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Fabio Porta: "incrementare la rappresentanza degli italiani in Brasile e Argentina. In Venezuela emergenza pensioni"

29 gennaio 2018 - Intervista a Fabio Porta, parlamentare del Partito Democratico molto attivo, durante l'ultima legislatura, in Commissione Esteri, si è ripresentato per rappresentare la Comunità degli italiani del collegio Sud America. Siciliano di origine, romano di formazione, e attualmente residente in Brasile, con forti legami nel resto dell'America Latina, l'Onorevole Porta è stato intervistato da Lombardi nel Mondo per comprendere meglio il suo punto di vista in merito alla realtà del collegio nel quale si presenta.

di Matteo Cazzulani

 

Onorevole Fabio Porta, lei è parlamentare eletto nella circoscrizione Sud America. Tuttavia, lei è innanzitutto uno dei tanti italiani di Sudamerica. Ci vuole descrivere il suo legame con l'Italia? Che cosa le viene in mente quando pensa alla sua terra d'origine?

Sono nato in Sicilia, dove ho fatto i miei studi fino al Liceo; quindi ho vissuto a Roma, dove mi sono laureato e ho iniziato a lavorare. Conservo e preservo dentro di me il senso di appartenenza a questa civiltà millenaria, che ha irradiato e incantato il mondo. Lontano dall'Italia ho compreso il concetto di "italicità", molto più di una cittadinanza perché si tratta dell'appartenenza ad una cultura e a dei valori. E infine l'Italia è per me il ricordo indelebile della mia famiglia, della mamma e del papà che non ci sono più ma i cui insegnamenti porterò sempre ovunque, non solo nel mio cuore.

 

Onorevole Porta, quali sono, per punti, le principali proposte con le quali si candida a rappresentare gli italiani del Sud America?

 

Dare dignità e valore alla presenza della più grande comunità di italiani e italo-discendenti nel mondo.  Ciò vuole dire anzitutto fare conoscere in Italia la storia e la straordinaria poliedricità di questa presenza, perché solo così possiamo valorizzarla. Contemporaneamente investire di più sull'insegnamento della lingua italiana in Sudamerica, come anche sulla preservazione del grande patrimonio costituito da migliaia di associazioni e società italiane. E ovviamente servizi consolari adeguati alla grandezza delle nostre collettività, rendendo stabile il flusso di risorse che grazie ad un mio emendamento porterà già quest'anno oltre quattro milioni di euro per migliorare i servizi in Sudamerica. Più cooperazione scolastica e accademica e progetti di sostegno a joint-venture tra piccole e medie imprese. Senza dimenticare il turismo delle radici o del ritorno, vera opportunità per l'Italia di oggi.

 

Onorevole Porta, il suo paese di residenza è il Brasile. Quali sono le principali problematiche legate alla situazione politica interna? E quali sono le problematiche che la comunità italiana e lombarda incontra nel Paese?

 

Il Brasile attraversa una crisi politica e istituzionale che spero si risolverà con le nuove elezioni previste per la seconda metà di quest'anno. E' un grande Paese e sono certo che la democrazia sarà più forte di una crisi difficile ma superabile. La comunità italiana e quella lombarda sono storicamente bene integrate nel tessuto sociale ed economico brasiliano; oggi gli italiani sono visti ovunque con grande rispetto proprio perché sono riusciti a superare le avversità della prima emigrazione e a costruire il loro successo (e quello del Brasile!) grazie al duro lavoro e alla grande qualità della nostra gente. La maggiore rivendicazione è legata alla lentezza dell'ottenimento dei riconoscimenti di cittadinanza e ad una rete consolare non adeguata alle dimensioni della nostra collettività. Problematica che stiamo affrontando e superando grazie alle risorse stanziate negli ultimi anni dai governi guidati dal Partito Democratico.

