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Testimonianza della catastrofe

Il terremoto cileno ha visto coinvolti anche migliaia di nostri connazionali presenti nella nazione cilena. Le voci e i racconti in prima persona di quei momenti tragici

Le testimonianze degli italiani dal Cile e dai paesi vicini:

 

Andrea Pibiri riporta dalla vicina Cordoba, Argentina. Le scosse di sono sentite anche là. "Ci siamo svegliati in piena notte per il rumore degli oggetti che sbattevano contro i muri ripetutamente", racconta Pibiri. "Il palazzo non smetteva di oscillare, mentre fuori tutto sembrava normale. Alcune ore prima tutti i cani del vicinato hanno abbaiato a lungo e senza ragione".

 

Paolo G. Calisse da Santiago, da dove giungono notizie di crolli nel centro storico, racconta: "Non è vero che ci sono palazzi crollati a Santiago e la luce c'è (questo messaggio passa attraverso l'internet del mio appartamento). Questo perché tutti i palazzi sono antisismici. Vivo a Santiago da 10 giorni. Alle 3 e 20 ero sveglio. La luce è andata via perché un sistema automatico stacca la corrente al primo allarme in tutto il Paese. 30 secondi dopo il palazzo di 12 piani dove abito ha cominciato a tremare. Sono rimasto a letto ma poi quando ha cominciato a scuotere violentemente e le cose a cadere mi sono alzato dal letto e sono uscito (in mutande, ma con la camicia in mano...). Il corridoio era illuminato perché ogni palazzo è dotato di un gruppo elettrogeno indipendente, ma la stanza no e non trovavo i pantaloni. Sono sceso, erano tutti molto calmi. Siamo rimasti nell'ingresso perché il portiere impediva di uscire per timore che si staccassero pezzi di intonaco dai balconi della facciata. La scossa è durata 2 minuti e mezzo. Era veramente forte ma il palazzo e quelli accanto (alti fino a 20 metri) non presentano danni di sorta. E' incredibile cosa si può fare con una buona prevenzione. Sono rimasto fuori. Appena possibile sono risalito e mi sono vestito del tutto e sono andato a fare un giro per il quartiere con un amico. Erano tutti per strada ma perfettamente calmi. Molta gente scherzava, alcuni sono andati a dormire nei parchi. Stamattina ho fatto un giro del quartiere. Sono tutti palazzi altissimi che hanno resistito quasi completamente. Solo piccoli danni. La terra continua a tremare ogni tanto (...) Mentre vi scrivo questa riga è arrivata l'ennesimo aftershock... Il governo e l'informazione si stanno comportando seriamente. Le prime dichiarazioni della Bachelet e del suo governo non sono né miracolistiche né autoincensanti ma tecniche e molto precise. I servizi della città sono tutti chiusi a Santiago in attesa di una verifica totale. La situazione è molto peggiore a Conception dove la forza del sisma in termini di energia è 125 volte quella di L'Aquila (anche se il confronto non va fatto solo in termini di energia).

 

Sempre da Santiago, ecco Emanuela Mameli: "Sono arrivata da un mese per svolgere il Servizio Civile Volontario internazionale. La scossa è stata forte e prolungata, in più essendo al 10° piano credo si sia sentita amplificata. Si son splancate porte, le ante degli armadi ma nessun danno grave fortunatamente. Nella zona di Providencia la situazione ora è molto calma a parte l'assalto a supermercati e negozi di generi alimentari. L'edificio dove vivo di 22 piani non ha subito danni, a parte qualche calcinaccio caduto. Dopo la scossa è mancata l'elettricità fino alle 9 del mattino ma il palazzo non è stato evacuato e credo che molti siano tornati a dormire, la metro sembra funzionare bene e l'elettricità egli alti servizi (come internet vedete) vengono presto ripristinati. Un pensiero va chi non è stato così fortunato!".

