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Un paesino alla bergamasca

Oggi vi abitano, soltanto, settemila persone. Si trova a 255 kilometri della città di Santa Fe, capoluogo della provincia omonima. La economia di questo paesino è basata sulla produzione agricola e di latte. Questo paese chiamato “Suardi” è stato fondato da Fortunato Suardi, bergamasco venuto in Argentina alla fine del secolo XIX

Oggi vi abitano, soltanto, settemila persone. Si trova a 255 kilometri della città di Santa Fe, capoluogo della provincia omonima. L’economia di questo paesino è basata sulla produzione agricola e di latte; ma ci sono anche impianti per la produzione di carne, soia, mais, sorgo e girasoli.

 

Fin qui, non c’è niente di speciale o diverso di altri paesi dell’interno della provincia di Santa Fe o della Regione “Pampeana”. Tuttavia, questo villaggio chiamato “Suardi” ha la particolarità di essere stato fondato da Fortunato Suardi, bergamasco venuto in Argentina alla fine del secolo XIX.

 

Nato il 3 febbraio 1868 a Ponte Pietro, provincia di Bergamo, Fortunato aveva sei fratelli: Carlo, Caterina, Elisabetta, Ida, Pietro e Clotilde. Apparteneva ad una famiglia benestante e distinta, aveva frequentato una scuola privata religiosa, da cui fuggì quando aveva 18 anni, stanco della rigorosa disciplina. E così comincia a viaggiare per tutto il mondo: Spagna, Francia, Olanda, Svizzera, Inghilterra, New York...

 

Dagli Stati Uniti arriva in Argentina nel 1898. Si sposa con Caterina Mangini, figlia del fondatore bergamasco di Colonia San Pedro (provincia di Córdoba), paesino dove abitava in quel momento. Nel 1905 fu eletto sindaco di Morteros (Córdoba), oltre ad essere legislatore parecchie volte.

 

Intanto, nel 1908 il governo argentino decide il prolungamento della ferrovia da Morteros a La Rubia, provincia di Santa Fe. Fortunato, visionario e concreto, sapeva che i paesi che si trovavano accanto alle stazioni ferroviarie sarebbero cresciuti immediatamente. Perciò compra 175 ettari a Pietro Cechi nel posto dove nel 1910 si chiamerà, Stazione Suardi. Ma per qualche tempo la città fu chiamata Stazione Broix, che era il nome del proprietario della dita che aveva costruito le ferrovie. Suardi è dovuto andare al capoluogo della provincia a pagare una somma di denaro per cambiare il nome del paese.

 

Innanzitutto, Fortunato cominciò a vendere un numero considerevole di terreni a famiglie immigrate dall’Italia. Santi, Baraldo, Pieri, Pecis, Dente, Baima, Borgonovo e Bertello furono i cognomi dei primi abitanti. Così cominciarono a installarsi i primi negozi ed alberghi. C’era una grandissima collettività di immigrati italiani: soprattutto piemontesi, lombardi, siciliani e marchegiani.

 

Nel 1910, invia -con altri vicini del paese- una lettera al vescovo di Santa Fe, chiedendo il permesso di costruire la chiesa, mentre Fortunato va in Italia per poi ritornare con l’immagine di Santa Caterina da Siena, in onore di sua moglie. Il vescovo Boneo autorizza la costruzione della chiesa, finita nel 1914.

 

L’attuale chiesa di San Gaetano (come mostra la fotografia) fu costruita sopra e donata da Luis Ripamonti in memoria dei suoi genitori. Questo lavoro iniziò nel ’36, nell’ambito del progetto dell’ingegnere Alulla Baldasarini, basato nella chiesa di Mangent (Italia). Fu inaugurata nel 1957.

 

Suardi non ha mai vissuto nella città da lui fondata, e nel 1912 fu eletto per seconda volta sindaco di Morteros.

 

Torna a Bergamo per motivi di salute in 1918, dove morì il 11 aprile di 1922 quando aveva 54 anni.

 

La sua famiglia, dopo qualche tempo, torna in Argentina dove muorono sua moglie e i figli (Pedro, Juan Carlos e Paulina) a Rosario. Attualmente, in questa città e a Morteros abitano i loro discendenti.

 

Questo rapido sguardo ci mostra a Fortunato Suardi come un uomo dinamico e imprenditore, coraggioso e di profonde convinzioni. Un esempio del lavoro e dei sogni fatti e realizzati dagli italiani dall’altro lato del Atlantico.

 

Jorge L. Garrappa

Corrispondente Lombardi in America Latina – Rafaela, Argentina

jlg8383@hotmail.com

 

FONTE: www.suardi.gov.ar

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