 

L'Argentina è l'altro grande Paese della circoscrizione Sud America per numero di italiani e lombardi residenti, iscritti all'AIRE, e quindi con diritto di voto. Che cosa sa di questo paese e quali sono, a suo giudizi, le maggiori problematiche che interessano la comunità italiana e lombarda?

 

Ho imparato a conoscere e amare l’Argentina e la sua straordinaria collettività italiana nel corso della mia lunga permanenza in Sudamerica, soprattutto negli ultimi dieci anni a causa del mio mandato parlamentare.  E’ impressionante vedere come anche nel più sperduto paesino dell’interno esista una piccola società o associazione italiana. Tutta l’Argentina è molto orgogliosa di queste sue radici italiane. Oggi bisogna investire sui giovani, sulle nuove generazioni di italo-argentini, che chiedono scambi scolastici, oltre che accademici e culturali, permanenti e strutturati. La rete delle camere di commercio italiane è molto attiva e può costituire un utile supporto alla nostra internazionalizzazione in quel Paese. I problemi consolari, infine, che anche qui risolveremo gradualmente con il trasferimento alla rete dei proventi di quanto i nostri connazionali versano per cittadinanze e passaporti.

 

Il Venezuela è il terzo paese per importanza della circoscrizione Sud America, oltre che uno stato al centro di recenti cronache. Qual è il suo giudizio in merito alla situazione politica a Caracas? Come sta reagendo la comunità italiana e lombarda al periodo di instabilità politica? Che cosa possono fare l'Italia e Regione Lombardia per tutelare gli italiani e i lombardi di Venezuela?

 

In questi anni di mandato ho dedicato al Venezuela una attenzione straordinaria, proprio in ragione della gravissima crisi umanitaria nonché politico-istituzionale del Paese; sono orgoglioso di avere trasmesso questa preoccupazione alle nostre istituzioni e se Governo e Parlamento hanno seguito con la dovuta preoccupazione i problemi della nostra collettività in Venezuela è anche grazie al lavoro che nella Commissione Affari Esteri e presiedendo il Comitato italiani nel mondo ho portato avanti su questo tema. Un lavoro che ha portato importanti e concreti risultati: la soluzione del difficile problema del pagamento delle pensioni italiane, il rafforzamento della rete consolare e un contributo straordinario di due milioni di euro a favore dei nostri connazionali.  Tutto ciò in permanente contatto con la comunità venezuelana in Italia e le forze politiche democratiche di quel Paese; speriamo presto di poter tornare ad una situazione di pieno esercizio della democrazia e di ripresa economica. I nostri connazionali lo meritano e anche la storica amicizia dell’Italia con questo bellissimo Paese.

 

Infine, una domanda inerente alle sue motivazioni. Perché ha deciso di candidarsi? E perché ha scelto di candidarsi per il Partito Democratico?

 

La mia candidatura è in continuità con il lavoro svolto nei due mandati alla Camare dei Deputati: nel 2008 fui eletto la prima volta con 16mila voti, nel 2013 sono stato confermato con quasi il doppio dei voti, 30mila. Oggi, grazie ad un lavoro serio e coerente che ha portato risultati concreti e che può continuare a rafforzarsi in Parlamento e al Governo, ho ricevuto la proposta di essere il capolista del PD al Senato in America Meridionale; sono onorato e riconoscente al partito e ai miei elettori per questo importante riconoscimento. Una soddisfazione ed una grande responsabilità che voglio condividere con tutti voi, con i milioni di “italici” del Sudamerica e del mondo e con la comunità lombarda all’estero, alla quale sono stato vicino in questi anni e con la quale ho realizzato diverse iniziative e incontri. La politica per me è un servizio che deve essere svolto con serietà, onestà, competenza e abnegazione. La mia vita e il mio lavoro parlano da soli e con l’aiuto di tutti voi sono certo che tante cose si possono ancora fare, per il bene dell’Italia e degli italiani nel mondo.

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