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Valerio Rebuzzi: "Non solo Milano. Anche Mantova e la sua provincia sono parte della Lombardia"

29 gennaio 2018 - Valerio Rebuzzi, collaboratore della Associazione dei Mantovani nel Mondo, ha deciso di candidarsi alle elezioni regionali nel collegio corrispondente alla Provincia di Mantova. Originario della Bassa Mantovana, Rebuzzi ha trascorso una carriera professionale legata a due filoni: la cooperazione e il territorio. Attualmente impiegato presso l'Ipercoop Virgilio, Rebuzzi è stato, per circa vent'anni, presidente del Distretto soci Coop di San Benedetto Po e anche presidente del Consiglio di Istituto Superiore Bonomi-Mazzolari di Mantova. Attualmente. Rebuzzi è anche impegnato a livello comunale. Preso atto della sua vicinanza associazionistica, Lombardi nel Mondo ha deciso di chiedere di persona a Rebuzzi il perché della sia "discesa in campo", oltre che presentare alla (grande) famiglia dei lombardi nel mondo il profilo di una personalità già molto vicina alle realtà delle diaspore lombarde.

Intervista di Matteo Cazzulani

 

Rebuzzi, dalla cooperazione al territorio, fino, chissà, alla regione. Perché questa scelta di correre per un seggio presso il Consiglio Regionale?

Per un senso civico, anche se so che adesso la cosa suona un po’ strana. Mi sono sempre impegnato in varie attività nel lavoro, nella scuola e nella società. Mi sono sempre posto il seguente quesito: se posso fare qualcosa per gli altri perché non farlo?

Rebuzzi, per quale lista ha deciso di correre, e quale candidato presidente di regione ha deciso di sostenere? Ci vuole spiegare il perché di tale scelta?

Per il mio modo di essere ho aderito ad una lista civica che sostiene Gori Presidente, la lista Obiettivo Lombardia per le Autonomie con Gori. Il motivo di tale scelta è legato all'aver sentito l’altro candidato alla presidenza della regione parlare di "razza bianca". Sicuramente, ci sono poi  valori profondi che nella nostra regione vanno recuperati, sopratutto per una equa gestione dei fondi destinati alla sanità, alla scuola e al lavoro. Questi valori, credo, sono indubbiamente non associabili allo schieramento di centrodestra per quello che hanno fatto negli  ultimi decenni, vedi la presidenza Formigoni e Maroni. Inoltre, credo che si tratti di valori che si devono possedere per la gestione del bene pubblico, e che si devono coniugare con senso pratico delle cose. Sicuramente, questo aspetto non lo stanno dimostrando nemmeno gli amministratori appartenenti al Movimento Cinque Stelle.

Restando ancora sulla sua candidatura, quali sono le proposte principali del suo programma elettorale? Qual è la Lombardia che desidera?

Non essendo un politico non ho un mio programma, ma aderisco alla lista Gori per la condivisione di valori e principi. Sicuramente, credo in una Lombardia con più autonomia, avendo dimostrato di  essere una regione virtuosa. Inoltre, credo in una Lombardia meno “Milanocentrica”, più inclusiva delle varie realtà storiche, economiche e lavorative delle varie province che la compongono. Ritengo, infatti, che proprio la diversità e le ferie realtà della regione abbiano fatto in modo che la Lombardia sia la prima regione economica e culturale Italiana. Inoltre, non occorre trascurare il desiderio di una regione Lombardia più proiettata verso una integrazione europea.

Veniamo ora al Rebuzzi legato al territorio. La Provincia di Mantova è ricca di cultura e tradizioni che hanno reso grande sia la Lombardia che tutta la regione della Val Padana. Quali sono, secondo lei, le principali problematiche di Mantova e del suo circondario?

La principale problematica di Mantova è la lontananza da Milano e la mancanza di mezzi di comunicazione rapidi verso il capoluogo di regione, in primis di una ferrovia adeguata. La linea attuale, infatti, è a binario unico. Le altre problematiche sono legate alla posizione di Mantova e non solo. Purtroppo, la politica Mantovana non ha saputo cogliere le opportunità che le altre regioni a noi vicino hanno invece colto dal dopoguerra in poi, basti vedere lo sviluppo economico e culturale delle province emiliano e venete vicine a noi. Questo, ha portato ad  un grande problema occupazionale che ha penalizzato quei ragazzi altamente formati che si vedono costretti a ricercare lavoro altrove.

Mantova, per chi ha della cultura, è legata a Virgilio, ai Gonzaga, a Sordello, e per i meno eruditi ai tortelli di zucca ed alla sbrisolona. Tuttavia, dal 2012 non si può non parlare di Mantova, sopratutto del Basso Mantovano, a prescindere dal terremoto. Come giudica la situazione ad oggi nelle zone terremotate del mantovano? Cosa può e deve fare Regione Lombardia per non lasciare sole le popolazioni terremotate?

