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Intervista a Michele Bui: l’Essenzialità di Direttore d’Orchestra

15 ottobre 2018 – Ombretta Del Monte, intervista il Direttore d’Orchestra, Maestro Miche Bui, nato a Bologna nel 1960, da dove ha cominciato i suoi studi musicali con il M° Giorgio Consolini per il violino e con il M° Enzo Sarti per il pianoforte. Dopo pochi anni ha lasciato il violino attratto dalla direzione d'Orchestra e ha iniziato gli studi di composizione prima sotto la guida del M° Bruno Zagni, poi sotto quella del M° Paolo Bucchi, mentre per il pianoforte ha seguito le lezioni della M^ Elsa Malferrari direttore d’orchestra

 

 

di Ombretta Del Monte

 

 

 

Qual è la dote principale di un direttore d’orchestra?

Secondo me è essere un bravo ‘organizzatore’ nel senso che studiare una partitura, spiegarla a chi suona o canta, avvicinare l’esecuzione il più possibile ai dettami del Compositore, sottolineo avvicinare perché il lavoro del Direttore, come quello del solista, è interpretare, infatti non esistono due esecuzioni uguali dello stesso brano, anche se il Direttore è lo stesso. Dirigere, concertare, proporre sono l’organizzazione di chi si sente di fare questo meraviglioso lavoro.

 

Il Maestro Michele Bui

 

Ogni direttore d’orchestra ha un proprio stile di dirigere. Come descriverebbe il suo?

Lo stile è soprattutto dovuto a cosa si esegue, io cerco di non essere appariscente, il gesto è, come dicevano i miei maestri, prima di tutto chiarezza sul Tempo Musicale, è universalmente codificato come si batte il Tempo in 2 movimenti, in3, ecc. e questo è il primo problema, poi l’andamento, Adagio, Andante,Allegretto, Allegro e via seguire. Particolare non secondario è l’epoca in cui è stato scritto quel brano, quindi lo stile. L’Autore, perchè ogni Autore ha le proprie peculiarità, e per un Direttore sono dettagli che si devono vedere prima ancora di suonare sul pianoforte ciò che si sta studiando, e sulla partitura anche se  sconosciuta si devono poter leggere subito. E’ un lavoro di preparazione che aiuta a perfezionare lo stile del Direttore nulla si deve tralasciare. In ogni caso cerco l’essenzialità il risultato di un Concerto si costruisce nelle prove dove l’essenzialità, appunto, è quel dettaglio che porta ad una buona esecuzione.

 

Se la sua vita fosse un opera, che titolo darebbe?

Dare un titolo solo è abbastanza riduttivo, potrei dire che sono vari frammenti da un assieme di tante opere, la vita non è un’opera sia in positivo che in negativo, però alcuni momenti, sicuramente richiamano momenti di opere più o meno famose, scherzando potrei dire “Le nozze del barbiere, nel West con la sonnambula in maschera come fan tutte”, ovviamente è una miscellanea di titoli mescolati tra loro tanto per spiegare quanto detto prima. Ogni tanto, e succede quando ciò che si studia coinvolge in maniera potente, tendo ad identificarmi con qualche personaggio, è chiaro che la finzione scenica aiuta la fantasia, anche quella del Direttore, ma tutto si ferma poco dopo, bene o male si torna tutti sulla Terra.

 

Nella società attuale, che ruolo ha la musica classica?

