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La democrazia, prima di tutto

I tempi dell’allegra spesa dello Stato sono uno sbiadito ricordo. Fare ordine nel bilancio pubblico italiano è un imperativo categorico

I tempi dell’allegra spesa dello Stato sono uno sbiadito ricordo. Fare ordine nel bilancio pubblico italiano è un imperativo categorico che la galoppante crisi finanziaria internazionale rende ancora più stringente. Ma far abbattere la scure dei tagli indiscriminatamente su tutto non è accettabile. Ci sono tagli e tagli.

E quelli che la Finanziaria 2009 in discussione in Parlamento ipotizza per gli italiani all’estero destano non poche preoccupazioni. Se fossero confermate, le ipotesi di una decurtazione superiore al 60 per cento sarebbero davvero un drammatico segnale per le nostre comunità sparse per il mondo. I conti si tireranno a Natale, ma le polemiche sono già roventi, anche perché il taglio di bilancio ha spinto il responsabile esteri di AN, Marco Zacchera, a presentare in commissione Esteri un ordine del giorno per il rinvio delle elezioni dei Comites e del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, fissate per l’inizio del prossimo anno.

Secondo Zacchera i soldi risparmiati con il rinvio delle elezioni potrebbero essere recuperati proprio sul capitolo dell’assistenza ai nostri connazionali che vivono al di fuori dei confini nazionali. Nel frattempo poi, si potrebbe avviare la revisione dei due istituti, Comites e CGIE, nati quando in Parlamento non sedevano ancora i rappresentanti dell’emigrazione.

Da sinistra e dal mondo dell’associazionismo i tagli di bilancio e la proposta del rinvio delle elezioni hanno sollevato un coro di critiche. Nessuno mette in dubbio la necessità di un profondo ripensamento della rappresentanza della nostra emigrazione, specie a livello di Consiglio Generale, dove sarà necessario trovare una forma di rapporto organico con i 12 deputati ed i 6 senatori eletti all’estero. Ma che per rivedere la legge sia necessario rinviare le elezioni, prorogando gli organismi in carica sembra contraddire le più elementari regole della democrazia. Sarebbe più lineare procedere al rinnovo di Comites e CGIE mentre in Parlamento si riscrive la normativa. La democrazia viene prima di tutto, anche prima dei tagli di bilancio.

Del resto, i risparmi derivanti dal rinvio del voto sarebbero ben poca cosa rispetto all’entità dei tagli ipotizzati in Finanziaria. E gli italiani all’estero non capirebbero. E’ stato lo stesso ministri degli Esteri, Franco Frattini, a definire una sfida non solo politica occuparsi dei nostri connazionali sparsi per il mondo. “Negli ultimi anni – ha dichiarato Frattini -  è prevalsa una concezione un po' troppo elettoralistica degli italiani nel mondo: abbiamo dedicato attenzione solo alle tessere e alle liste, tralasciando le teste. Che sono l'unica cosa di cui l'Italia non può permettersi di fare a meno.”

Parole serie ed impegnative, che chiedono al governo un comportamento coerente anche in sede di definizione dei sacrifici richiesti a tutta la comunità nazionale, dentro e fuori dai confini.

 

Luciano Ghelfi

Direttore editoriale di www.lombardinelmondo.org

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