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Giuseppe Continiello: sul pericolo per l’umanità del cambiamento climatico in atto

Giuseppe Continiello, candidato di Liberi e Uguali alle elezioni politiche 2018 per la Camera dei Deputati per l’America settentrionale e centrale, espone il suo punto di vista sul pericolo per l’umanità del cambiamento climatico in atto. È giunto il momento di decidere quale modello di crescita seguire: quello inquinante che mette a repentaglio la salute dei cittadini e del pianeta, o quello sostenibile. Gli elettori, in questo, possono fare la differenza, votando quelle forze che hanno inserito nel programma elettorale un serio piano di sfruttamento delle energie rinnovabili, viste come una risorsa e non come un pericolo

La comunità scientifica mondiale ha espresso in molteplici occasioni la pericolosità per il genere umano del cambiamento climatico in atto. L’innalzamento delle temperature è stato causato dall’inquinamento prodotto negli ultimi due secoli dall’industria pesante e dall’industria chimica, alle quali si aggiungono i comportamenti scorretti dei cittadini come l’uso delle auto per brevi spostamenti, la costruzione di abitazioni con materiali non coibentanti, la produzione di materiale non riciclabile.

L’accordo sul clima di Parigi, sottoscritto da 195 Paesi nel 2015, prevede nei suoi punti salienti ilblocco dell’innalzamento della temperatura, da tenere sotto i 2°, numero critico per l’intero pianeta; l’aiuto per i Paesi in via di sviluppo nell’utilizzo di strumentazioni moderne per inquinare meno, attraverso la creazione di un fondo; l’abbattimento delle emissioni di gas serra.

Tra la teoria e la pratica passa la volontà effettiva di ciascuna Nazione, perché crescita economica così come la si è fino ad oggi teorizzata significa maggiore inquinamento. Cambiare il paradigma economico, d’altro canto, è l’obiettivo principale per la tutela del pianeta. Gli investimenti in tecnologie meno inquinanti, in risorse energetiche naturali, in mezzi pubblici in grado di abbattere le emissioni devono essere la stella polare della prossima classe dirigente, non solo italiana ma anche mondiale. Perché una nuova via green potrebbe salvare l’esistenza dell’umanità.

La presidenza statunitense guidata da Donald J. Trump rinnega il ruolo umano nel cambiamento climatico. Il taglio dei finanziamenti all’EPAEnvironmental Protection Agency - è stato il primo passo di una politica economica che si basa, per l’appunto, sul vecchio paradigma di crescita, basato sulla produzione senza limiti e, per giunta, su un conservatorismo del mercato interno che poco ha a che fare con la storia recente degli Stati Uniti. Scegliere la guida mondiale è un passaggio delicato per una comunità internazionale che per anni si è convinta che Washington mantenesse inalterato un certo pragmatismo. Ma, in vista dei cambiamenti epocali che ci attendono, pare evidente che il ruolo di capo classe degli Stati Uniti sta perdendo vigore.

È l’Unione Europea da guardare come modello. Infatti, tutti i Paesi del vecchio continente appartenenti alla comunità, diventata sempre più forte con l’approvazione dei vari trattati, non solo hanno sottoscritto l’accordo di Parigi ma vanno nella direzione dell’incremento di produzione di energia da fonti rinnovabili. Già nel 2017, secondo Eurostat, l’Italia è addirittura un modello virtuoso. “Alla fine del 2015 - spiega Repubblicala percentuale coperta dalle energie rinnovabili sul totale dei consumi corrisponde al 17,5%, mezzo punto percentuale in più rispetto al target fissato”. E ancora: “Sempre nel 2015, in Europa l'energia prodotta da fonti rinnovabili - spiega il quotidiano - ha toccato il 16,7% del consumo finale, in aumento di 6 decimali rispetto all'anno precedente. L'obiettivo dell'Unione europea per il 2020 è il 20% sul totale e, dato il trend in continuo aumento e i risultati già raggiunti, Bruxelles ha fissato al 30% la percentuale da raggiungere nel 2030”.

È giunto il momento di decidere quale modello di crescita seguire: quello inquinante che mette a repentaglio la salute dei cittadini e del pianeta, o quello sostenibile. Gli elettori, in questo, possono fare la differenza, votando quelle forze che hanno inserito nel programma elettorale un serio piano di sfruttamento delle energie rinnovabili, viste come una risorsa e non come un pericolo.

Fonte: http://www.giuseppecontiniello.it/news

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