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L'appello di Mattarella per la tutela della lingua italiana nel mondo

Ha fatto un forte richiamo alle istituzioni a promuovere in ogni modo la lingua italiana nel mondo il presidente Mattarella. Da un luogo simbolo del Rinascimento italiano come il Salone dei Cinquecento del Palazzo vecchio di Firenze, affrescato dal Vasari e decorato dalle sculture del Giambologna, Mattarella ha pronunciato parole davvero importanti per gli italiani nel mondo.

La sua visione della proiezione internazionale del paese si conferma a tutto tondo: dall'economia alla cultura, tutto si tiene ed è collegato. "Proporre la qualità Italia - ha spiegato - è la sfida di fronte a noi: proporre cioè l'umanesimo che deriva dalla nostra cultura, dal modo di vivere, di lavorare. L'italianità parla di umanesimo".

L'arte, la musica, il design, la moda, il cinema, lo sport, l'industria, la cucina, sono gli aspetti che il Capo dello Stato ha citato come collegati. E la voglia d'Italia che c'è nel mondo (espressione utilizzata in altre circostanze) non va sprecata. Nessun arroccamento sul passato, nessuna nostalgia, solo la consapevolezza che oggi nel mondo l'italiano risulta quasi incredibilmente la quarta lingua più studiata, dopo inglese, spagnolo e cinese, prima del francese e del tedesco.

Un dato quasi incredibile, se si pensa ai pochissimi fondi per la promozione della lingua italiana all'estero a disposizione della "Dante Alighieri", a fronte di somme infinitamente superiori, che sono destinate ai "British Council", ai "Centre cultural Francais", ai Goethe Institute, o ai Cervantes.

Eppure, secondo i dati del Ministero degli Esteri diffusi in occasione della seconda edizione degli "Stati generali della lingua italiana nel mondo" che sono stati aperti da Renzi e chiusi da Mattarella, sono oltre due milioni e 200 gli studenti di italiano all'estero. In testa alla lista la Germania con 337mila, seconda l'Australia con 326mila e terza la Francia con 274mila. Colpisce il quinto posto dell'Egitto, con 124mila studenti di italiano certificati, che supera persino l'Argentina. E forse nessuno si aspetterebbe di trovare 30mila studenti di italiano in Giappone, 41 mila in Tunisia, o cinquemila in Camerun e mille a Singapore.

La mappa dell'emigrazione italiana c'entra sino a un certo punto. La lingua di Dante viene percepita sempre più come lingua dell'arte, della cultura, del bel canto. Una contaminazione di cui Mattarella è perfettamente consapevole. Italiano lingua anche dei nuovi italiani, che non possono usare altri idiomi per comunicare fra di loro e che potrebbe portarla - parola del Capo dello Stato - a tornare a essere come secoli fa la lingua franca del Mediterraneo. Una lingua che, nel suo piccolo, sembra riscoprire e coltivare una vocazione universale, sempre secondo Mattarella.

L'appello del presidente è quindi a fornire un'adeguata attenzione (sottinteso anche economica) alla promozione della lingua all'estero. E questo deve avvenire in tutti i modi consentiti dalle nuove tecnologie, dal sostegno all'editoria italiana nel mondo, al rilancio delle trasmissioni RAI per l'estero, sino alla produzione di contenuti in lingua italiana per il web, nuova frontiera della diffusione della cultura di un popolo.

Gli applausi al discorso fiorentino del presidente sono stati tanti, ora c'è davvero da augurarsi che si possa passare dalle parole ai fatti, dando un po' più di corpo a una presenza che - viste le ristrettezze economiche- ha comunque del miracoloso se si guarda ai risultati raggiunti.

 

Luciano Ghelfi

direttore editoriale di www.lombardinelmondo.org

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