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Il Papa: Madre Cabrini ci insegna come affrontare con intelligenza le migrazioni

Lettera di Francesco in occasione del centenario della fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù: «Riuscì a ravvivare nei migranti la tradizione cristiana dei paesi d’origine, offrendo strade per integrarsi pienamente nella cultura dei paesi di arrivo»

In un mondo segnato da «spostamenti epocali di popolazioni, con le tensioni che inevitabilmente si generano», la figura di madre Francesca Saverio Cabrini, patrona dei migranti e apostola nelle «periferie della storia», risulta «singolarmente attuale» per la Chiesa e l’intera società perché insegna come affrontare la questione delle grandi migrazioni «con amore e intelligenza».

 

A cento anni dalla morte, Papa Francesco rievoca la vita, l’opera e il carisma della fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù (Cabriniane), in una lettera inviata alla superiora generale suor Barbara Louise Staley. L’occasione è l’assemblea generale in corso fino al 23 settembre prossimo a Chicago, presso il Santuario Nazionale dedicato alla santa, al quale prendono parte tutte le missionarie insieme ad alcuni collaboratori laici.

 

«Francesca Saverio Cabrini - scrive nella sua lettera Bergoglio - ha accolto da Dio una vocazione missionaria che in quel tempo poteva essere considerata singolare: formare e inviare per tutto il mondo donne consacrate, con un orizzonte missionario senza limiti». Ma «non semplicemente come ausiliarie di istituti religiosi o missionari maschili», bensì «con un proprio carisma di consacrazione femminile», in «piena e totale disponibilità alla collaborazione sia con le Chiese locali che con le diverse congregazioni che si dedicavano all’annuncio del Vangelo ad gentes».

 

La suora «vive e trasfonde» alle figlie spirituali «uno slancio di riparazione per il male nel mondo e per la lontananza da Cristo», che la sostiene «in imprese superiori alle forze umane». Come l’apertura di una casa nel quartiere italiano più malfamato di New Orleans, in Lousiana, un anno dopo un crudele linciaggio di italiani accusati di aver ucciso il capo della polizia. O le numerose e importanti opere avviate durante la sua vita in Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, America Centrale, Argentina e Brasile.

 

Una «ansia evangelizzatrice», quella di madre Cabrini, che ha raggiunto il punto più alto nella «dedizione totale e intelligente verso gli emigranti» che dall’Italia si recavano nel Nuovo Mondo. Scelta, questa, frutto della «obbedienza sincera e amorosa» a Papa Leone XIII e che «non esclude l’attenzione ad altri campi di azione missionaria».

 

La santa - scrive il Papa - unisce infatti «l’attenzione alle situazioni di maggiore povertà e fragilità, come gli orfani e i minatori, a una lucida sensibilità culturale, che, in continuo dialogo con le gerarchie locali, si impegna a conservare e ravvivare nei migranti la tradizione cristiana recepita nei paesi d’origine, una religiosità talvolta superficiale ma spesso impregnata di un’autentica mistica popolare, offrendo d’altra parte le strade per integrarsi pienamente nella cultura dei paesi di arrivo, così che i migranti italiani fossero accompagnati dalle Madri Missionarie ad essere pienamente italiani e pienamente americani. La vitalità umana e cristiana dei migranti diventa così un dono per le Chiese e i popoli che accolgono».

 

È in questo senso che la figura e il messaggio di santa Francesca Cabrini risultano di straordinaria attualità. Lei ci ricorda che «le grandi migrazioni odierne necessitano di un accompagnamento pieno di amore e intelligenza», sottolinea Papa Francesco, soprattutto «in vista di un incontro di popoli che arricchisca tutti e generi unione e dialogo e non separazione e ostilità». 

Di SALVATORE CERNUZIO, 19 settembre 2017 (FONTE www.lastampa.it)

In un mondo segnato da «spostamenti epocali di popolazioni, con le tensioni che inevitabilmente si generano», la figura di madre Francesca Saverio Cabrini, patrona dei migranti e apostola nelle «periferie della storia», risulta «singolarmente attuale» per la Chiesa e l’intera società perché insegna come affrontare la questione delle grandi migrazioni «con amore e intelligenza».
A cento anni dalla morte, Papa Francesco rievoca la vita, l’opera e il carisma della fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù (Cabriniane), in una lettera inviata alla superiora generale suor Barbara Louise Staley. L’occasione è l’assemblea generale in corso fino al 23 settembre prossimo a Chicago, presso il Santuario Nazionale dedicato alla santa, al quale prendono parte tutte le missionarie insieme ad alcuni collaboratori laici.
«Francesca Saverio Cabrini - scrive nella sua lettera Bergoglio - ha accolto da Dio una vocazione missionaria che in quel tempo poteva essere considerata singolare: formare e inviare per tutto il mondo donne consacrate, con un orizzonte missionario senza limiti». Ma «non semplicemente come ausiliarie di istituti religiosi o missionari maschili», bensì «con un proprio carisma di consacrazione femminile», in «piena e totale disponibilità alla collaborazione sia con le Chiese locali che con le diverse congregazioni che si dedicavano all’annuncio del Vangelo ad gentes».
La suora «vive e trasfonde» alle figlie spirituali «uno slancio di riparazione per il male nel mondo e per la lontananza da Cristo», che la sostiene «in imprese superiori alle forze umane». Come l’apertura di una casa nel quartiere italiano più malfamato di New Orleans, in Lousiana, un anno dopo un crudele linciaggio di italiani accusati di aver ucciso il capo della polizia. O le numerose e importanti opere avviate durante la sua vita in Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, America Centrale, Argentina e Brasile.
Una «ansia evangelizzatrice», quella di madre Cabrini, che ha raggiunto il punto più alto nella «dedizione totale e intelligente verso gli emigranti» che dall’Italia si recavano nel Nuovo Mondo. Scelta, questa, frutto della «obbedienza sincera e amorosa» a Papa Leone XIII e che «non esclude l’attenzione ad altri campi di azione missionaria».
La santa - scrive il Papa - unisce infatti «l’attenzione alle situazioni di maggiore povertà e fragilità, come gli orfani e i minatori, a una lucida sensibilità culturale, che, in continuo dialogo con le gerarchie locali, si impegna a conservare e ravvivare nei migranti la tradizione cristiana recepita nei paesi d’origine, una religiosità talvolta superficiale ma spesso impregnata di un’autentica mistica popolare, offrendo d’altra parte le strade per integrarsi pienamente nella cultura dei paesi di arrivo, così che i migranti italiani fossero accompagnati dalle Madri Missionarie ad essere pienamente italiani e pienamente americani. La vitalità umana e cristiana dei migranti diventa così un dono per le Chiese e i popoli che accolgono».
È in questo senso che la figura e il messaggio di santa Francesca Cabrini risultano di straordinaria attualità. Lei ci ricorda che «le grandi migrazioni odierne necessitano di un accompagnamento pieno di amore e intelligenza», sottolinea Papa Francesco, soprattutto «in vista di un incontro di popoli che arricchisca tutti e generi unione e dialogo e non separazione e ostilità».
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