Aumentano gli stranieri in Lombardia
Aumentano gli immigrati in Lombardia, con un ritmo pari al 13 per cento l'anno, vanno decentrandosi rispetto al capoluogo e tendono a stabilizzarsi: il 14 per cento di essi è proprietario di abitazioni, mentre cresce il numero dei componenti familiari. <BR><BR>Questi alcuni dei dati più significativi emersi dal "Quarto Rapporto Regionale", svolto della Fondazione ISMU per conto dell'Osservatorio regionale per l'integrazione e la multietnicità, con il patrocinio dell'Assessorato alla Famiglia e alla Solidarietà Sociale della Regione Lombardia.<BR><BR>Nel corso del quadriennio 2000/2004, la presenza sul territorio lombardo di stranieri regolari provenienti dai cosiddetti "Paesi a forte pressione migratoria" si è accresciuta di circa 230mila unità, passando da 333mila a 554mila: gli irregolari rappresentano una componente minoritaria e sono soggetti ad un andamento altalenante. <BR><BR>Quanto alla localizzazione, anche se l'aumento è generalizzato su tutto il territorio regionale, i dati mostrano l'affermarsi di un sostanziale processo di diffusione: la provincia di Milano è scesa per la prima volta nel 2004 sotto la metà delle presenze e tende a crescere meno di quanto avviene sia nell'interland sia nel resto della regione.<BR><BR>Il rapporto ISMU esamina anche i cambiamenti intervenuti nelle strutture familiari, dove va accrescendosi la presenza dei minori e quella dei coniugati, fenomeni questi accompagnati da un aumento della titolarità delle abitazioni, passate dall'8,5% del 2001 al 14,1% del 2004.<BR><BR>Sul fronte economico, si riducono i lavoratori a reddito decisamente basso (quelli con meno di 500 euro mensili passano dal 15,1% al 5,1%), mentre aumentano significativamente quelli della fascia superiore ai 1.500 euro mensili (dal 2% al 18,8%). <BR><BR>In parallelo, diminuisce di un terzo il tasso di disoccupazione della popolazione attiva (dal 18,5% all'11,1%) e il rapporto tra lavoratori regolari e irregolari sale da 5 a 2 nel 2001 a 8 a 2 nel 2004. <BR><BR>"Si stima infine - ha detto Vincenzo Cesareo, Segretario dell'ISMU - che le rimesse degli immigrati rappresentino per i paesi di origine una fonte di reddito pari a circa 500 milioni di euro". (aise)














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