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Due Sottosegretari vicini agli italiani nel mondo

Roma 25 giugno 2018 - Ci sono voluti 88 giorni di convulse trattative per arrivare alla formazione del nuovo governo. E mai l’aggettivo “nuovo” è stato più azzeccato. Inedita è la coalizione che sostiene l’esecutivo, formata dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega (che ha ormai cancellato il Nord dal suo nome), come esordiente è il presidente del Consiglio, il giurista Giuseppe Conte, chiamato a eseguire un dettagliato contratto programmatico firmato dai due partiti

 

Centrale è stato il ruolo del presidente della Repubblica: Sergio Mattarella ha pazientemente dipanato una matassa intricata, visto che il voto del 4 marzo aveva consegnato un parlamento spaccato in tre, dove nessuno aveva la maggioranza dei seggi. Il rischio di un ritorno alle urne in piena estate si è profilato all'orizzonte in modo concreto, ma alla fine si è trovato quell'accordo fra avversari indispensabile per dar vita a un governo.

Per il nuovo esecutivo è ora il momento delle prime prove: i rapporti con l’Europa, la gestione dei flussi migratori, le regole di bilancio per ottenere la flessibilità necessaria per il rilancio dell’economia sono sfide cruciali, il cui esito andrà verificato nei prossimi mesi.

Dal punto di vista degli italiani nel mondo merita di essere segnalato un importante passaggio nelle dichiarazioni programmatiche rese dal premier Conte in parlamento: l’annuncio della possibile revisione del meccanismo del voto per corrispondenza con cui si esprimono i nostri connazionali che risiedono fuori dai confini nazionali. Come non è specificato, ma l’obiettivo è chiaro, la “necessità di introdurre misure adeguate a prevenire il rischio che alle votazioni si accompagnino brogli”.

Troppe, infatti sono state le denunce di irregolarità, quando non di veri e propri piani criminosi volti ad alterare il voto all'estero. Le indagini giornalistiche hanno mostrato come fosse possibile, pagando e corrompendo, assicurarsi plichi per votare in Germania. Migliaia sono state le lamentele per plichi non consegnati, forse per un inadeguato aggiornamento dell’anagrafe elettorale. E lo strascico sono i numerosi ricorsi che sono stati presentati a tutti i livelli avverso il processo elettorale e i risultati finali.

Rendere più credibile il sistema di voto estero è interesse anche dei nostri connazionali che vivono oltre confine. La partecipazione alle elezioni è scesa al 30%, un rilancio passa anche per un intervento che renda l’espressione del diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione (articoli 56 e 57) più certo e autorevole.

Se si tradurrà in atti concreti questa attenzione del governo sarà di sicuro positiva. A essa ha certo contribuiti il sostegno annunciato da parte del MAIE, il cui leader Ricardo Merlo (sopra nella foto) è entrato a far parte della squadra di governo come sottosegretario agli Esteri. E nello stesso dicastero è diventato sottosegretario anche Guglielmo Picchi, passato da Forza Italia alla Lega nel 2016, eletto in Toscano, dopo tre elezioni nella circoscrizione Europa. Anche lui conosce bene i problemi dei connazionali sparsi per il pianeta.

Alla Farnesina quindi ci sono almeno due rappresentanti della nostra emigrazione. Toccherà a loro, prima di tutto, dimostrare con atti concreti che il tema degli italiani nel mondo è ancora attuale.

Luciano Ghelfi (Direttore editoriale www.lombardinelmondo.org)

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