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COOPERAZIONE. L'Italia punta sulla disabilità

La disabilità entra ufficialmente nelle politiche e nell’attività della Cooperazione Italiana. Il Ministro Franco Frattini e i rappresentanti della Rete Italiana Disabilità e Sviluppo (Rids) lo annunciano l'11 ottobre. Il primo passo è la costituzione di un tavolo di lavoro ad hoc.

«L’impegno della Cooperazione Italiana per l’affermazione e tutela dei diritti delle persone con disabilità trova il suo fondamento nell’importante tradizione dell’Italia in questo settore», afferma una nota del ministero.

La RIDS è una rete composta da FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), EDUCAID, e DPI (Disabled Peoples' International) Italia, che ha come obiettivo la valorizzazione di un patrimonio di esperienze e progetti che mettono al primo posto il rispetto dei diritti umani delle persone con disabilità come previsto dalla Convenzione ONU.

Il rappresentanti di RIDS hanno già avuto due incontro interlocutori al Ministero, il primo direttamente con il ministro Frattini, il secondo con Pier Francesco Zazo, ministro plenipotenziario dei consiglieri d'Ambasciata, capo dell'Unità Tecnica Centrale, Bianca Maria Pomeranzi, esperta dell'UTC e coordinatore di area, Mina Lomuscio e Raimondo Maria Cocco, assegnati rispettivamente alle tematiche Disabili e Minori per l'UTC, Emilia Gatto, consigliere d'Ambasciata, capo dell'Ufficio VIII (Cooperazione allo Sviluppo e Società Civile, Organizzazioni Non Governative), Giovanni Brignone, segretario di Legazione per l'Ufficio IX (Valutazione e visibilità delle iniziative).

Per la RIDS erano presenti invece Francesca Ortali (AIFO), Pietro Barbieri e Pietro Califano (FISH), Giampiero Griffo (DPI) e Arianna Taddei (EducAid).

In particolare, i rappresentanti della RIDS hanno chiesto il monitoraggio sui progetti riguardanti la disabilità e in generale l'applicazione delle citate Linee Guida; la formazione sia del personale interno al Ministero degli Esteri che delle Organizzazioni non Governative che lavorano sul campo; l'attivazione di un meccanismo che consenta di avviare l'approccio cosiddetto "a doppio binario", secondo il quale da una parte si aumentano le risorse per le persone con disabilità, dall'altra, contemporaneamente, si include la tematica della disabilità in tutti i progetti possibili; la redazione di precise direttive sull'accessibilità che vincolino ogni progetto che si occupa di costruzione o ricostruzione; un'azione, infine, di pressione sull'Unione Europea e su altri importanti referenti istituzionali, perché includano con maggiore attenzione tra le loro attività il tema della disabilità.

 

Di: Sara De Carli

Fonte: www.vita.it

 

11/10/2011

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