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L’affermazione dei giovani talenti è imprescindibile priorità per garantire il futuro della musica lirica di qualità

25 febbraio 2018 – Maurizio Pavani intervista Daniela Traldi, Presidente della Confederazione Italiana delle Associazioni e Fondazioni per la Musica Lirica e Sinfonica in occasione del Comitato d’Onore per i 130 anni dalla nascita del tenore Ismaele Voltolini

 

di Maurizio Pavani

 

 

D: Buongiorno Presidente. 130 anni dalla nascita del tenore Ismaele Voltolini per celebrare l’arte del suo bel canto anche attraverso un concorso per giovani cantanti lirici. Quando è nata l’idea e come questa si è poi negli anni concretizzata come importante realtà ed occasione per molti giovani talenti?

R: La creazione di opportunità per la crescita musicale e per l’affermazione dei giovani talenti costituisce una priorità imprescindibile per garantire il futuro, anche dal punto di vista qualitativo, della musica lirica. Una parte importante delle iniziative promosse e sostenute dalle Fondazioni ed Associazioni per la Musica Lirica e Sinfonica che fanno parte della nostra Confederazione è infatti dedicata a tale scopo fondamentale. Anche il Concorso creato in ricordo del tenore lirico Ismaele Voltolini, previsto per il 12-13 maggio 2018 e giunto alla sua trentaquattresima edizione, persegue meritoriamente tale obiettivo sotto l’attenta direzione del M° Daniele Anselmi, portando ogni anno al Teatro Verdi e nel territorio mantovano giovani cantanti lirici da tutto il mondo che hanno la possibilità accedere non solo ad un’importante esperienza artistica, ma anche alle borse di studio messe a disposizione dall’Associazione Mantovani nel Mondo.

 

D: L’attuale società, particolarmente volta e incentrata sul digitale e multimediale, sembra non lasciare spazio alla “pura” espressione artistica. In particolare per la Lirica che appare confinata in un ambito troppo riservato. Questo è uno svantaggio oppure può anche essere un bene? Nel caso, cosa dovrebbero fare le Istituzioni e la politica in generale per incentivarne lo studio e la pratica?

R: Questa nostra società tende ad isolare e allontana sempre di più i rapporti umani. Qualsiasi forma di spettacolo dal vivo riavvicina l’individuo, che diventa Pubblico, all’attore che offre la sua capacità artistica in uno scambio di amore, od anche di contestazione. Il teatro lirico, che nasce come forma di spettacolo popolare, è stato per anni considerato elitario allontanando spettatori e non creandone nuovi. Lo spettacolo lirico, inoltre, non è formato solo da cantanti, coro ed orchestra ma da scenografici, registi, tecnici di luci e suono. È come girare un film in diretta e senza possibilità di errori! Le Istituzioni dovrebbero aiutarci a realizzare più facilmente quello che tutti i conservatori e le associazioni fanno: portare i giovani a teatro ad emozionarsi e tenerli così anche lontano dalle droghe e dall’alcool.

D: Come esperta e appassionata della Lirica: che sensazione prova nell’ascoltare “la voce” di Voltolini e quali differenze riscontra nel confronto con gli altri tenori dell’epoca?

R: In un epoca di grandi cantanti il tenore Ismaele Voltolini con la sua voce possente fu considerato nei grandi teatri in Europa e America il successore di Caruso. Attualmente i giovani cantanti vogliono arrivare troppo rapidamente al successo e non hanno la pazienza di studiare a lungo, rischiando di rovinare la voce. Luciano Pavarotti raccontava di essersi preparato ogni giorno con il maestro di canto durante tutta la sua carriera.

 

In alto nella foto da sx: Bottami, Traldi D., Anselmi, Traldi M. (fonte: pubblico dominio)

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