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Flavia Aondio: "Sarò il punto di riferimento in Regione per sindaci e cittadini del mio territorio

Dall'Africa alla Lombardia, Flavia Aondio è una persona piena di interessi e di conoscenze culturali che la rendono, senza dubbio, uno dei profili più interessanti in corsa per un seggio presso il Consiglio Regionale della Lombardia. Oltre all'aggettivo "spumeggiante" (parafrasando il Jim Carrey del celebre film The Mask), Flavia è descrivibile con altri tre attributi: serietà, dedizione e attaccamento al territorio. Per conoscere meglio una personalità legata all'emigrazione lombarda nel mondo, Lombardi nel Mondo ha raggiunto Flavia per capire più di lei e delle motivazioni che la hanno spinta a candidarsi. Nella foto, Flavia Aondio insieme a Giorgio Gori, candidato presidente alla Regione Lombardia

di Matteo Cazzulani

 

Dottoressa Aondio, lei, lecchese d'Africa, tornata in Lombardia. Ci vuole, gentilmente e brevemente, descrivere la sua storia personale? Che cosa la ha portata in Africa? E che cosa la ha riportata in Lombardia?

 

Non immaginavo certo di andare in Africa, anche se sognare l’Africa è sempre stato il desiderio di tutti e non solo a scopo turistico. Le circostanze della vita mi hanno offerto questa opportunità, e nonostante conoscessi le difficoltà di inserimento (usi e costumi all’opposto dei nostri, difficoltà di lingua,  di clima, di cibo ecc.) ho accettato. E’ stata un’esperienza unica che ha cambiato la mia vita e  mi ha permesso, oggi,  di capire i problemi esistenti degli italiani all’estero: problemi che diventano maggiori al rientro in patria nella propria comunità. Sono rientrata per il colpo di Stato avvenuto in Somalia che ha deposto il Presidente Siad  Mohamed Barre.

 

La comunità lombarda ed anche italiana, in Africa sta vivendo momenti tesi, basti pensare anche al Congo. Per quanto riguarda la Somalia, qual è la situazione, a suo giudizio, della comunità italiana locale?

 

La comunità italiana in Somalia è inesistente, anche se dallo scorso anno, a seguito della nomina del nuovo Presidente Formajo, la nazione sta cercando a fatica di rialzare la testa ricostruendo la nazione e pertanto appoggiandosi a governi stranieri amici, fra cui l’Italia, per dare un ordine al Paese. Ci sono anche italiani dipendenti da imprese. Tuttavia, essi sono tutti italiani residenti in modo temporaneo, molto diversi dalle varie comunità italiane che esistevano.

 

Veniamo ora alla Lombardia, la sua madrepatria. Che cosa significa per lei la Lombardia? Qual è, ad esempio, la prima cosa che le viene in mente quando pensa alla parola "Lombardia"?

 

La Lombardia, al di là del contesto storico che subito mi viene in mente essendo un’appassionata, è la regione produttiva e commerciale per eccellenza. Ovviamente, senza nulla togliere alle altre regioni italiane.

 

Per quanto riguarda il suo impegno politico, quali sono i motivi che la hanno portata a candidarsi? Qual è la Lombardia che ha in mente?

 

Mi sono candidata per offrire la mia esperienza di vita quale aiuto sia per le imprese e per le famiglie italiane nei rapporti con l’estero, sia, sopratutto, per snellire tutta quella burocrazia che a volte per un nulla blocca situazioni importanti. La mia Lombardia deve essere un modello di efficienza e di esempio alle altre regioni

 

Dottoressa Aondio, ci potrebbe riassumere, per punti, le principali proposte con le quali si candida al Consiglio Regionale della Lombardia?

 

Innanzi tutto proporrei riunioni costanti tra i sindaci dei vari Comuni, specialmente i Primi cittadini dei Comuni delle Comunità montane, che hanno problemi di diversa natura e che, spesso, non gradiscono collaborazioni esterne. Diplomaticamente, cercherei di essere il punto di riferimento per ciascuno. Mi farò portatrice delle varie tematiche provenienti dal territorio in Regione Lombardia. Lo farò attraverso un impegno costante in Consiglio regionale e nelle sue Commissioni, oltre che per mezzo di un attento monitoraggio dell'attività della Giunta e del suo presidente.

 

A proposto di Presidente, Dottoressa Aondio, lei ha scelto di correre per la lista Obiettivo Lombardia - Autonomie per Gori. Perché tale lista? E perché ha deciso di sostenere Giorgio Gori come candidato alla presidenza?

 

Perché tale lista rispecchia il mio modo di pensare e giudico Gori persona con energia, pazienza e diplomazia sufficienti per gli obiettivi.

 

Infine, una domanda inerente al territorio. Quali sono le prime iniziative che lei, dovesse essere eletta consigliera regionale, intraprenderebbe in favore del collegio nel quale si candida (la Provincia di Lecco)?

 

Sarebbero numerose, però inizierei valorizzando il patrimonio paesaggistico montano e lacustre, ma anche storico, purtroppo poco conosciuto, che hanno numerosi paesi, incoraggiando i sindaci nell’avere costanza per ottenere gli obiettivi che ci si prefigge raggiungere.

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