Università di Torino su alcune famiglie peruviane residenti a Milano.

INFO UTILI: MUDEC – Museo delle Culture di Milano (Via Tortona, 56) 16/03/2019 – 14/07/2019 Ingresso gratuito ORARI Lun 14.30 ‐19.30 | Mar, Mer, Ven, Dom 09.30 ‐ 19.30 | Gio, Sab 9.30-22.30

Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura

Infoline: tel. 02/54917 (lun-ven 10.00-17.00)

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Editoriale

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