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Donne per lo Sport, Marcella Skabar Bartoli

Milano 20 luglio 2018 - Intervista a Marcella Skabar Bartoli, presidente della sezione triestina dell’Associazione nazionale atleti Olimpici e Azzurri d’Italia: “Niente ci segna come la fatica e il sudore, le amicizie indimenticabili, le lacrime e la gioia. Se poi si ha talento e volontà per arrivare alla Maglia Azzurra, lo sport diventa pietra miliare del cammino esistenziale. E con tale spirito si vive una vita di partecipazione verso tutte le forme di sport”

 

 

di Maurizio Pavani

 

 

 

D. Presidente Marcella Skabar, Lei è certamente una donna che ama i valori più sinceri della vita. Tra questi vi è anche lo sport inteso come fenomeno non solo di successo agonistico ma soprattutto di grande e positiva partecipazione sociale. Al riguardo, recentemente sono stati organizzati i festeggiamenti per il centenario della squadra di calcio Triestina. Il Comitato del “Premio Barcola”, di cui Lei è coofondatrice, ha voluto sottolineare l'attaccamento della città verso la squadra del cuore assegnando il “Barcola” all'Amministratore Unico ed ex calciatore Mauro Milanese.

R. Comincio un po' da lontano: li conosciamo, i valori dello sport: autentica formazione, culturale, fisica, umana. Niente ci segna come la fatica e il sudore, le amicizie indimenticabili, le lacrime e la gioia. Se poi si ha talento e volontà per arrivare alla Maglia Azzurra, lo sport diventa pietra miliare del cammino esistenziale. E con tale spirito si vive una vita di partecipazione verso tutte le forme di sport.

La Triestina calcio quest'anno festeggia il centenario e i fasti passati, e la sua storia riflette la storia di Trieste, di una città ancora sofferente, unica penalizzata dalla seconda guerra mondiale con la perdita dei territori, capace di accogliere 65.000 esuli e dar loro casa e lavoro, capace anche di perderne 30.000 di triestini, emigrati nel dopoguerra in Australia e nel mondo, privata dei famosi Cantieri che oggi fanno bella e ricca Monfalcone.

Mauro Milanese, amministratore unico, triestino cresciuto in Australia, è un regalo per Trieste. Cugino dello sponsor triestino-australiano Mario Biasin, è un persona che attrae per simpatia e grandi capacità. Il “Premio Barcola” assegnatoli vuole esaltare il suo impegno che va in binario con i sentimenti di rinascita dei triestini. Mauro è uno di noi con la stessa grande voglia di dare il meglio nella vita.

 

D. Nell'immaginario collettivo di tutti gli appassionati di calcio, la Triestina rievoca ricordi sovente nostalgici legati alla figura del “burbero” allenatore Nereo Rocco che tanti successi conquistò alla guida della gloriosa squadra del Milan capitanata dal mitico Gianni Rivera, "Golden boy" degli anni 60' e 70', primo calciatore italiano a vincere il Pallone d'Oro assegnato da France Football. Cosa può raccontare al riguardo del Paron?

R. L'ho conosciuto personalmente quando lanciavo giavellotti e mi veniva a controllare che rimettessi la zolla al suo posto. Simpatico, caustico, in seguito mi prendeva in giro perché ero l'unica donna in un mondo di uomini dirigenti sportivi, e mi domandava scherzosamente se avevo finito di “fare la calza” e non perdere tempo nello sport. Anche negli ultimi anni a Trieste, è stato protagonista. Non c'era manifestazione o festa senza di lui, sempre personaggio di grande simpatia,e lo stadio intitolatogli lo ricorda per sempre. I due figli Tito e Bruno continuano la tradizione partecipando a tutto quel che si muove di sportivo a Trieste. Bruno è simile in tutto e per tutto al padre, sembra Nereo, e nominato Azzurro onorario è membro del Consiglio Direttivo degli Azzurri.

 

D. Il Premio celebra ogni anno un personaggio che abbia eccelso nel dare lustro al nome della città agli occhi del resto del mondo. Tra le tante edizioni del Premio, vi è una a lei più cara per emozioni suscitate? E infine, nel ringraziarla per la cortese disponibilità, un breve cenno sulle finalità dell’associazione come concreto aiuto agli atleti Azzurri alla fine della loro attività agonistica anche per gli atleti lombardi.

Sicuramente Margherita Hack è stato il Premio Barcola più vicino ai miei sentimenti. La grande scienziata era una donna semplicissima, niente fronzoli, spartana, di una cultura infinita, capace di raccontare i misteri dell'universo con estrema chiarezza. Il suo passato nell'atletica ci avvicinava, e siamo state assieme a dei Convegni in giro per l'Italia a promuovere sport e scienza, secondo lei strettamente connessi nell'obiettivo di raggiungere nuovi traguardi. Andava in bicicletta fino a 85 anni. Era disarmante con i suoi grandi occhi pieni di cielo e le sue certezze di utopie sociali.

Nel 50° di fondazione della nostra Associazione di Azzurri, il cui grande Raduno l'abbiamo organizzato a Trieste nel 1998, Margherita Hack è stata la persona premiata che più di altre dava spunti di emulazione ai giovani. In fondo è la nostra finalità: offrire memorie di gesta e personaggi che hanno fatto la storia sportiva italiana, per indicare strade di affermazione, di crescita, di elevazione spirituale morale e fisica.

