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Le società di mutuo soccorso

Società di mutuo soccorso in mostra a Magnacavallo in occasione della festa dell’emigrante dal 10 al 13 settembre 2009.

Una mostra dedicata soprattutto alle società di mutuo soccorso sarà esposta nella piazza del municipio di  Magnacavallo in occasione della festa dell’emigrante che si svolgerà dal 10 al 13 settembre 2009. La collezione fa parte della raccolta documentaristica sull’emigrazione di Ernesto R Milani dell’associazione dei mantovani nel mondo che si affianca, in questa manifestazione, al museo dell’emigrazione di Magnacavallo ideato dall’avvocato Elio Benatti.  

Le società di mutuo soccorso costituirono il maggior movimento popolare italiano  sorto  tra l’Ottocento e il Novecento. La prima società operaia di mutuo soccorso fu organizzata a Pinerolo, in Piemonte il 12 ottobre 1848. Scopi principali : unione, fratellanza, mutuo soccorso e istruzione.

In pratica, a fronte di una quota mensile, il socio aveva diritto all’assistenza medica  e a un sussidio in caso di malattia o di infortunio, ed infine a un premio mortuario in caso di decesso da destinare a persona nominata dal socio. Ogni società era organizzata con criteri che seguivano le esigenze locali: alcune, ad esempio, istituirono dei corsi serali di istruzione generale oppure di apprendistato o di mestiere. In ogni caso, erano tutte ben regolamentate attraverso statuti ben dettagliati.

Con l’andare del tempo l’assistenza sanitaria pubblica ha sostituito l’attività delle società, che si sono sciolte oppure si sono trasformate in centri di aggregazione sociale. In Sicilia, ad esempio, la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Vizzini, Catania, fondata nel 1873 conta tuttora 800 soci, continua l’opera di sussidio, mantiene una sede sociale aperta giornalmente e si relaziona con i circoli dei vizzinesi emigrati a New York e Melbourne.

Quando i migranti italiani dovettero affrontare le difficoltà della vita quotidiana  ricorsero ben presto all’associazionismo secondo i criteri appresi in patria. Nacquero così le succursali delle società italiane oppure se ne formarono di nuove. La funzione primaria fu quella di aggregare le persone dello stesso paese, della stessa regione come specificato negli statuti.  Istituzioni che aiutarono i migranti a muovere i primi passi nel paese di adozione. Poi le cose cambiarono e le società persero la loro prerogativa di facilitatori dell’acculturazione. La fine della grande migrazione le privò di nuovi soci e così poco a poco si aprirono prima  a tutti gli italiani e poi semplicemente a tutti coloro cui piaceva l’Italia.

Le società si divisero in religiose e laiche : le religiose presero spesso il nome del santo del paese d’origine di cui si celebra tuttora la festa, mentre le altre presero il nome di italiani famosi come Garibaldi, Mazzini o Dante  o ancora del paese d’origine.

Quando il gruppo dei migranti cambiava quartiere o città oppure il campo minerario o di lavoro cessavano  di esistere, le società di mutuo soccorso scomparivano  o si trasformavano in circoli ricreativi e sociali italiani , molti dei quali organizzati in logge e associati alla più grande associazione di società italiane del Nordamerica , l’Ordine dei Figli d’Italia in America (OSIA).

Negli Stati Uniti molti soci delle società italiane, che avevano ormai deciso di restare definitivamente in America aderirono alle molteplici associazioni americane, che funsero da agenti di integrazione ed americanizzazione. In questo modo  molti membri dei sodalizi italiani si aggregarono pure a quelli americani e al loro modo di pensare.

Questo spiega perché  alle coccarde delle istituzioni italiane sono state aggiunte quelle americane dell’Improved Order of Red Men, dei Foresters, Elks, Woodmen of the World, Knights of Phytias e a seguire quelle di istituzioni di altri gruppi di migranti provenienti da altri paesi europei.

Le coccarde, soprattutto quelle di tessuto, sono sempre più difficili da trovare per la loro fragilità e per l’incuria di chi le ha ereditate e non ne ha capito il valore storico. I soci ne andavano orgogliosi : le utilizzavano durante le parate e le riunioni sociali annuali. I soci avevano l’obbligo di partecipare ai funerali dei compagni defunti e in tal caso la coccarda veniva esposta dalla parte nera con la scritta “In memoriam”. 

Esemplificatrici anche le fotografie delle società di mutuo soccorso italiane e quelle di migranti europei in America.

Uno spazio è pure dedicato alle fotografie che illustrano un pezzo di emigrazione lombarda attraverso immagini originali raccolte in Nordamerica ed in Argentina con l’appendice del sacco per la raccolta del cotone nello stato del Mississippi dove furono presenti anche mantovani di Sermide.

 

Ernesto R Milani

Magnacavallo,10 settembre 2009

 

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