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Evento "Italici nel mondo: il ruolo delle comunità italiane all’estero"

L'evento si è svolto alla presenza di personalità quali il Console Generale d'Italia a Londra, Massimiliano Mazzanti, e di Leonardo Simonelli, Presidente di Assocamerestero e della Italian Chamber of Commerce and Industry for the United Kingdom.

Dopo i numerosi eventi in Italia e in Svizzera, lo scorso 3 dicembre si è tenuta anche a Londra, all’Istituto Italiano di Cultura, la presentazione del libro Svegliamoci italici! Manifesto per un futuro glocal, contestualmente alla presentazione del Rapporto Italiani nel Mondo 2015, della Fondazione Migrantes.

Nel suo intervento di saluto iniziale, il Presidente dei Comites di Londra, Pietro Molle, ha sottolineato l’importanza di iniziare a riflettere criticamente sul ruolo e le potenzialità degli italiani nel mondo. Ha poi preso la parola Don Antonio Serra, delegato delle missioni cattoliche di lingua italiana in Gran Bretagna, il quale ha ribadito l’importanza di analizzare con parametri concettuali nuovi il fenomeno delle mobilità umane, anche per aiutare la Chiesa ad assolvere il suo compito di assistenza. Dallo studio della Fondazione Migrantes, infatti, già presentato a Roma lo scorso 6 ottobre, emergono cifre e tendenze molto significative: Delfina Licata, responsabile del Rapporto, ha sottolineato come solo lo scorso anno abbiano lasciato l’Italia circa 101mila italiani, il che porta il numero dei cittadini italiani all'estero a quasi 5 milioni, con una crescita del +49,3% in 10 anni.

Come evidenziato poi da Piero Bassetti, presidente di Globus et Locus, nel suo intervento, questi sono dati che confermano come la presenza italica nel mondo, risultato di tutti i fenomeni migratori e di mobilità (di italiani, ticinesi, sammarinesi, dalmati, ecc) che hanno caratterizzato la storia della Penisola e del mondo, rappresentino oggi una risorsa per l’affermazione della nostra cultura nel terzo millennio. Gli italici, in quanto world community ovunque dislocata nel mondo, si aggregano infatti sulla condivisione di valori, interessi ed esperienze comuni e possono giocare un ruolo fondamentale in quello che è e sarà un mondo glocal e non più di stampo westfaliano.

La presentazione del libro a Londra è stata quindi, oltre che una importante occasione per avviare un dibattito su queste tematiche in una realtà ricca di italici come quella londinese, anche una opportunità per avviare sinergie concrete con  interlocutori che stanno già costruendo delle reti di italici, come la realtà di Italian Kingdom.

Fonte: Globus et locus

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