 

Dario Galli, anche lui da Santiago descrive una situazione tutto sommato tranquilla: "La vita segue quasi normale in molti quartieri della capitale cilena. I danni strutturali agli edifici sono limitati ed i servizi fondamentali (acqua, elettricità, gas) sono stati riattivati entro alcune ore dal sisma. Le comunicazioni si fanno ogni ora meno congestionate; internet e telefoni hanno ripreso a funzionare. Molte strade urbane sono praticabili ed alcune attività hanno riaperto nel pomeriggio. Alcune arterie maggiori risultano interrotte o danneggiate, soprattutto in presenza di viadotti. Il trasporto pubblico di superficie è irregolare e la metropolitana è chiusa. Continuano le scosse di assestamento ma non destano particolare preoccupazione: il Cile ha grande attività sismica e la popolazione è abituata a scosse di entità ridotta come quelle che stanno seguendo l'evento principale. Da alcune ore non si sentono più esplosioni ne sirene". 

Si verificano i danni al palazzo della Moneda, sede del governo a Santiago

 

 

Ed ecco la testimonianza di Flavio Belloli. Anche secondo Belloli la situazione è migliore di quanto descritto dai media: "Vivo a Santiago da piú di tre anni. Dopo il terremoto ho cercato immediatamente di mettermi in contatto con la mia famiglia in Italia, cosa che mi è riuscita solo verso le 10 del mattino, più di sei ore dopo. Erano ovviamente preoccupatissimi anche perché, mi hanno detto che i media in Italia parlavano di una vera e propria apocalisse qui a Santiago. Per quello che posso raccontarvi, qui nel settore orientale della cittá (Comuna di Las Condes) i danni che ho potuto osservare sono stati del tutto minori: nessun crollo o danni gravi a nessuna delle strutture che ho potuto osservare oggi pomeriggio durante una lunga passeggiata dalle parti de El Golf. Direi che il 95% degli esercizi commerciali oggi è rimasto chiuso, mentre erano disponibili farmacie e stazioni di servizio. Dopo le quattro del pomeriggio i pochi negozi di alimentari aperti giá non avevano quasi più niente da vendere". 

 

Oscar Tabilo manda il suo racconto da Ovalle: "Noi viviamo nella IV regione del Cile. Qui a Ovalle il terremoto di questa notte non è stato solo forte ma anche molto lungo. Abbiamo capito che era molto forte ma di notte non si poteva avere un'idea precisa di ciò che stava succedendo: funzionava solo una radio, nessun altro mezzo di comunicazione era in funzione ed è mancata la luce. Per molte ore è stato difficile comunicarsi con parenti e amici. La costa Cilena è molto colpita anche se non c'è stato un vero e proprio tsunami ma una mareggiata molto forte ed il mare è entrato ed ha distrutto molti ristoranti a Concepcion. Nella IV regione del Cile vivono molti italiani ma qui stiamo tutti bene, solo una donna cilena ha avuto un infarto ed è morta. La terra si è aperta le autostrade sono distrutte in molti punti; il 95% delle case nella zona dell'epicentro sono distrutte o danneggiate dal sisma. Mancano i servizi di base: acqua, luce comunicazioni con molte parti delle regioni. Palazzi nuovi di oltre 5 piani, dove le imprese costruttrici hanno speculato sui materiali sono venuti giù come castelli di carta mentre case di fango costruite più di 50 anni fa hanno retto molto meglio.

 

Carlos Senzacqua Munizaga scrive dalla capitale e racconta l'alba del secondo giorno: "Grazie per questo spazio. Anche stamattina ce stata una scossa potente. Intere zone della cittá sono senza luce, acqua e gas. I mezzi di trasporto pubblico riprendono piano piano a funzionare. Per fortuna la maggior parte delle costruzioni sono antisismiche e per strada non si vedono devastazioni come ad Haiti. Il problema vero e nel Sud, intere zone sono senza comunicazione. Mancano acqua, luce, gas. Tante le case crollate nelle zone rurali. A Concepción rimangono ancora 100 persone circa intrappolate sotto un palazzo. Purtroppo non mancano i sciacalli, ci sono saccheggi nei supermercati e nei negozi di elettrodomestici. L'esercito e le forze dell'ordine non intervengono nella maggior parte dei casi, specialmente se si tratta di cibo, i magazzini dei supermercati sono aperti e la gente prende tutto quello che puó portare via. C'è una grande discussione sul ruolo che dovrebbero svolgere le forze armate in questo senso. Il governo della presidente Bachelet sembra contrario alla dislocazione delle forze per ripristinare l'ordine nelle zone piu colpite. Intanto c'è una importante presenza dei militari del genio nel ripristino di strade e autostrade".

