Il dono degli IMI
La dimenticata «Resistenza» degli internati militari italiani ha avviato in Vestfalia, tra il 1999 e il 2001, precisamente per l’area del Bacino della Ruhr, approfondite ricerche centrate sulle città di Hagen e Dortmund. Le indagini, come la raccolta di materiale e testimonianze, culminate nella mostra bilingue «1939-1945: Schiavi di Hitler», partirono dalla Gesamtschule F. Steinhoff di Hagen. Dal 1999 al 2001 si sono svolti incontri con «testimoni»: indimenticabile l’esperienza che richiamò a Hagen gli ex-IMI Mantovani Ivo (Bologna), Magnanini Anselmo (Rovigo), Mesturini Vinicio (Ancona) e Ortombina Mario (Verona). Inoltre venne pubblicato un quaderno con le principali informazioni sul destino dei milioni di internati di ogni lingua e cultura, con una sezione dedicata agli IMI di Hagen e Dortmund supportata dagli importantissimi diari-denuncia del cappellano militare don Giuseppe Barbero e del medico forlivese dott. Guglielmo Dothel, lettere di internati e l’elenco degli IMI del Lager Schmiedag (Hagen) con più di 400 nominativi, completo di dati anagrafici e indirizzi, come di informazioni sul destino di chi perse la vita per le violenze, le privazioni o i bombardamenti degli alleati sulla città.
L’opera – denuncia del cappellano militare piemontese venne tradotta in tedesco ed è una importante testimonianza della barbarie nazionalsocialista e fascista. La pubblicazione fu curata dalla Società Storica di Hagen e la testimonianza barberiana divenne elemento integrante della mostra del 2002 che, tradotta, venne inviata in Italia e fu presentata in diverse città (Como, Verona, Bari, Forlì, Senigallia, Centallo, Alessandria...) diventando il fulcro del Centro di Documentazione di Centallo (Cuneo), grazie alle testimonianze e denuncia del cappellano militare padre Barbero, parroco di questo comune. Il Centro di Documentazione, grazie alle attività dell’associazione culturale Centallo Viva Onlus e le iniziative in calendario, fa sì che la memoria e il sacrificio degli internati e deportati siano, con la Resistenza al nazifascismo, elementi e radici della Repubblica italiana e della comune casa europea.
La città di Hagen ebbe il coraggio di recuperare la memoria di un Paese divenuto Lager e di onorare, con le giornate dedicate ai testimoni italiani, i milioni di lavoratori coatti e internati che, con i deportati e chi scelse la Resistenza armata, furono vittime della barbarie nazionalsocialista. Ancora oggi diversi discendenti di IMI prendono contatto con i responsabili delle ricerche per informarsi sul destino di padri e nonni.
Il lavoro svolto tra il 1999 e il 2002 viene ora rivalutato da una serie di pubblicazioni storico-didattiche apparse ultimamente a cura dall’Associazione Onlus Centallo Viva. Oltre alla necessaria e fondamentale ristampa della memoria-denuncia del cappellano militare centallese don Giuseppe Barbero La croce tra i reticolati (apparsa nel 1946, ma l’introduzione del sacerdote è del Natale del 1945, dedicata ai “730 italiani che nel cimitero di Dortmund attendono il conforto di una prece, di una lacrima e di un fiore” ) si è rivelata importantissima per il ricupero della memoria di quegli anni e avvenimenti.
Un quaderno di 62 pagine “illustrato e riscritto per gli alunni della scuola dell’obbligo” (a cura di Pieranna Magnano, pubblicato nella primavera del 2009) accompagna passo passo l’odissea del sacerdote piemontese e i più di 600.000 IMI divenuti “schiavi del nazionalsocialismo”. Grazie a una serie di bellissime illustrazioni realizzate dagli studenti del liceo artistico Ego Bianchi di Cuneo, con l’insegnante Formisano Giuseppe, “permette ai ragazzi e alle ragazze della scuola dell’obbligo di avvicinarsi a un testo che nella sua versione integrale non è di facile lettura”.
Un’altra pubblicazione di circa 90 pagine, I lavoratori coatti – sussidio didattico di approfondimento storico (a cura del Comitato della Memoria – Associazione Centallo Viva, con una introduzione di Laurana Lajolo) riporta i significativi testi della mostra bilingue, esemplari e precisi nella loro compiutezza che abbraccia la situazione storica, il numero e la provenienza dei lavoratori stagionali, stranieri e coatti. L’ideologia del Nazionalsocialismo, obblighi, reclutamento e deportazione, trasporto e importanza dei lavoratori coatti per l’economia nazionalsocialista. Organizzazione, impiego, vita quotidiana (condizioni e orari), l’acquartieramento, igiene, alimentazione, abbigliamento, assistenza medica e religiosa. L’impiego delle donne, la situazione dei bambini (deportati con le madri o nati in prigionia), quando e come si disonorava la razza, i matrimoni, i bordelli per stranieri (l’inappagato bisogno sessuale poteva ripercuotersi negativamente sul lavoro e sulla produzione), le punizioni e i Lager di educazione al lavoro, dove il trattamento era brutale e non esisteva nessun rispetto per la persona – sono alcuni dei temi trattati. In questa pubblicazione (arricchita dai disegni di Umberto Reineri, tratteggiati durante la prigionia – da un racconto e dalla presentazione di Nicola Sinesi, internato nel Lager Schmiedag dove morì durante il bombardamento aereo del 2 dicembre 1944 sulla città) una sezione è dedicata agli IMI e deportati nella città di Hagen che, una decina d’anni orsono, diede il via a una serie di ricerche e iniziative finalizzate a far luce su quegli anni e avvenimenti.
Il materiale informativo e formativo creato e seguito dall’Associazione Centallo Viva è completato dal volume I bambini ci chiedono Pace, curato da Mara Piacenza (edizioni Primalpe, 2009). Le 120 pagine di quest’opera, sussidio pratico di educazione alla non violenza per genitori e insegnanti, ci guidano all’approccio e alle tematiche dell’educazione alla Pace. Non mancano proposte ludico-didattiche o per attività finalizzate alla scoperta della fiducia e della cooperazione, l’invito alla produzone di materiali diversi, la presentazione di brani ed esperienze di vita da proporre come riflessione. Una bibliografia aggiornata, per genitori ed educatori, completa un percorso che è scoperta di se stessi e degli altri.
Luigi Rossi (Bochum)
www.luigi-rossi.com














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