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Elezioni politiche il 4 marzo, ecco il calendario del Governo

Milano 15 dicembre 2017 - Legge di Bilancio ultimo atto del Parlamento, Camere sciolte entro fine anno, al voto con le elezioni politiche del 4 marzo del 2018: il calendario di fine legislatura

Il tempo di approvare definitivamente la manovra di Bilancio, poi il Capo dello Stato scioglierà le Camere per procedere a nuove elezioni il 4 marzo 2018: questo lo scenario a momento più probabile per la fine della legislatura, in base al quale entro la fine dell’anno il premier, Paolo Gentiloni, dichiarerà esaurito il proprio mandato e il presidente della repubblica dichiarerà chiusa la legislatura con qualche mese di anticipo sulla scadenza naturale del prossimo marzo 2018. Il risultato, sono appunto le elezioni a inizio marzo. L’accelerazione alla fine della legislatura viene impressa evitando le dimissioni del Governo per mancata fiducia in Parlamento. Ci sono due precedenti, il governo Amato del 2001 e il governo Berlusconi del 2006.

Gentiloni presenterà alla Camere dimissioni solo formali, il Capo dello Stato prenderà atto della comunicazione del premier e scioglierà le Camere.

La Legge di Bilancio, dunque, resta l’ultimo atto del Parlamento prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale.

La manovra è stata approvata dal Senato, è attualmente alla Camera che sta apportando modifiche, quindi sarà necessario un ulteriore passaggio in Senato (prevedibilmente molto breve). A Montecitorio la manovra è in discussione alla commissione Bilancio della Camera, l’approdo in Aula è previsto per martedì 19 dicembre, l’approvazione definitiva il giorno 20 dicembre, per l’ultimo voto in Senato.

Le dimissioni del premier Gentiloni solo dopo l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio, e dopo le vacanze di Natale, consentendo al capo dello Stato di sciogliere le Camere entro Capodanno. L’attuale Governo resterà in carica fino alle elezioni. (Fonte: PMI)

Il Calendario Legge di bilancio 2018, prevede che venga approvata in via definitiva al Senato entro il 23 dicembre.

La Legge di Bilancio 2018 in commissione Bilancio alla Camera, prevista in aula il 19 dicembre: le principali modifiche attese:

La commissione Bilancio della Camera ha iniziato l’esame della Legge di Bilancio 2018: presentazione del testo da parte del Governo, presentazione degli emendamenti. La manovra arriverà nell’aula di Montecitorio lunedì 19 dicembre, per un’approvazione che a quel punto dovrà necessariamente seguire tempi molto rapidi, per l’entrata in vigore entro il primo gennaio (dopo le modifiche ala Camera, la legge deve ripassare in Senato per approvazione definitiva).

Calendario lavori: in commissione è iniziato il 7 dicembre con i termini per al presentazione degli emendamenti, mentre entro il 12 dicembre dovevano essere presentati gli emendamenti dei gruppi parlamentari. Discussione e votazioni dal martedì 13 e approvazione entro il 17 dicembre per lo sbarco in aula il 19 dicembre.

Ultime novità

Fra le principali modifiche attese nel corso del passaggio alla Camera:

-        la Riforma Pensioni, con l’allargamento dell’APe social a quattro nuove categorie di mansioni gravose

-        la Web tax da anticipare al 2018

-        il rinvio di un anno (al 2019) per l’entrata in vigore degli ISA, gli indici sintetici di affidabilità che sostituiscono gli studi di settore

-        l’estensione della cedolare secca agli affitti commerciali.

Per quanto riguarda l’APe, sarà prevedibilmente il Governo a presentare l’emendamento sull’allargamento a quattro attività gravose (siderurgici, marittimi, pescatori, agricoli). E’ un punto di accordo raggiunto nell’ambito della trattativa con i sindacati, insieme allo stop degli scatti alle aspettative di vita per gli addetti a mansioni gravose. In pratica i lavoratori che rientrano in una delle 15 attività gravose esentate dall’innalzamento a 67 anni dell’età pensionabile, sono anche (in presenza di tutti gli altri requisiti) ammessi all’Ape social come addetti a mansioni gravose.

La modifica alla Web tax è stata chiesta da Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, che chiede di valutare un ampliamento della misura, da applicare a tutte le transazione di e-commerce (attualmente è limitata ai servizi digitali b2b), magari facendo scendere l’aliquota al 2 o 1% (attualmente è al 6%), e anticipando l’entrata in vigore al 2018 (dal 2019).

Anche sugli ISA, si attende un emendamento del Governo per posticiparne l’entrata in vigore al periodo d’imposta 2018, dando quindi un anno di tempo in più rispetto all’attuale partenza previste nel 2018 (sull’anno di imposta 2017).

Le richieste alla politica che arrivano dal mondo delle imprese in vista del passaggio alla Camera. La CNA, confederazione nazionale artigianato, chiede l’abolizione dell’IMU per gli immobili delle imprese (laboratori, negozi, capannoni). No al taglio al 50% dell’ecobonus su caldaie e serramenti, che quindi dovrebbe restare al 65%. IRI dal 2018, quindi no allo slittamento dell’imposta sul reddito degli imprenditori al 2019. Esenzione IRAP a 30mila euro di valore annuo della produzione, tetto quindi da alzare rispetto agli attuali 13mila euro. In attesa del provvedimento definitivo che escluda dal’IRAP artigiani e piccole imprese senza un’autonoma organizzazione dei fattori della produzione.

C’è anche la richiesta di potenziare il regime di cassa, condivisa da tutte le associazioni di PMI rappresentate da Rete Imprese Italia: consentire a tutte le imprese il riporto delle perdite da un anno all’altro, come avviene per le società di capitali. Il mancato riporto delle perdite, attualmente previsto, non consente a circa due milioni di imprese di utilizzare il Regime di Cassa. Un emendamento in tal senso è stato respinto durante l’iter della manovra in Senato, le imprese chiedono di approvarlo alla Camera.

Confartigianato condivide gran parte delle richieste della CNA (deducibilità IMU immobili strumentali, regime di cassa, IRAP), aggiungendo anche l’abolizione del Sistri. (Fonte: PMI) (foto: libero dominio)

di Maurizio Pavani

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