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Intervista all'On. Francesco Enrico Speroni

LE INTERVISTE AI DEPUTATI AL PARLAMENTO EUROPEO. La frase rivelatrice: Sono entrato in politica per tentare di attuare le mie idee di autonomista e federalista; la scelta del Parlamento europeo deriva dal fatto che sono sempre stato portato alle istanze internazionali.
Intervista all'On. Francesco Enrico Speroni

L'On. Francesco Speroni

Il Portale Lombardi nel Mondo intervista Francesco Speroni, eletto al Parlamento Europeo per la Lega Nord nella Circoscrizione Nord-Ovest.

Nato a Busto Arsizio nel 1946, l’Onorevole Francesco Enrico Speroni entra in politica, dopo una laurea magistrale in Scienze Politiche, nel 1987 dapprima come consigliere comunale in alcuni comuni del Varesotto, poi come consigliere regionale (1990-1991) e infine come consigliere provinciale a Varese (1997-1999). A livello nazionale è Senatore della Repubblica dal 1992 al 1999, con una breve parentesi come Ministro per le Riforme Istituzionali (1994-1995). In Europa è deputato al Parlamento Europeo per il quinquennio 1989-1994 e dal 1999 a oggi. Sempre nel 1999 ottiene la Laurea in Giurisprudenza, grazie alla quale ora è Avvocato del Foro di Bruxelles.

D: Quali motivazioni l’hanno spinta a entrare in politica e, in seguito, a diventare Deputato al Parlamento Europeo?

R: Sono entrato in politica per tentare di attuare le mie idee di autonomista e federalista; la scelta del Parlamento europeo deriva dal fatto che sono sempre stato portato alle istanze internazionali.

 

D: Come avvocato, può spiegarci quali sono le problematiche che un suo collega, e più in generale un professionista, di uno Stato Membro riscontra nell’operare in un altro Stato Membro? A suo parere l’Unione Europea può facilitare ulteriormente la mobilità dei professionisti?

R: Le difficoltà per un avvocato nell'operare in un paese diverso sono (a parte la lingua) soprattutto legate alla conoscenza delle diverse norme procedurali e sostanziali. Ritengo che si possa migliorare la normativa sulla mobilità, ma la ritengo già sufficiente; sussistono piuttosto criticità applicative e interpretative delle norme.

 

D: In alcuni suoi interventi al Parlamento Europeo, ha evidenziato come esista un certo distacco tra le istituzioni europee e i cittadini: quali misure reputa opportune al fine di colmare tale distanza?

R: La soluzione ottimale sarebbe l'introduzione, anche per l'Unione europea, del referendum, sul modello svizzero.

 

D: A proposito dell’attuale crisi economica, ritiene che l’Unione Europea stia agendo in maniera adeguata? Crede che il Parlamento Europeo possa svolgere un ruolo attivo in tale ambito?

R: Non mi ritengo in grado di dire se la risposta dell'Unione europea conseguirà i risultati che si è prefissa, essendo le variabili numerose e complesse; il PE al momento non è stato ancora chiamato a votare su provvedimenti cogenti, che per lo più esulano dalla sua competenza.

 

D: Riguardo a EXPO’ 2015, a suo parere quali iniziative possono essere prese in sede europea per supportare l’evento e garantire una ricaduta positiva per il territorio lombardo?

R: Non vedo un ruolo particolare dell'UE nei confronti dell'EXPO, gestito dallo stato italiano (e dalle sue articolazioni territoriali) e dal Bureau International des Expositions.

 

Emanuele Giovenali

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