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Crisi Venezuela: un declino inarrestabile nel silenzio totale del Mondo

Milano 28 settembre 2018 - Intervista a Lucila Urbina, Presidente Associazione Venezuelani in Lombardia. Originaria di Maracaibo, da anni residente a Milano, si è sempre adoperata per migliorare le condizioni di convivenza e solidarietà all'interno delle comunità locali e provinciali, al fine di promuovere i valori della cultura e della tradizione venezuelana, facilitare il ricongiungimento familiare Italo-Venezuelano e l’integrazione di persone e giovani provenienti da paesi stranieri, in particolare dal Venezuela, presenti in Lombardia

 

 

di Maurizio Pavani

 

 

A margine e completamento dell’intervista, la Presidente Lucila Urbina si è inoltre intrattenuta, rispondendo ad alcune domande sull'argomento.

 

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA

 

Presidente Urbina, da più anni il Venezuela attraversa una gravissima crisi economica, finanziaria e umanitaria. Con Chavez prima e Maduro oggi, la voce del popolo venezuelano non ha mai cessato di gridare al Mondo questa dura realtà. Il crollo della produzione del petrolio e dell’energia, la mancanza di generi alimentari di prima necessità, la carenza dei servizi di base e l’esodo dei venezuelani in cerca di rifugio all’estero, sono solo alcuni dei punti che raccontano gli aspetti della crisi in atto. Come si è arrivati a tutto ciò?

Si è vero! Purtroppo il Venezuela, da anni vive una tragica e tremenda crisi di violazione dei diritti umani, economica, energetica e soprattutto sanitaria e non solo. Infatti, sono moltissime le famiglie e i bambini che non possono permettersi nemmeno le prime cure assistenziali e questo è ancor più grave per gli ammalati colpiti da diabete e altre malattie croniche.

Io, spesso mi trovo a pensare come tutto questo si è reso possibile nel totale silenzio del Mondo e per questo motivo, ho fondato questa associazione che è impegnata a promuovere i valori della cultura e della tradizione venezuelana e l’integrazione di persone e giovani provenienti da paesi stranieri, in particolare dal Venezuela. Per quello che è nelle nostre possibilità, siamo impegnati nel prestare un aiuto davvero concreto con l’invio di medicine di ogni tipo dal momento che nel mio Paese, la crisi non è solo di scarsità di generi alimentari, bensì e soprattutto medico-sanitaria a causa della totale carenza di farmaci utili per il primo soccorso e non solo.

Per questo motivo, attraverso in nostri iscritti e volontari, ci adoperiamo in una raccolta di farmaci da poter inviare in Venezuela, affinché i nostri referenti dislocati nei vari “punti di raccolta”, possano distribuire queste medicine a chi ne ha bisogno, siano essi bambini, giovani o anziani. Un lavoro capillare, arduo ma costante che svolgiamo con passione e senza fine di lucro, nella speranza che questi pur modesti aiuti siano di sollievo per le sofferenze dei nostri compatrioti. Periodicamente riusciamo a spedire circa 30 kg di medicinali con sacrifici enormi, considerato che i costi tra spedizione e documentazione sono davvero proibitivi: ammontano infatti a 300-400 euro per spedizione.

Il Venezuela era un paese che apriva le porte agli immigrati di tutto il mondo, specialmente agli italiani. Ora questa tendenza si è invertita, si è trasformata in un esodo interminabile di venezuelani verso i vicini Paesi di confine. Medici, ingegneri, insegnanti, studenti, lavoratori del settore petrolifero, conducenti di autobus, elettricisti e insegnanti: il collante del tessuto sociale e professionale non c’è più! C’è solo, vera e straziante povertà.

Quello che negli ultimi periodi del governo Chavez e poi con l’insediamento del successivo governo Maduro è tutt'ora in atto, è un diabolico progetto che nella sua concezione e applicazione si presenta davvero mostruoso: depauperare le ricchezze del Venezuela a favore di Cuba e dei narcos colombiani. Non è un caso che alla fuga in massa dei cittadini s'è aggiunta la scomparsa di migliaia di imprese e una iperinflazione davvero mostruosa. Insomma, una situazione che, secondo molti osservatori, rischia di provocare una delle maggiori crisi umanitarie degli ultimi decenni.

