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Adriano Castelli: il pittore che coglie la luce interiore

Intervista a cura di Ombretta Del Monte.

Adriano Castelli , Mantovano, compie gli studi artistici all'Istituto d'arte di Guidizzolo sotto la guida del Maestro  e fondatore Alessandro Dal Prato. Dopo un lungo periodo dedicato alla grafica in bianco e nero,dal 1977 inizia ad usare il colore con una valenza  simbolica d'arte romantico nordica che si traduce nella serie delle "Porte"del 1982, dove i passaggi tonali dall'ombra    alla luce alludono metaforicamente al ciclo ed ai transiti dell'esistenza. Negli anni Ottanta Castelli accelera gli impegni espositivi anche in Germania. Gli scenari che ora i suoi pastelli costruiscono con calcolata misura trasportano in una dimensione aurorale le vedute monumentali Piranesiane, nella libera decantazione della materia-luce in un sogno di concordia e di pace.

Con la personale del 1988 "Am ende des sommers"ancora in Germania l'artista conclude una serie di opere ispirate all'estate, i paesaggi di Castelli sembrano recuperare il chiarore delle luci serali Lombarde, iscrivendosi nella tradizione  del paesaggio con suggestioni metafisiche ed astrazioni liriche del tutto autonome. Il risultato di questo percorso è visibile nel ciclo"Le luci della sera" a cura del prof. Vittorio SgarbiPalazzo Ducale di Mantova e successivamente, nel 1994 al Palazzo Municipale di Sirmione (ora Palazzo Callas) con la mostra"Harmonices Mundi"con opere ispirate allo scienziato Keplero con le quali è continua l'indagine sui ritmi e la misura dell'universo.

Nel 2000 la mostra antologica"Sulle ali del vento"al Museo d'arte contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti e nel 2006 la raccolta di opere presentata con l'Istituto Italiano di CulturaNew York"In the Shadow of the Moon"sull'analisi dei rapporti   luce ed ombra.

Nel 2016 la mostra al Museo Italo Americano di San Francisco "Quattro storie: due artisti Italiani e due Americani legati da percorsi artistici diversi ma paralleli".

Nel 2018 Castelli è presente al Museo Italo Americano di San Francisco, con un suo lavoro, nella collezione permanente del Museo in occasione delle celebrazioni per il quarantennale dalla  fondazione(13 Settembre 2018/27 Gennaio 2019).

 

 


Lei è un artista internazionale.  Quanto si sente “bene artisticamente” in Italia?

"Sino a qualche anno fa, in Italia, c'erano molte possibilità di  collaborazioni  a livello Istituzionale, con progetti ,iniziative e proposte di artisti   indipendenti, con la crisi economica tutto si è complicato. E' diventato  più difficile accedere gratuitamente a spazi espositivi pubblici  e se non hai le spalle ben coperte con Sponsor o scuderie di riferimento i costi per gestire una buona iniziativa divengono quasi   impossibili da sostenere. Ricordo anni fa in Germania, mi dicono sia ancora così,gli artisti ricevevano sussidi Statali per sostenere le loro ricerche e pensavo un giorno potesse accadere anche da noi:purtroppo non è  così,ma c'è ancora tempo per rimediare....   Certo sono molte le opportunità espositive in Italia:fiere,biennali d'arte contemporanea e collettive , spesso le offerte sono a pagamento e   questo non lo ritengo del tutto giusto.   Una tendenza contemporanea  che va consolidandosi, che potrebbe essere motivo di riflessione, è la quasi del tutto nulla frequentazione negli studi       (atelier) degli artisti,da parte  dei Critici o Storici dell'Arte::si predilige la visione delle opere da fotografia."


Quali sono le culture nel mondo che la affascinano di più e per cui nutre un certo interesse?

"Tutte le  culture nel mondo hanno il  loro fascino e meritano approfondimento, personalmente prediligo quelle dell'area mediterranea, credo per una questione di luce."


Dove trova l ispirazione per le sue opere fatte di “luce”?

"Ho sempre sentito fortemente l'attrazione della luce, dapprima quella fisica, sulle cose e nel paesaggio... ho iniziato a studiarne  le dinamiche: le sfumature con i passaggi in trasparenza create sovrapponendo strati e strati di colore su innumerevoli tipi di carte.   Tutto questo mi ha portato a scoprire che la luce non è solo esteriore ma è anche dentro le cose come è dentro le persone.

Un tempo  la mia pittura era fatta di flash emozionali, una sorta di racconto ove numerosi, erano i riferimenti all'arte classica, ai grandi Maestri che venivano citati in una sorta di riferimento quasi onomatopeico nel contesto delle immagini  Successivamente ho provato a togliere, a semplificare :ho dilatato la composizione sfruttando la luce interna delle cose lasciandole    emergere piano piano, a comporre all'occhio l'immagine che a quel punto risultava  superfluo  definirne i dettagli"


Ci può parlare delle tecniche maggiormente usate?

"Ho provato quasi tutte le tecniche: la pittura a olio, la grafica con l'uso delle matite, del carboncino e dei pigmenti in bianco e nero per passare  al colore con il lapis ed il pastello. Mi sono concentrato solo su quest'ultimo per interi quattro anni per approdare poi all'acquerello che preferisco per trasparenza e per la  possibilità che offre di lavorare con molte sovrapposizioni di colore"


Quali sono i messaggi  fondamentali della sua ricerca artistica?

"Maestri molti, specialmente i più grandi  tra quelli che hanno utilizzato le tecniche incisorie ed il disegno: Durer e Rembrand. Sono particolarmente affezionato anche ad  Altdorfer per le sue prospettiche visioni al limite della  vertigine ed a  Bosch per l'incredibile   intuizione del Simbolismo che ha saputo influenzare tutta l'arte moderna"


La sua filosofia di vita?

"Cercare  la serenità interiore e di poter dipingere senza vincoli temporali."


C’è un movimento o un artista che l’affascina in modo particolare?

"pittura metafisica: mi ha sempre incuriosito: la sospensione del tempo e la dimensione del sogno è quel che colpisce maggiormente osservando  le  opere, quelle più significative,  appartenenti a questa corrente artistica::opere capaci di generare un Movimento  pittorico di dimensione  internazionale.  In ambito contemporaneo un autore su tutti mi ha destato particolare interesse: Balthus(1908-2001).Un artista schivo, controverso per determinati  aspetti, capace di creare immagini liriche e poetiche con poche velature di colore evocando atmosfere che portano alle radici della nostra storia e cultura."

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Editoriale

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