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L'influenza italiana nell'architettura della città di Salto (Uruguay)

Belén Ambrosini, nostra Corrispondente Lombarda da Salto, ci descrive le bellezze architettoniche della sua cittá, ovviamente tutte firmate da artisti di origine italiana

Tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX, terminata la prima guerra mondiale, migliaia di persone abbandonarono i propri paesi per andare a vivere in Uruguay e in altri paesi dell’America Latina. Queste importanti presenze hanno lasciato un segno profondo nella società uruguaiana e nella sua cultura popolare, creando aspetti inediti, completamente nuovi. Di conseguenza, l´elemento distintivo non è un modello europeo di adattamento, ma diviene originario di questo luogo.

Ho realizzato un’indagine che ha lo scopo di mostrare l’influenza italiana nella città di Salto, concentrata soprattutto nella sua eredità architettonica, considerando che la maggior parte dei suoi abitanti sono stati immigranti italiani. Quindi, questo vuole essere un invito a scoprire ed a godere delle bellezze architettoniche della città di Salto.

“Templi, monumenti, teatri ed uffici: tutte le costruzioni che qui gli italiani hanno realizzato sono un segno del loro profondo senso della bellezza, che da sempre e ovunque hanno portato con sè.”

Tantissimi edifici sono fatti da loro, che con molto impegno, lavoro e sacrificio hanno contribuito al progresso della città di Salto.

Per esempio, la Società Italiana di Salto che è stata inaugurata nel 1884, fu progettata da Antonio Invernizzi (1858 - 1909), conosciuto architetto e immigrante lombardo, proveniente dalla provincia di Como, Lombardia.

Alcune caratteristiche Architettoniche: possiede quattro colonne addossate di ordine dorico e altre due dello stesso ordine, ma lisce e che ne sostengono il fregio. Nella parte superiore possiamo osservare la balaustra che si trova a lato del frontone semicircolare con l'iscrizione: "Società Italiana Unione e Benevolenza“.

Nella Questura di Polizia ha lavorato anche l´architetto Antonio Invernizzi. La data d´inaugurazione è del 1862. Oggi si conserva solo l'atrio ed è in costruzione il "Museo del Salto Oriental.”

La porta d’ ingresso possiede due colonne di ordine corinzio addossate ai lati, un arco centrale poggiato su piloni e, nella parte superiore, un frontone triangolare fiorito con lo scudo di Salto. La sua caratteristica architettonica è un richiamo all´arco di Settimio Severo, nel Foro di Roma, anch´esso a tutto sesto con colonne laterali addossate di ordine corinzio.

D´altra parte, il Salesiano Ernesto Vespignani realizzò il progetto della Cattedrale di San Giovanni Battista, che si trova nel centro della città. La decorazione della facciata fù realizzata da Angelo Romeo Ambrosini, di Varese, Lombardia, (mio bisnonno) insieme ad un suo compaesano, anche lui lombardo, Antonio Mentasti.

I lavori sono iniziati negli anni '20. Le caratteristiche architettoniche sono: tre sono le entrate principali ad arco a tutto sesto con un frontone triangolare centrale e pilastri laterali, mentre, nella parte superiore, sei colonne, sempre di ordine corinzio, ma a fusto liscio, armonizzano la struttura della Cattedrale completata con un altro frontone ornato da una croce nel vertice superiore. Ai lati due campanelli e due cupole che richiamano stili architettonici tipici di alcune basiliche romane.

Altro edificio importante che si trova a Salto è il Teatro Larrañaga, progettato da Antonio Gueggeri, immigrante italiano. Il Teatro fù inaugurato nel 1882 e ristrutturato in quattro occassioni: 1947, 1977, 1980 e 2007. Le caratteristiche architettoniche più importanti sono: nella parte inferiore si trova una scalinata sostenuta da colonne. Anche la terrazza poggia su colonne di ordine ionico, mentre di ordine corinzio sono addossate alle pareti, adornandone la parte superiore. Il fregio del frontone è ornato con un basso rilievo. La terrazza è la continuazione del “foyer”, la balaustra é di marmo nel frontezpizio dell´arco si legge: “Teatro Larrañaga 1882”.

Anche la Piazza di San Pietro a Roma, presenta molte delle stesse carateristtiche architettoniche: splendido il famoso colonnato di ordine ionico.

La bellezza architettonica dipende da un lavoro di tante persone – chi progetta, chi lavora, anche da chi osserva. Se qualcuna di queste venisse a mancare non esisterebbe più la magia.


María Belén Martínez Ambrosini

Corrispondente Lombarda in America Latina – Salto (Uruguay)

belum29@hotmail.com

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