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Pianeti extra solari: ecco i tre pianeti dove la vita è maggiormente possibile

Milano 6 agosto 2018 - "Abiogenesi" è la parola chiave per ipotizzare, con una certa sicurezza, la candidabilità di un pianeta extra solare ad ospitare la vita. Così la pensa un pool di studiosi dell'Università di Cambridge che, in uno studio pubblicato sull'autorevole portale Science Advances, ha stilato una lista di pianeti extra solari (esopianeti) ove le condizioni per lo sviluppo della vita sono maggiormente presenti

Al fine di determinare quali pianeti extra solari considerare, il pool di astronomi di Science Advance ha stabilito criteri ben precisi, ossia la caratteristica fisica dell'esopianeta, che deve essere roccioso e non gassoso, e la sua capacità di ricevere una quantità di luce adeguata a permettere il mantenimento di acqua liquida sulla sua superficie.

Come spiegato dagli studiosi, i raggi ultravioletti della luce della stella anfitriona attorno alla quale i pianeti extra solari candidati orbitano debbono essere, infatti, sufficientemente intensi, ma non troppo, da permettere la realizzazione di reazioni chimiche sulla superficie dell'esopianeta che agevolino la creazione della vita. Tali raggi ultravioletti, tuttavia, non debbono mettere a repentaglio la presenza di acqua liquida sulla superficie del pianeta extra solare.

Per gli studiosi autori della classifica, il compito non deve essere stato particolarmente facile, dal momento in cui, ad oggi, sono ben più di 4 mila gli esopianeti scoperti. Tre essi, tuttavia, i pianeti extra solari che occupano un'orbita potenzialmente abitabile per la vita -ossia né troppo lontana, né troppo vicina rispetto alla stella anfitriona- sono solo 50.

Tra questi 50 esopianeti, gli studiosi hanno poi considerato quei pianeti extra solari orbitanti stelle paragonabili al nostro sole, oppure nane rosse. La lista degli esopianeti papabili ad ospitare la vita è stata, così, ridotta ad una dozzina.

Infine, a seguito di una analisi più approfondita dei dati disponibili in merito agli esopianeti inseriti nella lista finale, gli studiosi hanno identificato tre pianeti extra solari nei quali la probabilità di sviluppare vita sarebbe più alta.

Kepler-452b: il pianeta "cugino" della Terra

A comandare questa classifica è l'esopianeta Kepler-452b: una "super-terra", scoperta dalla NASA nel 2015, che orbita attorno alla stella nana rossa Kepler-452. Questa stella, ubicata nella costellazione del Cigno, è il 20% più brillante del nostro sole, ed è più anziana della stella al centro del nostro Sistema Solare di 2 miliardi di anni.

Ubicato a 1400 anni luce di distanza da noi, l'esopianeta Kepler-452b possiede un raggio di 1,5 volte quello della Terra. Secondo le rilevazioni più accurate, questo pianeta extra solare possiede un'atmosfera leggera, acqua liquida e vulcani attivi sulla sua superficie. Per questa ragione, Kepler-452b è stato definito un pianeta "cugino" della Terra.

A rendere, tuttavia, complicato lo studio di questo esopianeta è la sua distanza: troppo lontana da permettere un'osservazione approfondita da parte del telescopio spaziale James Webb, che la NASA ha progettato proprio per studiare a fondo quei pianeti extra solari identificati come papabili per ospitare la vita da parte dei telescopi spaziali Kepler e TESS, attualmente in servizio.

LHS-1140b

Al secondo posto della classifica dei pianeti extra solari candidabili ad ospitare la vita vi è LHS-1140b, un pianeta extra solare, ubicato nella costellazione della Balena, a 40 anni luce di distanza da noi, orbitante la nana rossa LHS-1140.

Secondo le rilevazioni, l'esopianeta LHS-1140b possiede un raggio del 40% maggiore di quello della Terra, risultando, così come Kepler-452b, una "super-terra".

Ubicato ad una distanza non eccessiva, LHS-1140b, scoperto dalla missione MEarth nel 2017, è stato inserito tra le priorità che il telescopio James Webb sarà chiamato ad esaminare.

 

TRAPPIST-1e

All'ultimo posto del podio dei pianeti extra solari con maggiori probabilità di albergare della vita vi è TRAPPIST-1e, famoso esopianeta scoperto, assieme ad un gruppo di altri pianeti extra solari appartenenti ad un unico Sistema Extra Solare, dal telescopio spaziale SPITZER, nel novembre 2017.

Ubicato a circa 40 anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione dell'Aquario, TRAPPIST-1e possiede più o meno la stessa massa della Terra. Esso orbita attorno alla sua stella anfitriona, TRAPPIST-1, una nana rossa, ad una distanza favorevole allo sviluppo delle condizioni che possono portare alla creazione della vita.

 

Proxima b fuori dal ranking

Infine, come ogni classifica che si rispetti, nel ranking dei pianeti extra solari stabilito dal pool di scienziati dell'Università di Cambridge non sono mancate esclusioni di rilievo, come il caso di Proxima b, l'esopianeta che orbita attorno alla stella più vicina al nostro Sitema Solare, Proxima Centauri, nella costellazione del Centauro. Secondo gli astronomi, su Proxima B non si hanno, infatti, abbastanza dati da potere stabilire, con certezza, quale sia la massa di tale esopianeta.

 

Matteo Cazzulani - Coordinatore Editoriale Lombardi nel Mondo; @MatteoCazzulani

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