Il neo è la poca tutela goduta dagli atleti di vertice in quasi tutti gli sport, diventati ormai professione a tempo pieno, e la distanza tra maschi e femmine. Tuttora la donna sportiva non è mai professionista, neanche nello sport principe, il calcio. Quindi niente tutele. In Europa tutte le Nazioni si comportano differentemente: chi sistema ufficialmente negli enti pubblici gli atleti alla fine della loro carriera, chi ne paga i contributi figurativi per i periodi passati in Nazionale, chi crea case di riposo apposite, chi assegna punteggi di merito nei concorsi pubblici. E così via. In Italia lo stato è ricorso al marchingegno singolare della sistemazione nelle forze armate.

Siamo andati per 4 volte al Parlamento Europeo a Strasburgo e alla Commissione d'Europa a Bruxelles, portando delle mozioni tendenti a livellare i trattamenti per gli atleti di vertice. In Italia abbiamo tentato di ottenere assunzioni al CONI e i punteggi nei concorsi pubblici. Nulla si muove. Gli Azzurri servono la Nazione e per tale servizio dovrebbero avere un trattamento specifico.

 

Marcella Skabar Bartoli

Nata e residente a Trieste. Atleta Azzurra nell'atletica – lanci del giavellotto e del disco – campionessa italiana e primatista italiana nel giavellotto.

  • Dal 1973 è impegnata nel volontariato quale dirigente sportiva
  • Ha aperto nel 1972 l’entrata delle donne al Panathlon Club di Trieste. Segretario per 8 anni, Presidente del Club per il biennio 1989-90, e Governatore del 1° Distretto Triveneto nel 1991-1994 (prima donna Governatore eletta negli organi internazionali)
  • Dal 1987 ad oggi è Presidente dell’Associazione Nazionale Atleti Azzurri d’Italia di Trieste.
  • Consigliere Nazionale della stessa Associazione per 2 quadrienni olimpici.
  • Nel 1988 ha pubblicato il 1° Annuario sugli Atleti Azzurri di Trieste, primo in tutta Italia.
  • Nel biennio 1988-1990 ha curato e condotto per gli Atleti Azzurri 38 trasmissioni televisive dal titolo “Obiettivo Sport”, trasmesse da Teleantenna,
  • Ha curato e condotto per il Panathlon Club, nel biennio di presidenza 1989-90 altre 14 trasmissioni televisive dal titolo “Al servizio dello Sport”.
  • In qualità di Governatore del primo Distretto del Panathlon International ha fondato 3 Club all’estero: San Pietroburgo, Fiume e Katmandu (l’ultimo con sede distaccata a Mestre)
  • Ha portato negli anni 1988, 1990 e 1995 al Parlamento Europeo a Strasburgo 3 delegazioni di cinquanta persone (Atleti Azzurri, SGT, Rotary, board del Panathlon International) presentando delle mozioni sulle tutele degli atleti di vertice
  • Per 3 anni consecutivi, quale Governatore, ha indetto il Concorso letterario del 1° Distretto Panathlon, portando gli studenti vincitori al Museo Olimpico di Losanna
  • Ha creato nel 1990, assieme al velista Umberto Wetzl, e poi collocata nel 1993 all’inaugurazione dello Stadio Rocco, la Mostra Fotografica-Videoteca permanente degli Azzurri, donandola al Comune pur continuando a gestirla e ad aggiornarla
  • Nel 1996 ha pubblicato il 2° libro degli Atleti Azzurri “Trieste Azzurra”, assieme al giornalista Ezio Lipott, dedicato al centenario dell’Olimpiade moderna, e contenente oltre alle schede dei soci anche la storia olimpica giuliano-dalmata
  • Nel 1998 ha organizzato il 1° Raduno Nazionale degli Atleti Azzurri nel 50° della fondazione con la presenza a TS di circa 400 famosi sportivi per tre giorni fitti di eventi
  • Nel 2005 ha pubblicato, sempre con Ezio Lipott il 3° libro “Trieste Azzurra 2004” per celebrare il cinquantenario del ritorno di Trieste all’Italia (ospiti d’onore tutti i Bartoli e il Primo bersagliere giunto in città nel 1954) e quello della fondazione a Trieste dell’ANAAI
  • Ha collaborato con Ezio Lipott ai 2 volumi “Atleti Olimpici del Friuli Venezia Giulia” del 2008. Ultima fatica prima del prematuro decesso di Ezio
  • Per 3 anni ha indetto il “Concorso Letterario Ezio Lipott” per le scuole superiori
  • Annualmente premia con il Comune di Trieste, TUTTI gli Azzurri di TUTTI gli sport
  • Nel 2014 ha portato, assieme a 25 Azzurri, un’ulteriore mozione alla Commissione Europea sport e Cultura a Bruxelles
  • Commendatore della Repubblica per meriti sportivi e Stella d’Oro CONI
  • Paul Harris Fellow dal Rotary Trieste Nord per l’attività di volontariato nello sport
  • Premio “DonnaSport” 1994 del Panathlon International a Roma
  • Premio di Vetro 2015 del Comitato Pari Opportunità di Trieste
  • Unico Socio Onorario della Società Velica Barcola Grignano (Barcolana)
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