 

Spaventoso il racconto di Enrique Becerra da Santiago: "Le notizie parlano di piú di 90 morti, il Festival della canzone di Viña del Mar è stato sospeso, crollati diversi palazzi e i ponti dell'autostrada Amerigo Vespucci.

Ancora molte difficoltá, per le comunicazioni. E' quasi impossibile parlare col cellulare. Il governo chiede di non uscire in macchina e di restare in casa. La principale autostrada che collega Santiago con sud ha subito gravi danni".

 

Una testimonianza da Valdivia viene attraverso signora Liliana Salvato: "Mia sorella Michela è riuscita a telefonarci due ore fa dalla città di Valdivia, loro stanno tutti bene. Gli edifici hanno retto bene, per quello che ha potuto vedere, ovviamente in casa tutto si è rotto. La scossa è stata davvero molto forte. Lì i terremoti "normali" li chiamano tremori, questo è stato davvero forte, e aumentava di intensità con il passare dei secondi. L'elettricità e i telefoni non funzionano, per questo comunicare è molto difficile. La maggior parte delle case è a un piano e di legno, e i palazzi costruiti con norme antisismiche".

 

Gabriella De Angelis è da un mese a Santiago. E' in Cile per studiare proprio i terremoti per la sua tesi dottorale: "Ma ció che non potevo immaginare era di viverne uno in prima persona! In questo momento sono a Santiago. Questa notte mi trovavo in una discoteca quando all'improvviso ha iniziato a muoversi il pavimento e di li a poco la gente si è messa a correre verso le uscite e ad urlare. Sono stati momenti di puro panico. La corrente é andata via subito e le strade erano piene di gente. Le repliche sono state numerose, ancora adesso la terra trema anche se con intensitá lieve. Da qualche ora é tornata la corrente anche se é ancora molto difficile comunicare telefonicamente all'interno del Cile praticamente impossibile con l'Italia. Leggo i giornali italiani e vorrei tranquillizzare i parenti e gli amici dicendo che, fatta eccezione per alcune zone, in generale gli edifici sono ben costruiti a livello antisismico e hanno resistito bene alla scossa".

 

Guillermo del Pedregal racconta: "Sono studente e abito a Santiago... nel mio comune, Las Condes, la luce si é spenta secondi prima del terremoto. Ero a casa dei miei amici a prendermi una birra, siamo usciti al balcone a guardare la cittá spenta e secondi dopo la terra si é sconvolta. Siamo andati verso i posti sicuri dell'appartamento. Il mio appartamento, dove abito con altri amici, é rimasto distrutto con danni gravi. A noi non é capitato niente di terribile, nel senso che stiamo bene fisicamente. Mio cugino, che abita a Concepción, ha perso il suo appartamento e il suo negozio. Il tetto della casa della mia sorella, a Curacaví, é caduto sul letto subito dopo che loro si sono alzati per svegliare i miei nipoti.

La distruzione che si vede nei telegiornali é impressionante. La situazione a Talca, cittá dove ho vissuto per un paio d'anni e dove abitano molti amici, é rimasta distrutta. Molti di loro hanno perso negozi e parti delle loro case. Non hanno acqua, luce, gas e le rete telefoniche è permanentemente occupata. E' molto difficile comunicare. Comunque, c'é tranquillitá (relativa nella catastrofe) e collaborazione fortissima! 