Il dato dell’inflazione, ci dice che il Venezuela ha toccato un nuovo, purtroppo, record negativo. Inoltre il governo ha smesso quasi completamente di rilasciare dati economici. La stessa Banca centrale del Venezuela si chiude nel silenzio senza diffondere autonomamente dati sull'inflazione. Maduro dice che le responsabilità della disastrata economia del Paese sono esterne al suo governo, sono opera di attivisti e funzionari dell’opposizione che stanno a Washington. Invece, ogni apparato governativo è asservito al suo potere e lui si circonda di un esercito ben pagato pronto a difenderlo.

Da Cuba c’è stata una vera invasione che ha generato la capillare occupazione dei posti dirigenziali e in generale nei vari settori occupazionali del Paese anche di persone non in possesso di una reale preparazione e capacità professionale; così come i narcos sono ben felici di poter disporre di un territorio free per disegnare, indisturbati, i loro sporchi affari e le loro rotte, via mare e cielo, del traffico di droga.

La giustizia, in ogni suo aspetto viene calpestata e così il popolo venezuelano, lentamente ma inesorabilmente sta sparendo. Ben 1.600.000 cittadini hanno abbandonato il Paese negli ultimi anni verso le zone di confine e anche verso gli USA e l’Europa, soprattutto Spagna e Italia. Un milione solo tra il 2015 e il 2017 hanno lasciato il Venezuela per trovare rifugio in Brasile, Guyana ed Ecuador, ma soprattutto nella vicina Colombia, dove c'è il numero maggiore di emigrati (oltre 600mila). Quella in atto è una crisi economica soffocante che attraversa l'intero Stato e che ha travolto trasversalmente tutti gli strati della società. Le statistiche e i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), del resto, parlano chiaro: un venezuelano su 20 ha deciso di emigrare; un numero peraltro impreciso, se si pensa all'oggettiva impossibilità di valutare la reale quantità dei migranti illegali che ogni giorno entrano ed escono per lavorare in Brasile o in Guyana, eludendo i controlli alla frontiera.

 

Il presidente Mattarella ha più volte manifestato apprensione per quel che sta accadendo in Venezuela. In più occasioni l’Italia ha cercato d’intervenire ma non è stato consentito andare oltre perché il governo Maduro ha sempre negato che il paese sia in crisi, rifiutando persino la possibilità di aprire un canale umanitario e al momento, nei fatti, l’auspicata pressione internazionale non si è ancora concretizzata con segnali incoraggianti. Presidente Urbina, che messaggio vuole lanciare l’associazione “Venezuelani in Lombardia” alle istituzioni lombarde?

Vorrei riprendere i concetti espressi da Papa Francesco nel suo appello, quando, a proposito del Venezuela si è così espresso … “Tutti si adoperino nella ricerca di soluzioni giuste, efficaci e pacifiche alla grave crisi umanitaria, politica, economica e sociale che sta stremando la popolazione venezuelana, evitando la tentazione del ricorso a qualsiasi tipo di violenza”; incoraggiando, nel suo messaggio, le Autorità del Paese - ad assicurare il rispetto della vita e dell'integrità di ogni persona, specialmente di quelle che, come i detenuti, sono sotto la loro responsabilità".

Si, il mondo è in silenzio innanzi a questa atrocità! Ma in tutti noi, la speranza che qualcosa di buono può concretizzarsi è sempre forte e salda. E non smetteremo mai di lottare per far sapere al mondo, all'Italia, alla Lombardia e a Milano che ci ospita, quale è la verità sulla situazione del nostro Paese. Anche Adriana Fossa Blanco, ex modella-attrice e imprenditrice venezuelana, moglie dell'ex capitano pluricampione del Milan Paolo Maldini, ha voluto esprimere la sua solidarietà alla nostra associazione e ai molti volontari. Ecco, il mio personale messaggio è rivolto indistintamente alle istituzioni, in particolare lombarde: sarebbe bello e utile che le istituzioni governative della Lombardia, s’impegnino per trovare le migliori soluzioni idonee a ridurre i costi di spedizione dei medicinali all'estero, magari attraverso accordi d’intenti, in particolare quando si tratta di spedizioni umanitarie effettuate dalle varie associazioni non lucrative che operano in Lombardia. Per info: Associazione Venezuelani in Lombardia - via G. da Procida, 21 (www.venezuelaniinlombardia.org)

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