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L'Unaie sul rapporto Caritas-Migrantes 2010

La Caritas-Migrantes a Roma ha presentato la ventesima edizione del Dossier Statistico Immigrazione in cui si fa il punto sulla situazione dell'immigrazione in Italia. Per l' On. Franco Narducci, presidente dell'Unaie, è “uno strumento preziosissimo che fotografa la realtà italiana e ne traccia le linee di sviluppo”.

La Caritas-Migrantes a Roma ha presentato la ventesima edizione del Dossier Statistico Immigrazione in cui si fa il punto sulla situazione dell'immigrazione in Italia.

Una situazione che vede la presenza migratoria nel nostro Paese arrivare a quota 4 milioni e 919mila (1 immigrato ogni 12 residenti); addirittura superiore a quanto aveva stimato l'Istat che aveva registrato 4 milioni e 235mila residenti stranieri, poiché non aveva incluso nel conteggio tutte le persone regolarmente soggiornanti seppure non ancora iscritte in anagrafe.

La comunità più numerosa è quella romena (21%), seguita dalla albanese (11%) e da quella marocchina (10,2%).

Mentre risulta evidente che buona parte degli immigrati risiede al nord Italia infatti, in Lombardia vive il 23,2% degli immigrati (982.225); poco più di un decimo nel Lazio (497.940;11,8%) e l'11,3% e il 10,9% rispettivamente nel Veneto e in Emilia Romagna.

“Vorrei sottolineare un dato importantissimo del Rapporto e cioè che il 13% (572.720) dei residenti stranieri è costituito da immigrati di seconda generazione. Parliamo, quindi di ragazzi nati in Italia e che frequentano scuole italiane e che si sentono italiani ma vengono considerati stranieri e concordo pienamente con i curatori del Dossier Caritas quando osservano che l'aggettivo “straniero” in questi casi è “del tutto inappropriato””. Questo il commento del presidente dell'Unaie (Unione nazionale associazioni di immigrazione ed emigrazione), on. Franco Narducci, ascoltando i dati forniti dal Rapporto Caritas-Migrantes presentato oggi  a Roma, un Rapporto che Narducci considera “uno strumento preziosissimo che fotografa la realtà italiana e ne traccia le linee di sviluppo”.

“Credo pertanto – ha precisato Narducci - che sia doveroso procedere a modificare la legge sulla cittadinanza per calibrare lo ius sanguinis con lo ius soli in modo che chi è nato sul suolo italiano e vive l'italianità sentendola propria possa anche essere cittadino in modo che alla sua identità culturale possa corrispondere una identità giuridica”.

 

Unaie

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