 

Antonieta Vega: Io abito a Santiago, sono italiana. Il terremoto è stato lunghissimo e in realtà sono stata molto fortunata perché il palazzo dove abito ha resistito molto bene. L'immagine dei giornali non si possono credere, c'è molta paura, palazzi a autostrade crollate.... non abbiamo potuto continuare a dormire, senza acqua, senza elettricità e con molta paura.... Piano piano la situazione in Santiago sta tornando alla normalità. L'altre città, Concepción, Talca e Temuco sono senza elettricitá e senza acqua, la situazione è bruttissima. Sono state più di 60 scosse di più di 5 gradi Richter... A Constitución, un paesino vicino alla costa si può parlare anche di maremoto, l'acqua ha distrutto molto. Non so che più dire... forza Cile".

 

"E' stata una cosa veramente impressionante, anche perchè tutto è successo nel cuore della notte". E' ancora scossa Silvia Bartolini, presidente della consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo raggiunta dall'Ansa nell'albergo di Santiago del Cile dove è arrivata ieri e dove ha trascorso la notte. A parte qualche calcinaccio staccatosi dalle mura dell'hotel e qualche tubatura che non ha retto all'impatto della scossa, Bartolini ha riferito che, perlomeno, nell'albergo dove si trova non si registrano grandi danni. "Da circa un'oretta è tornata la luce, mentre continuiamo ad avere problemi con le linee telefoniche", ha detto ancora la testimone. Silvia Bartolini si trova a Santiago del Cile per una riunione dei giovani Emiliano-romagnoli nel mondo. Un centinaio di ragazzi che dovrebbero raggiungerla nella capitale cilena tra oggi e domani. "Dobbiamo verificare l'agibilità degli aeroporti e valutare se sia il caso di far partire quelli che ancora si trovano in Italia", ha detto Bartolini.

 

Racconta Carlos Francisco: "Dopo il terremoto un'onda anomala ha devastato la costa nella zona di Constitución, Coronel e Lota. Interi villagi rasi a suolo in parte dalle navi che trascinate dalle acque hanno distrutto case, negozi e servizi. Sospeso l'inizo dell'anno scolastico in attesa delle verifiche sulle strutture di scuole e asili nido. Appena chiusa riunione tra la ONEMI (protezione civile cilena) e imprenditori della grande distribuzione. Possibilmente all'ordine del giorno il contributo che possono dare nella distribuzione di cibo e prodotti di prima neccessitá, specialmente acqua, ma anche della situazione vissutasi stamane a Concepción dove la folla ha saccheggiato anche i reparti di elettrodomestici. Anche le strutture ospedaliere sono in crisi nelle zone piú colpite. L'ospedale di Talca é a rischio crolli. I sindaci di alcune zone chiedono l'intervento delle forze armate per il ripistrino dell'ordine. Intanto a Santiago si vive una situazione di semi-normalitá, tranne per le code nei supermercarti e benzinai. Intere zone della cittá sono ancora senz'acqua ne luce ma gli edifici hanno resistito bene alle scosse, tranne qualche vecchia costruzione e un paio di condomini nuovi in periferia suoi quali ci sono giá indagini in corso per stabilire delle responsabilitá".

 

Laura Ballini ci dice cosa succede a Viña Del Mar: "Qui la situazione è abbastanza controllata, purtroppo in molti quartieri ancora manca la luce e l'acqua. Io vivo nel settore di Jardin del Mar, al 15ª piano , sebbene la scossa è stata notevole, fortunatamente gli edifici, in questa zona sono antisismici e hanno resistito in maniera esemplare, riducendo i danni al minimo. Non così in Valparaíso, che purtroppo è  una città  dove la maggior parte delle case sono di struttura leggera, sopratutto nei quartieri più poveri. L'aereoporto di Santiago, è fuori uso, fino a data da destinarsi, i voli in arrivo sono ricevuti e la dogana viene fatta nel centro di Santiago, trasportando i passeggeri con un bus, mentre che le partenze sono sospese dovute al fatto che il sistema di chek in, imbarchi e dogana è caduto, le piste e la torre di controllo non hanno subito danni.. E comunque, una vergogna vedere come la gente si approfitta del panico, saccheggiando supermercati e negozi per portarsi via, non cibo e bevande, bensì televisori e oggetti elettronici".

 

 

Fonte http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/27/news/testimonianze_dal_terremoto-2449919/

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