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Caso Tymoshenko: Cazzulani "Da Sina e Galletto firme di responsabilità. Anche altri politici sostengano la libertà in Ucraina"

I candidati parlamentari Emilia Sina e Gianluca Galletto (PD) firmano l'appello per la liberazione della Leader dell'Opposizione Democratica "arancione" ucraina Yulia Tymoshenko lanciato dai giornali "Il Legno Storto" e "Lombardi Nel Mondo"

Una decisione responsabile per un nuovo Parlamento che difende i diritti umani e la democrazia nel Mondo. Nella giornata di venerdì, Primo di Febbraio, la candidata alle elezioni parlamentari italiane per la circoscrizione Europa, Emilia Sina, e il candidato alle elezioni parlamentari italiane per la circoscrizione Nord e Centro America, Gianluca Galletto (entrambi del PD) hanno sottoscritto l'appello per la liberazione di Yulia Tymoshenko lanciato, e sostenuto, dal giornale "Il Legno Storto" e dal portale "Lombardi Nel Mondo".

"Sono grato a Sina e Galletto per l'adesione all'appello: è un buon segnale per un'Italia in prima fila nella difesa dei diritti umani in un Paese strategicamente importante per la sicurezza nazionale ed energetica italiana- ha dichiarato il giornalista Free-lance Matteo Cazzulani, corrispondente italiano al processo Tymoshenko e primo firmatario dell'Appello- la situazione della signora Tymoshenko è sempre più grave: occorre per questo una mobilitazione maggiore del mondo politico" Cazzulani ha anche ringraziato i deputati Enrico Farinone e Gianni Vernetti (PD e UDC) per l'impegno profuso nell'ultima Legislatura del Parlamento in sostegno della liberazione della Tymoshenko, e il consigliere regionale Carlo Borghetti (PD) per avere sollevato la questione con un'interrogazione scritta -ancora senza risposta- al Governatore di Regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Condannata nel 2011 a sette anni e mezzo di detenzione in isolamento dopo un processo riconosciuto dalle principali ONG internazionali indipendenti come irregolare, la Tymoshenko, ex-Primo Ministro e guida nel 2004 del processo democratico ucraino passato alla storia come Rivoluzione Arancione, è oggi reclusa in una colonia penale in precarie condizioni di salute, spiata e maltrattata dalle Autorità carcerarie. Alla generica accusa di abuso d'ufficio, per cui è stata condannata, per la Tymoshenko si aggiungerà presto anche quella per l'omicidio del deputato Yevhen Shcherban, il cui assassinio, avvenuto nel 1996 a Donetsk, ha in realtà permesso l'ascesa politica dell'attuale Presidente ucraino, Viktor Yanukovych. Dalla sua salita al potere nel 2010, Yanukovych è stato autore di in regresso democratico con arresti, interrogatori ed esili forzati attuati nei confronti di una decina di esponenti del campo democratico "arancione". Inoltre, Yanukovych ha limitato la libertà di stampa, ha accentrato nelle sue mani poteri finora di competenza del Parlamento, ed ha interrotto il processo di integrazione economica dell'Ucraina con l'Unione Europea. Critiche alla condanna della Tymoshenko, e al regresso democratico del Presidente Yanukovych, sono state espresse da UE, USA, ONU, NATO, Australia, Nuova Zelanda, Federazione Russa, Reporter Sans Frontieres, Freedom House, Amnesty International ed altre ONG internazionali indipendenti.

L'Ucraina è un Paese chiave per la sicurezza nazionale dell'Italia: dal territorio ucraino transita il 90% del gas che l'Italia importa dalla Russia per soddisfare il 30% del fabbisogno nazionale di energia.

L'appello "Libertà per Yulia Tymoshenko, Democrazia in Ucraina" è pubblicato su http://tymoshenkolibera.blogspot.com Matteo Cazzulani tymoshenkolibera@gmail.com 3493620416

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