Risulta evidente a tutti i cittadini della Bassa mantovana che l’emergenza terremoto non è stata gestita con efficienza dalla giunta Formigoni. Non se ne parlava mai a livello Nazionale. Onestamente, la giunta Maroni ha cercato di porvi rimedio, vedi ad esempio i fondi stanziati per la costruzione del nuovo ponte sul Po di San Benedetto Po. Un ponte che aveva già problemi di staticità aggravatisi ulteriormente con il terremoto del 2012. Nella zona del basso mantovano, tuttavia, resta ancora aperto un gran problema legato alle infrastrutture. In alcuni comuni abbiamo, a distanza di sei anni dal terremoto, uffici pubblici e scuole in strutture provvisorie. Inoltre, c’e una grande necessità di un intervento sulle vie di comunicazione, strade e ferrovia e sul polo Ospedaliero di Pieve di Coriano. Ritengo assurdo che l’unico ospedale pubblico dell’area non abbia ad oggi ancora la strumentazione per la risonanza magnetica. Per quanto riguarda il turismo, c’è bisogno del sostegno regionale per valorizzare ancora di più quell’immenso patrimonio storico che è l’Abbazia  Benedettina del Polirone. Un bene immenso che il comune di San Benedetto Po gestisce faticosamente. Vorrei ricordarti che questa fu l’Abbazia prediletta dalla Gran Contessa Matilde di Canossa, dove volle essere sepolta. Inoltre, fu un grande centro culturale. I suoi codici miniati sono sparsi per il mondo, in particolare a Parigi ma anche in musei americani. Tutto ciò rappresenta una grande ricchezza che non riusciamo a valorizzare. Gli studi su questi codici miniati a volte sono stati sostenuti da enti culturali non italiani.

Rebuzzi, veniamo al suo impegno associazionistico con i Mantovani nel Mondo. Qual è la sua opinione in merito alle diaspore lombarde? Quali comunità di lombardi nel mondo ha avuto modo di conoscere in maniera più approfondita?

L’impegno con l’Associazione dei Mantovani nel Mondo è nato da un incontro fortuito con Daniele Marconcini, il suo fondatore e presidente. Daniele è una persona che stimo molto. Con Daniele e l’Associazione ho lavorato molto negli anni di Presidente del Consiglio d’Istituto. Con l’Associazione siamo riusciti a portare i ragazzi dell’ Istituto Bonomi-Mazzolari, indirizzo enogastronomico, ad una inaugurazione culturale italo-americana legata ad EXPO in Regione Lombardia. Abbiamo anche favorito l’incontro professionale tra cuochi argentini e i futuri cuochi dell’Istituto Bonomi. Conosco l’argomento diaspore lombarde tramite i racconti di mio nonno, dei suoi tanti amici emigrati in Francia e in Brasile. In una frazione di San Benedetto, Gorgo, l’emigrazione verso la Francia è stata così importante che una borgata venne chiamata “corte della Francia”. Per quel che riguarda il Brasile, la questione mi tocca personalmente. Mio nonno, in un certo periodo storico, voleva emigrare in Brasile a San Paolo dove aveva amici. Di questa intenzione conserviamo il baule in legno che aveva predisposto per il viaggio, con inciso il nome. Alla fine non espatriò. Concludo ricordando anche l’emigrazione che attualmente riguarda i ragazzi in “fuga” dall’Italia. Purtroppo conosciamo tutti il problema del merito sul lavoro che porta molti giovani, soprattutto con laurea, a cercare lavoro all’estero. In famiglia abbiamo parenti che per vedersi riconosciuti i loro meriti di studiosi si sono trasferiti a Berlino. Spero che dalle mie risposte si capiscano i valori, l’esperienza  e il senso civico con cui ho sempre operato.

 

Valerio Rebuzzi – Biografia

Valerio Rebuzzi: sono sposato e ho una figlia di 20 anni. Diplomato Perito Agrario presso l’Istituto Tecnico Agrario Strozzi di Palidano (MN).Un Master in Management della cooperativa presso la Fondazione Università di Mantova.Fra i vari corsi seguiti dopo il diploma sicuramente il Master è stato un momento formativo molto interessante. Terminati gli studi ho iniziato a lavorare come impiegato presso un organizzazione agricola e il suo patronato, l’Unione Coltivatori Italiani di Mantova.La successiva esperienza lavorativa è stata presso il Consorzio Agrario di Mantova.Poi fui assunto come impiegato direttivo in Coop Nordemilia diventata oggi, dopo diverse fusioni, Coop Alleanza 3.0. Attualmente lavoro presso l’Ipercoop Virgilio.Al di fuori del lavoro fra le varie attività di impegno civile ne cito alcune:per circa vent’anni sono stato Presidente del distretto soci Coop di San Benedetto Po. In quest’ultimo periodo sono stato per cinque anni Presidente del Consiglio d'Istituto Superiore Bonomi- Mazzolari di Mantova.Nel Comune in cui vivo sono stato nominato nella Commissione Comunale per la denominazione Comunale di Origine – DE.C.O. Collaboro da alcuni anni con l’ Associazione Mantovani nel Mondo. Come Presidente del distretto Coop fra le varie cose ho dedicato parecchio tempo nell’organizzare conferenze divulgative rivolte in particolare alle scuole. Con amici e colleghi di Coop Italia abbiamo affrontato temi molto importanti. Per esempio nel 2000 organizzammo una conferenza sulla qualità dei cibi, alimenti trasgenici e tutela dei consumatori O.G.M. Nel 2009 abbiamo affrontato il tema dei nuovi stili di vita con un sociologo- pubblicista dell’Associazione Decrescita Felice.Anche l’esperienza come Presidente della scuola superiore è stata faticosa ma molto proficua. L’Istituto avendo quattro indirizzi: Moda, Sociale, Commerciale ed Enogastronomico (cucina e turistico) mi ha permesso di conoscere da vicino la realtà dei giovani, della scuola e del mondo del lavoro. Infine con l’ Associazione Mantovani nel Mondo e Lombardi nel Mondo ho compreso la realtà di diverse persone emigrate nel Novecento e i ragazzi che oggi lasciano l’Italia in cerca di opportunità. Concludo citando alcune passioni: lettura di testi storici e la frequentazione di luoghi e mostre d’arte, incrementate dall’amicizia con un Professore e ricercatore internazionale.

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