Un caldo giorno d'estate...
Un caldo giorno d’estate dell’anno 2000, si trova per la prima volta nel multiculturale barrio di Lavapiés a Madrid, l’immigrante cileno Marco Buitano, nipote di immigranti genovesi e della Galizia. Con i duecento dollari messi dalla madre nelle sue tasche, una valigia con qualche vestito e il sogno che lo portò fino a lì: farsi conoscere come costruttore di chitarre nel paese che le ha viste nascere.
Tuttavia, a volte, il sogno sembra svanire tra le mani Le iniziali difficoltà lo obbligano ad accettare lavori saltuari nell’edilizia, nella pubblicità di strada e altre attività lontane dalla sua professione ma necessarie per sopravvivere.
Dopo anni di grandi sacrifici, l’opportunità arriva nell’anno 2002 e un po’ alla volta le sue conoscenze in materia gli permettono di replicare una famosa chitarra francese creata dall’italiano Mario Macaferri, fabbricata a Madrid e venduta a Touluse.
E il successo arriva. Alla fine del 2003 viene catalogata come chitarra dell’anno in Francia ma i guadagni delle chitarre prodotte rimangono nelle casse della marca per la quale vengono fabbricate. Oggi alcuni dei migliori chitarristi del Manouch hanno chitarre fatte da un cileno senza saperlo.
L’inquietudine di andare sempre più lontano, lo porta a lavorare alla creazione di una chitarra sintetizzatore presentata nel 2004 al festival Edicion Madrid. Questo le apre le porte al mondo musicale spagnolo con la creazione del primo timple canario midi di corde di nylon per il timplista José Antonio Ramos, musicista canario di grande fama internazionale.
E così finisce questa storia di immigrazione e sogni.
Sembra che anche la liuteria si globalizzi.
Marco Buitano
Testimonianza raccolta da Marta Carrer














di Vanni Vincenzi - Phone: 348-7069419
