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Hannes Swoboda: il caso Tymoshenko e' un problema europeo

Lombardi nel Mondo ha intervistato con il suo corrispondente Matteo Cazzulani l'Europarlementare socialdemocratico austriaco Hannes Swoboda. L'Europarlementare socialdemocratico austriaco contesta la politica autoritaria del Presidente ucraino, Viktor Janukovych: causa del congelamento delle relazioni tra UE ed Ucraina, e dell'avvicinamento di quest'ultima alla Russia di Putin. Il perché la libertà di Kyiv è strettamente legata alla situazione di Bruxelles.
Hannes Swoboda: il caso Tymoshenko e' un problema europeo

Hannes Swoboda

Non solo primavere arabe: ai confini dell'Europa c'e chi consuma la democrazia. Questo il severo giudizio espresso da Hannes Swoboda: europarlamentare austriaco del gruppo dei Socialisti e Democratici europei, particolarmente attento alle questioni dell'Europa Orientale.
Come dichiarato a Lombardi nel Mondo, particolare preoccupazione è suscitata dalla situazione in Ucraina, dove dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, si e' registrata un'ondata di repressione politica: con una decina di esponenti dell'Opposizione indagati, processati, ed addirittura incarcerati. Tra essi, la Leader della Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko: ex-Primo Ministro condannata a sette anni di isolamento per abuso d'ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l'allora suo collega russo, Vladimir Putin. La sentenza - pronunciata l'11 Ottobre scorso, e confermata dalla Corte d'Appello il 24 Dicembre- e' maturata in seguito ad un processo palesemente politico, con la difesa sistematicamente privata dei propri diritti e prove montate ad hoc - addirittura datate il 31 Aprile.
Allarmato dalla questione, Swoboda - politico mitteleuropeo ed attento agli sviluppi nel mondo ex-sovietico - di recente ha organizzato un incontro riservato agli europarlamentari con la presenza dell'Avvocato della Tymoshenko, Serhij Vlasenko, ed il Vice-Procuratore Generale, Renat Kuz'min.
"Non so se la Tymoshenko e' colpevole o no, ma il processo a suo carico si e' svolto certamente in maniera irregolare - ha commentato Swoboda - la situazione non ci consente di definire l'Ucraina un Paese democratico. Ciò suscita forti preoccupazioni presso l'Unione Europea".
Parole importanti, sopratutto perché provenienti da un esponete del gruppo del Parlamento Europeo - l'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei - con cui il Partito di Janukovych - il Partija Rehioniv - ha un accordo di collaborazione. Una partnership controversa, che, secondo il politico austriaco, potrebbe avere le ore contate.
"Janukovych ha sbagliato in toto a gestire il caso Tymoshenko: ha considerato la condanna della sua rivale politica come una questione
personale di prioritaria importanza. Il gruppo dei socialisti e dei democratici non e' interessato ad intrattenere relazioni speciali con
chi infrange le regole della democrazia - ha evidenziato Swoboda - per questo, non escludo che l'accordo di collaborazione con il Partito del Presidente ucraino sara' revocato già nei prossimi giorni".
Dunque, cartellino rosso per Janukovych, ma non per l'Ucraina: Paese europeo le cui legittime aspirazioni di integrazione nell'UE restano al centro delle attenzioni di Swoboda, malgrado palesi difficoltà politiche e tecniche.
Proprio la reclusione della Tymoshenko ha comportato, lo scorso 19 Dicembre, il congelamento dell'Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento storico con cui Bruxelles avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Islanda, Norvegia, e Svizzera.
In risposta, Janukovych non ha fatto marcia indietro, ma ha avvicinato il suo Paese alla Russia, aderendo alla Zona di Libero Scambio CSI: progetto di integrazione economica dei Paesi dell'ex-Unione Sovietica voluto e guidato da Mosca per tornare superpotenza a livello mondiale, e contrastare proprio l'Unione Europea.
"Minacciando Bruxelles con l'amicizia con Mosca, Janukovych commette un doppio errore. In primis - ha evidenziato Swoboda - allontana il suo Paese dalla casa madre europea, perdendo l'occasione di instaurare rapporti di stretto vicinato. In secondo luogo - ha continuato l'europarlamentare austriaco - non realizza la volontà del suo popolo e dei grandi industriali suoi sponsor: tutti fortemente favorevoli al vettore europeo piuttosto che a quello eurasiatico".

Quella di Swoboda e' una preoccupazione per la quale e' bene che l'Europa tutta si attivi, a prescindere dalle appartenenze partitiche e
nazionali.  L'Ucraina non solo e' un Paese europeo, ma e' situato in una posizione geopoliticamente strategica e calda: tra l'Unione Europea ed una Russia che, rafforzata dal certo ritorno al Cremlino di Vladimir Putin, appare sempre più autoritaria ed ostile all'UE.

"Si parla tanto di primavere arabe e politica di vicinato nel Mediterraneo - ha illustrato Swoboda - ma sarebbe un errore dimenticarsi del Partenariato Orientale: ambito in cui l'UE deve fare i conti con la Russia. E' nell'interesse di Bruxelles un'Ucraina quanto più democratica ed integrata con il Vecchio Continente, perché solo così sara' possibile stimolare progressi anche a Mosca. Parliamo tanto di libertà anche in casa nostra, come testimoniato dal caso ungherese, ma non dimentichiamoci dei nostri vicini: senza un'Ucraina democratica non avremo mai un'Europa totalmente libera".

Matteo Cazzulani

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