Forse bisognerebbe dire che ruolo NON ha, non ha quel ruolo di centro della cultura, almeno in Italia. Il mio lavoro mi porta ad essere spesso avulso dalla realtà quotidiana, è il prezzo che si paga per cercare di essere il più vicino possibile a quanto scritto sulla carta da Musica, ma questo porta a una specie di vita isolata, la Musica, per quanto astratta, è emozione, coinvolgimento, purtroppo al giorno d’oggi chi studia quello che studio io, e sicuramente molti colleghi sanno di cosa parlo, si è un po’ emarginati, si pensa, a torto, che la Musica classica sia ‘per pochi’ qualcosa ‘di nicchia’,per non dire noiosa. NON E’ COSI’, un mio piccolo pensiero è: c’è poca voglia di lasciarsi andare alle emozioni, ascoltare la Musica classica non è ascoltare musica di consumo (la differenza tra maiuscola e minuscola è voluta) il coinvolgimento può essere un fastidio, anche fisico, che non si vuole provare, io senza queste emozioni non posso vivere, chiedo scusa per lo sfogo, ma è così. Vorrei sentire più spesso parlare di emozioni quando si parla di Musica, ma mancano anche queste, non c’è voglia di sentire un piccolo brivido, è un fastidio inutile, ma non è così, con più Musica e più emozioni, per me, si vive meglio, molto meglio.

 

Il suo rapporto con cantanti e musicisti

Cerco sempre il confronto, serio, professionale al massimo e in assoluta parità di vedute, provare un Concerto con un solista è un ‘do ut des’: do per avere, le esigenze di un solista sono diversissime, uno strumentista ad arco ha problemi diversi di uno a fiato, oppure di un pianista; tutto aumenta quando si parla con un cantante, ogni timbro vocale ha proprie esigenze e ogni cantante ha proprie esigenze, dicevo prima che il Direttore deve essere un ‘organizzatore, con lo studio si deve avere tutta la partitura in testa,è il modo più semplice per risolvere qualunque dubbio di qualunque solista, e saper ascoltare le richieste e le esigenze del solista permette un lavoro di ‘concerto’ dove si può ottenere un ottimo livello esecutivo, senza dimenticare quanto detto nella risposta precedente. Ovviamente tutto è moltiplicato all’infinito quando si mette in scena un’opera, e qui l’organizzazione deve essere assoluta, visto che oltre al canto c’è anche la recitazione, ma preferisco fermarmi qui.

 

N.B.

Michele Bui è nato a Bologna nel 1960 ed ha cominciato i suoi studi musicali con il M° Giorgio Consolini per il violino e con il M° Enzo Sarti per il pianoforte. Dopo pochi anni ha lasciato il violino attratto dalla direzione d'Orchestra e ha iniziato gli studi di composizione prima sotto la guida del M° Bruno Zagni, poi sotto quella del M° Paolo Bucchi, mentre per il pianoforte ha seguito le lezioni della M^ Elsa Malferrari. Contemporaneamente agli studi musicali si è diplomato Geometra nel 1979. Le primissime esperienze musicali sono state come cantante in un coro, poi come assistente direttore del coro medesimo. Dopo quella prima esperienza, ha diretto un altro coro per circa 2 anni, per poi diventare direttore del coro della chiesa di S. Rita con il quale ha affinato la tecnica e esordito come Direttore d'Orchestra nel 1997 con un programma tutto dedicato a Antonio Vivaldi. Tra il 1996 e il 2003 le esperienze musicali sono andate in crescendo con le esecuzioni di alcuni lavori corali importanti tra cui la “Petite Messe Solennelle” di Gioacchino Rossini, il “Gloria” di Antonio Vivaldi e la “Kronugsmesse” di Wolfgang Amadeus Mozart.

Nel 2001 si è diplomato presso l'Accademia Filarmonica di Bologna in Direzione d'Orchestra con il M° Corrado de Sessa, seguito da diversi corsi di alto perfezionamento con il M° Vram Tchiftchian a Verona, con il M° Arto Tchiftchian a Jesolo(VE), con il M° Vladimir Kontarev e il M° Jorge Gomez a Sansepolcro, dove ha diretto anche all'interno del 'Symphonia Festival' del 2006. Sempre nel 2003 ha iniziato a collaborare con Orchestre estere, in particolare con complessi Orchestrali della Romania dove, dopo il 2003, è tornato dirigendo nelle sale grandi delle Orchestre quali la Filarmonica di Bacau, la Filarmonica di Brasov e la Filarmonica di Satu Mare.Il suo repertorio spazia da A. Vivaldi agli autori contemporanei con particolare attenzione agli autori italiani del '900.

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Editoriale

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