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Nel governo Monti un ministro per la cooperazione internazionale

Nasce il ministero per la cooperazione internazionale e l'integrazione. A guidarlo Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio. La cooperazione internazionale era di competenza della Farnesina, gli immigrati del Viminale. Per il neo ministro inizia una nuova avventura: "Speriamo... o forse è la vecchia che continua", commenta Riccardi riferendosi anche al lavoro svolto alla guida dell'associazione. E dopo il giuramento aggiunge: "Spero che questo incarico sia il segnale di un'Italia che riprende la linea della solidarietà"
Nel governo Monti un ministro per la cooperazione internazionale

Il Neoministro Andrea Riccardi

 

Il Governo Monti ha 16 ministri più l'interim dell'Economia. Il Governo Berlusconi IV ne aveva 23. La cooperazione internazionale era di competenza della Farnesina; gli immigrati erano di competenza del Viminale. Nonostante la consultazione con il Forum dei giovani, scompare il ministero della Gioventu'. Non c'e' neppure il ministro per la Famiglia ne' quello per le riforme ed il federalismo.

Per il neo ministro inizia una nuova avventura: "Speriamo... o forse è la vecchia che continua", commenta Riccardi prima del giuramento, riferendosi anche al lavoro svolto alla guida dell'associazione. E dopo aver lasciato il Quirinale sottolinea che la nascita del governo Monti è "il segnale che riprende la politica di cooperazione, di solidarietà e di integrazione per gli immigrati. Siamo solo alla prima riga della prima pagina". Il clima "è di gente che ha intenzione di agire con spirito di servizio e di sacrificio, anche se da molto queste parole non sono state usate". Sul Governo Riccardi aggiunge: "Viviamo questo incarico come un momento di servizio e di sacrificio".

"In un momento difficile, di prova per il Paese, in cui è in corso uno sforzo comune per affrontare la crisi attuale, ho accettato l'invito del Presidente incaricato, prof. Mario Monti - aveva affermato Riccardi in una nota subito dopo la nomina - di far parte del nuovo esecutivo, nella speranza di aiutare l'opera di ripresa nazionale. Per rispondere alle sfide che il nostro Paese deve affrontare, mi metto a disposizione, nella convinzione che l'Italia ha bisogno di unità. L'impegno per la coesione sociale, per l'integrazione nazionale e per la cooperazione internazionale fanno parte della mia cultura e dell'esperienza da me maturata in questi anni. Credo siano elementi decisivi per un Paese che ritrova la forza per uscire dalla crisi" .

 

Fonte: affaritaliani.libero.it

 

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