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Maurizio Pavani intervista Fabio Pizzul Consigliere Regionale del Partito Democratico della Lombardia

LE INTERVISTE IN ESCLUSIVA DEL PORTALE LOMBARDI NEL MONDO. La frase rivelatrice: "Spero, poi, di poter mantenere i tanti legami costruiti in anni di attività ecclesiale e di contribuire così a rendere un po' più aperto il palazzo della politica lombarda che ha tanto bisogno di ascoltare i cittadini".

D: Consigliere Pizzul, Lei in più occasioni ha giustamente fatto vanto di essere un friulano orgoglioso delle proprie origini. Che rapporto conserva con la sua terra e con i corregionali residenti all’estero?
R: Il rapporto con il Friuli è molto saldo, a partire dalla lingua, che diventa anche uno straordinario mezzo per entrare in sintonia immediata con tutti coloro che affondano le radici in Friuli. Un mandi in "marilenghe" è già più che sufficiente per rompere il ghiaccio e costruire una singolare sintonia che si sperimenta ad ogni incontro anche all'estero. Non ho rapporti strutturati con le comunità friulane all'estero, ma ogni volta che mi capita di incontrare qualche "furlan" emigrato si coglie subito una sintonia che ha a che fare con la comune origine.

D: Alla luce delle inchieste che vedono coinvolti rappresentanti del Consiglio e Giunta della Lombardia: c’è una questione morale anche nel governo lombardo oppure si tratta solo di eventuali responsabilità penali dei singoli?
R: Sarà la magistratura a stabilire le responsabilità e a ricostruire eventuali trame poco chiare. Di sicuro, però, c'è la necessità di recuperare una dimensione etica dell'agire politico che non è mai abbastanza sottolineata. Una regione ancora ricca come la Lombardia è meta appetibile per organizzazioni criminali. E' importante che tutti, al di là delle legittime diversificazioni politiche, ci si dia una mano a costruire validi anticorpi contro ogni malaffare. In Consiglio abbiamo approvato buone leggi in tal senso, ora dobbiamo applicarle assieme.

D: PdL e Lega al governo in Lombardia ma divisi in Parlamento: è anomalia del sistema politico o che cosa?
R: La sensazione è che anche in Lombardia le differenze si stiano accentuando, anche come riflesso della situazione nazionale. In ogni caso, più che di anomalia politica parlerei di potere che unisce e che si tenta di mantenere il più a lungo possibile. La Lega di lotta e di governo mi pare però un pò in difficoltà di fronte a tanti lombardi che avevano riposto la loro fiducia in una forza da cui si aspettavano tanti cambiamenti, ma che ha riservato loro anche molte delusioni.

D: In Consiglio Regionale della Lombardia, Lei è un punto di riferimento dell’ala cattolica del PD: quali frecce conserva nella sua feretra?
R: Non nascondo di certo la mia appartenenza ecclesiale, da qui ad essere punto di riferimento mi pare ci sia ancora una bella differenza. Per quanto mi riguarda, tento di interpretare il mio essere cattolico più come una ricchezza da portare a un possibile cammino comune di confronto con gli altri che come elemento d’identità. Spero, poi, di poter mantenere i tanti legami costruiti in anni di attività ecclesiale e di contribuire così a rendere un po' più aperto il palazzo della politica lombarda che ha tanto bisogno di ascoltare i cittadini.

D: Crisi Italia: a suo parere per ritenersi più equa, la manovra Monti dovrebbe anche rivedere l’asta sulle assegnazioni delle frequenze digitali Tv?
R: L'assegnazione delle frequenze è sicuramente un tema molto importante, mi auguro che si possa superare l'assegnazione gratuita prevista dal cosiddetto beauty contest, sarebbe certamente un segnale di attenzione a tutti coloro a cui il governo ha chiesto sacrifici. Quanto all'equità, finora mi sembra sia stata molto più evocata che praticata: la bontà delle politiche del governo si misurerà sui miglioramenti che potranno sperimentare le fasce più deboli della popolazione. Non devono essere i poveri a pagare il conto più salato.

D: Lei ama lo sport. Supponiamo allora per un attimo che l’agone politico sia come una sfida di calcio: perché da oltre quindici anni il centrosinistra non segna alle elezioni regionali? Colpa del modulo o solo carenza di goleador?
R: E' sempre difficile individuare le responsabilità, nel calcio, di solito, si scarica la colpa soprattutto sugli allenatori, ma in questo caso è difficile individuarli. Credo che negli ultimi anni siano mancate motivazioni e grandi obiettivi. Anche nel calcio spesso la mentalità giusta portata superare carenze tecniche e tattiche. Bisogna costruire un futuro convincente per la Lombardia e mettere in campo una squadra credibile che metta soggezione agli avversari ed entusiasmi il pubblico/elettori. Se poi si pesca anche il fuoriclasse... Tanto meglio, Ma i campionati si vincono anche con i mediani e i giocatori capaci di soffrire e di lavorare per gli altri.


BIOGRAFIA
Nato a Cormons (GO) il 17 ottobre 1965, attualmente Fabio Pizzul vive a Carugate, padre di 4 figli, dal 1993 felicemente sposato con Anita. Figlio del noto giornalista sportivo Bruno Pizzul, storica voce della trasmissione radiofonica “tutto il calcio minuto per minuto” e poi della televisiva “90° minuto”, dal 1998 è giornalista, professione nella quale ha ricoperto vari incarichi tra i quali quello di direttore di Radio Marconi, emittente della Diocesi di Milano e dei Paolini. Ha collaborato con Fininvest all’inizio degli anni ‘90 e lavorato poi per sette anni a Tele+. Attualmente collabora con l’emittente televisiva Telenova. Obiettore di coscienza con Caritas Ambrosiana, dalla fine degli anno ’80 si è dedicato all’Azione Cattolica di cui è stato presidente diocesano a Milano dal 2002 al 2008. Fino al momento della sua candidatura presso il Consiglio Regionale della Lombardia (10700 preferenze), è stato membro del Consiglio Nazionale della stessa Azione Cattolica. Dal maggio del 2010 è Consigliere Regionale della Lombardia per il PD, punto di riferimento dell’ala cattolica del Partito. Di carattere battagliero ma leale, fin dai primi mesi del suo insediamento in Aula Consiliare, al suo attivo molte fra interpellanze e interventi.

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