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Che cosa resta e a cosa è servito il sacrificio di Marcinelle?

La simbologia della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo trova il culmine della sua esegesi nella tragedia avvenuta nella miniera di carbone “Bois du Cazier” a Marcinelle in Belgio, l’8 agosto del 1956, nella quale persero la vita soffocati dall’ossido di carbonio e circondati dalle fiamme dell’incendio scoppiato in uno dei pozzi, 262 minatori. Di questi, 136 erano emigranti italiani

 

 

di Michele Schiavone

 

Dal 2001 questa ricorrenza riunisce il valore del lavoro italiano nel mondo e porta a sintesi quando di più dignitoso esprime la forza produttiva del nostro Paese per coinvolgerla manifestamente nello sviluppo e nella forma più avanzata di società. Che cosa resta, a oltre settant'anni di distanza, del sacrificio di tante vite, di quelle lunghissime ora d’attesa davanti ai cancelli della miniera, dei lunghi sospiri e preghiere di speranza di mogli ansiose, di figli imprecanti a figure sacre; di dialetti e di lingue diverse che traducevano domande e risposte attraverso la tristezza degli occhi; di quella profondità di sentimenti e di progetti di giovani famiglie infranti dalla forza della natura; dell’assenza delle istituzioni italiane che avevano lo sviluppo della forza lavoro/ materie prime, barattando il lavoro di ogni minatore con l’equivalente in carbone? A cosa è servito?

Oggi non si esce dalla crisi senza affrontare la questione di un nuovo modello sociale, senza un rapporto diverso tra società, economia e politica, senza dar voce alla nuova umanità.

La tragedia di Marcinelle ci induce a riflettere sul tema del lavoro sotto il profilo della sua dimensione umana e sociale. Non dobbiamo dimenticare mai che il lavoro senza tutele uccide anche laddove si svolge in luoghi che dovrebbero essere meno pericolosi delle viscere della terra. Va difeso, perché il lavoro è sinonimo di speranza e di futuro. E’ precondizione necessaria per la nascita di una famiglia e per la crescita individuale dei singoli nel loro rapporto con la comunità.

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero onora la ricorrenza della giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, si unisce al ricordo di tutti i connazionali caduti sul lavoro in patria e all'estero e con responsabilità e commozione rivolge l’invito ai Comites, alle Associazioni e alle organizzazioni italiane nel mondo a diffondere il valore della ricorrenza, invitandoli a tenere vivo il dettame dell’articolo 1 della Costituzione italiana che recita: “la Repubblica italiana è principalmente fondata sul lavoro, come diritto insopprimibile dell'uomo. Il lavoro poi, rappresenta il valore fondamentale, considerato il mezzo per la definizione della personalità di un individuo e attraverso il quale ciascun cittadino, può contribuire ad accrescere lo sviluppo economico dello Stato. Lo sviluppo dell’Italia non ci sarà se al Paese non viene posta una nuova base. Bisogna mettere in campo una nuova idea dello sviluppo. Al posto del vecchio blocco sociale. (Fonte: Consiglio Generale degli Italiani all'Estero; foto: Corriere.it)

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Editoriale

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