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Giuseppe Continiello, candidato alla Camera dei Deputati per l’America settentrionale e centrale

28 gennaio 2018 - Sono in Canada dal 2011 per vivere la dimensione dell’emigrazione, per averla studiata nell’ambito dellle Relazioni internazionali.

I punti del mio programma

  • Sportello unico per i servizi al cittadino: informazioni più facili e maggiore assistenza per i nostri connazionali.
  • Massimo impegno per il riacquisto della cittadinanza e per le nuove residenze.
  • Maggiori risorse per i Patronati, le Associazioni e i Club, punti di riferimento per i molteplici servizi alla comunità e vere Case d’Italia all’estero.
  • Riforma e potenziamento della scuola italiana all’estero: meno precariato, più continuità didattica di qualità.
  • Revisione della legge fiscale sugli immobili dei residenti all’estero.
  • Dare VALORE alle enormi competenze delle comunità all’estero nei settori della Ricerca e delle Università.
  • Nuova legge elettorale per l’estero: legalità, politiche contro ogni forma di diseguaglianza di rappresentanza delle comunità.
  • Promozione culturale e turistica e potenziamento commerciale.

 

Ho svolto attività di ricerca sulle collettività italiane nel Mediterraneo, con particolare riguardo ai rapporti con il Nord Africa e la Mezzaluna fertile e per raccontarla attraverso il mio lavoro come giornalista di prossimità, dopo aver concluso un tirocinio in radio.

Per CFMB 1280, radio internazionale di Montréal, sono stato coordinatore dei servizi di comunicazione e conduttore della trasmissione radiofonica di successo: "Attenti a quei due", durante la quale le opinioni diverse erano stimolate e garantite secondo le forme del giornalismo partecipativo, dove l’informazione non è mai lezione, ma conversazione. Ho, poi, diretto l’équipe italiana a Radio Centre-Ville, la radio comunitaria e multietnica del Québec. Recentemente, il mio saggio ("Chez Moi, Chez Toi, Chez Nous"; la radio italiana, commerciale e comunitaria, in Québec) su questa bellissima esperienza all’ascolto dell’Italia più bella – l’Italia fuori d’Italia - è stato pubblicato nel volume: "La radio tra convergenza e multimedialità. Riflessioni contro i luoghi comuni del pensiero. Radiophonically correct", a cura di Paolo Morandotti, coordinatore scientifico di Italradio, l’importante Osservatorio sulla Radiofonia Internazionale in Lingua Italiana.

La mia prima laurea è in Scienze politiche, grande passione per la quale mi sono laureato con il massimo dei voti e la lode. All’Università per Stranieri di Siena, invece, ho conseguito la seconda laurea; in Amministrazione dell’educazione. L’insegnamento della storia, della cultura e della lingua italiana e la migliore gestione possibile dei profili degli studenti sono di primaria importanza per me. Ecco perché insegno in uno dei più qualificati Centri comunitari della città, all’avanguardia per visione e per livello della didattica. Infine, per una grande firma del Québec impegnata nello sviluppo delle organizzazioni, curo gli aspetti comunicativi e di orientamento per no-profit e aziende. Un lavoro, questo, che mi entusiasma per la grande importanza che hanno le relazioni e la loro corretta gestione nel determinare il successo del mio impegno professionale. Anche per questo sono

C’è un patrimonio italiano all’estero che deve essere preservato. Le azioni che compiamo nella nostra comunità hanno un loro valore in quanto rappresentano un modello per le iniziative che verranno. Mi sono sempre interessato alle buone ragioni della mia comunità, per le quali mi sono sempre impegnato con passione e con consapevolezza della mia responsabilità. Questo impegno mi ha regalato solidarietà profondissime ed esempi altissimi di valori e di giustizia. In quanto Italiani emigrati in Canada sappiamo bene di avere un’esperienza e una competenza preziosa: quella delle buone pratiche d’integrazione in un Paese al quale abbiamo portato in dote ricchezza culturale e senso del lavoro solidale e responsabile. La nostra bella Italia all’estero può fare tanto e bene per l’Italia, ricordandole quanto e bene hanno saputo fare e fanno gli Italiani che vivono all’estero.

Anche per questo, mi sono candidato alla Camera dei Deputati per l’America settentrionale e centrale con la lista Liberi e Uguali.

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Editoriale

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Si dice e si ripete che dal 1973 l’Italia non è più terra di emigrazione. Si tratta però di un’affermazione vera solo a metà. In quell’anno si è registrato infatti lo storico sorpasso fra chi parte dal nostro paese e chi decide di trasferirvisi. Questo non vuol dire che non si parta più.continua>>
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